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Sintomi colica renale

5 Novembre 2020 | Autore:
Sintomi colica renale

Un dolore acuto a livello addominale e lombare causato dalla presenza e dal transito dei calcoli renali. Come avviene la diagnosi, qual è la cura e in cosa consiste la prevenzione. In caso di coliche renali, la multa può essere annullata?

Conduci una vita sregolata. Non pratichi sport e non svolgi alcun tipo di attività motoria. L’unico movimento che conosci è quello che fai fare alla poltrona girevole mentre lavori in smart working seduto ad una scrivania davanti al pc. In cucina, non riesci a dosare la quantità di sale nei piatti. Bevi poca acqua. Un bel giorno, avverti un dolore lancinante e improvviso al fianco e alla schiena, in corrispondenza dei reni e immediatamente sotto le costole. È come se ti avessero dato una coltellata. Hai anche notato tracce di sangue nelle urine. In più, hai una strana sensazione di nausea e vomito. Come mai? Decidi di rivolgerti al tuo medico di fiducia. Con molta probabilità, dopo aver fatto una visita accurata, il medico ti dirà che questi sono i sintomi della colica renale. Per vederci più chiaro e valutare la funzionalità dei reni, saranno necessari alcuni esami di laboratorio.

Ma cos’è la colica renale? Quali sono le cause? È possibile prevenirla? Per maggiori informazioni sulla colica renale e sui calcoli abbiamo intervistato il dr. Bernardo Rocco, presidente del comitato scientifico di Europa Uomo e coautore di una delle più conosciute tecniche chirurgiche per il recupero della continenza dopo la prostatectomia radicale per tumore della prostata. Tecnica definita «Punto di Rocco» (Rocco’s Stitch). Dopo l’intervista al dr. Rocco, ti spiegherò se in caso di colica renale puoi farti annullare la multa per eccesso di velocità.

Cos’è la colica renale?

Per colica renale si intende l’insieme dei sintomi e dei segni che conseguono alla brusca dilatazione delle vie escretrici urinarie, causata da una parziale o completa ostruzione del lume ureterale a valle da parte di un calcolo urinario.

Quali sono i sintomi della colica renale?

Il principale sintomo della colica è il dolore acuto localizzato in sede lombare, che può estendersi anteriormente e verso il basso, fino anche a raggiungere i genitali esterni. Altri sintomi associati alla colica sono nausea, vomito, sudorazione algica. Quando il calcolo nella sua discesa si avvicina alla vescica, possono comparire sintomi irritativi quali bruciori ed aumento della frequenza minzionale. La comparsa della febbre è, invece, sintomo di una infezione batterica concomitante e complicante la colica: tale evento richiede una valutazione specialistica urgente.

Quali sono le cause della colica renale?

La principale causa di colica renale è la presenza di un calcolo urinario, formatosi nel rene, che scendendo lungo la via escretrice va ad ostruire il normale deflusso urinario. Cause meno frequenti possono essere neoformazioni del tratto urinario o masse addominali che vanno ad ostruire l’interno o a comprimere dall’esterno l’uretere. In questi ultimi casi, di solito, si tratta di sintomatologie ad insorgenza progressiva, difficilmente acuta, cui concomita il segno ecografico della dilatazione (idronefrosi) delle vie escretrici a monte dell’ostruzione.

Quanto tempo può durare una colica renale?

Generalmente, la colica dura fino al momento in cui si risolve la stasi urinaria, con ripresa del normale flusso di urina dal rene alla vescica. Questo coincide con l’espulsione spontanea del calcolo o con la sua asportazione mediante un intervento mini-invasivo.

Tuttavia, il dolore dopo un tempo variabile può recedere anche in caso di persistenza del calcolo ureterale, per una sorta di adattamento della via escretrice alla condizione di dilatazione. Per questo motivo, se alla risoluzione spontanea della sintomatologia non corrisponde la sicura espulsione del calcolo, lo specialista consiglierà di eseguire comunque un’ecografia di controllo, per attestare la regressione della dilatazione urinaria e, quindi, il ritorno alla normalità dell’asse escretore affetto da calcolosi ureterale.

Quali sono i fattori di rischio?

I principali fattori di rischio sono lo scarso apporto idrico e una dieta ricca di sale e proteine animali. Una dieta sana e un corretto apporto idrico permettono, nella maggior parte dei pazienti, di prevenire, o quanto meno ridurre gli episodi di coliche renali.

Esistono poi condizioni familiari e genetiche predisponenti. Altri fattori di rischio sono l’attività lavorativa in ambienti caldi e non correttamente arieggiati, elevati valori di BMI e la presenza di malformazioni congenite delle vie urinarie, come la malattia del giunto pielo-ureterale.

Come avviene la diagnosi di colica renale? Quali sono le analisi di laboratorio a cui sottoporsi?

La diagnosi di colica renale parte sempre da un’accurata visita medica nella quale è importante raccogliere l’anamnesi (familiarità, storia di pregresse coliche renali, modalità di insorgenza e tipo di dolore).

Gli esami di laboratorio costituiscono un utile ausilio nella valutazione della colica e ci permettono di valutare la funzionalità renale, indici di infiammazione ed eventuale sovrainfezione batterica. Oltre a questi esami, di fondamentale importanza è diagnosticare la causa scatenante della colica mediante metodiche di imaging. Fra queste, la metodica più utilizzata è l’ecografia, che consente di individuare i calcoli localizzati nel rene o la dilatazione renale conseguente alla presenza di un calcolo ureterale ostruente.

La TC addome, invece, con o senza mezzo di contrasto, consente di individuare la sede del calcolo lungo il suo percorso in uretere, ovvero nella discesa dal rene verso la vescica. La conoscenza della sede e delle caratteristiche del calcolo rappresentano dei requisiti fondamentali per scegliere la strategia terapeutica più adeguata, qualora il calcolo ureterale non venisse espulso spontaneamente.

Come prevenire la colica renale?

Una dieta sana e un corretto apporto di liquidi (2l al giorno) aiutano a prevenire la colica renale. Nei pazienti recidivanti, o nei quali la calcolosi esordisca in età particolarmente giovanile (<25-30 anni) è opportuno effettuare uno studio metabolico per indagare eventuali alterazioni che favoriscano l’insorgenza di calcolosi. La correzione delle condizioni predisponenti rappresenta la migliore terapia per questi pazienti.

In cosa consiste il trattamento della colica renale?

Il trattamento medico della colica renale ha lo scopo di ridurre la sintomatologia dolorosa, di diminuire l’infiammazione e, compatibilmente con le dimensioni del calcolo, di favorirne l’espulsione.

Per calcoli di piccole dimensioni, soprattutto se localizzati in uretere distale, la terapia medica espulsiva e antidolorifica è sufficiente a permettere l’espulsione in vescica del calcolo e la risoluzione della sintomatologia.

Per calcoli di dimensioni maggiori o quando la sola terapia medica non è sufficiente, si rende necessario il trattamento attivo del calcolo.

Per quali tipi di calcoli è possibile intervenire con il trattamento medico?

Innanzitutto, bisogna sottolineare come esistano alcuni tipi di calcoli passibili di trattamento medico, come la calcolosi uratica. Per questi calcoli, tipici del paziente di età più avanzata con concomitante aumento dell’acido urico nel sangue, la correzione del ph urinario e della condizione di iperuricemia può portare alla dissoluzione di calcoli fino a 10-15 mm di dimensioni.

In quali casi, invece, è necessaria l’asportazione? 

Per gli altri tipi di calcoli, come per quelli a contenuto calcico o quelli di cistina, occorre programmare un trattamento attivo. Fra questi, riportiamo la litotrissia extracorporea, che consiste dell’applicazione sul calcolo di onde d’urto in grado di provocarne una frammentazione. Il trattamento è eseguito in ambulatorio, non richiede anestesia e porta alla risoluzione dei quadri di calcolosi di dimensioni moderate.

Qualora, però, le dimensioni del calcolo siano maggiori o la composizione del calcolo particolarmente dura, occorre pianificare l’intervento in sala operatoria attualmente basato su metodiche minimamente invasive.

Quali sono i metodi chirurgici per eliminare i calcoli renali?

In passato, gli interventi per la calcolosi renale prevedevano l’apertura dell’addome e l’estrazione in chirurgia a cielo aperto della formazione litiasica. Oggi, grazie al progresso tecnologico e all’utilizzo di telecamere sempre più piccole e del laser, la maggior parte dei calcoli viene gestita in via endoscopica con approccio retrogrado alla via escretrice (ureterorenolitotrissia mediante laser ad Holmio) o con approccio percutaneo (Nefrolitotrissia percutanea).

Quindi senza incisioni, con pochi giorni di degenza (1-3) ed una rapida ripresa successiva delle attività abituali.

Possono esserci recidive? In cosa consiste il programma di prevenzione?

La calcolosi renale è una patologia che tende a recidivare se non si attua un programma di prevenzione e di controllo del paziente. L’utilizzo di citrato di potassio, un corretto apporto di liquidi, una dieta a ridotto contenuto proteico e con scarso apporto di sale riducono la probabilità di sviluppare calcolosi. Come detto, i pazienti ad alto rischio devono essere sottoposti a screening approfonditi per evidenziare eventuali anomalie metaboliche predisponenti la calcolosi.

Altre raccomandazioni utili?

La colica renale è una patologia comune da non sottovalutare. In caso di comparsa di colica renale non responsiva alla terapia antiinfiammatoria e/o comparsa di febbre, bisogna recarsi al pronto soccorso della propria città per ulteriori approfondimenti. Il miglior consiglio rimane sempre la prevenzione della malattia, mediante idratazione abbondante, soprattutto nei mesi estivi, e controlli urologici periodici.

Colica renale: eccesso di velocità e annullamento della multa

Dopo aver approfondito il tema sulla colica e sui calcoli renali nell’intervista al dr. Bernardo Rocco, a seguire ti spiegherò se puoi farti annullare la multa per eccesso di velocità con un certificato del pronto soccorso che attesta il ricovero per colica renale analizzando un recente caso deciso dalla Cassazione.

Partiamo da un presupposto fondamentale: bisogna sempre osservare le norme del Codice della strada. Ma se ti trovi in una condizione di urgenza e in uno di stato di necessità, puoi violare queste regole? E se dovessi ricevere una multa, questa può essere annullata dal giudice? Come sempre accade nel diritto, la risposta è «dipende».

Per farti annullare la multa, dovrai dimostrare con precisione la situazione di emergenza che ti ha portato a violare le norme del Codice della strada. Tuttavia, non sempre il giudice ti darà ragione. Come mai? Sarà necessario mettere sulla bilancia due interessi contrapposti: la sicurezza stradale e la tutela della tua salute (cioè dell’automobilista in stato di necessità).

Analizziamo un caso sottoposto all’attenzione della Corte di Cassazione [1].

Il conducente andava ad una velocità di 141 Km/H in un tratto di strada in cui vigeva il limite di 70 Km/h, in prossimità di una stazione ferroviaria.

Gli interessi in gioco valutati dalla Corte sono i seguenti:

  • da un lato, lo stato di salute dell’automobilista affetto da una colica renale;
  • dall’altro lato, l’incolumità degli utenti della strada esposti al potenziale pericolo di danni causati da un’auto che viaggia ad una velocità di 141 Km/h in un tratto di strada frequentata anche da pedoni, adulti e bambini.

In questo caso, la Suprema Corte ha stabilito che bisogna escludere la sussistenza dell’esimente dello stato di necessità, in quanto la colica renale non rappresenta un pericolo per la vita. Nel caso in esame, l’automobilista non ha fornito una prova convincente sull’assoluta necessità di recarsi in ospedale per salvare se stesso oppure gli altri dal pericolo attuale ed immediato di un danno alla persona.

Se la patologia fosse stata grave avrebbe potuto compromettere seriamente le capacità di guida del conducente con evidente pericolo per l’incolumità delle persone e, se non grave, precisa la Suprema Corte, non giustificava di per sé la condotta posta in essere.

In sintesi, secondo la Cassazione la colica renale e il dolore che ne deriva rappresentano una malattia, ma non possono integrare l’esimente dello stato di necessità.


note

[1] Cass. civ. sez. VI n.20121 del 24.09.2014.


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5 Commenti

  1. Davvero interessante. Addirittura, c’è chi usa la scusa della colica renale per contestare la multa? Roba da pazzi! Che ridere ahahhah In ogni caso, a me hanno detto che chi soffre di calcoli ai reni dovrebbe, innanzitutto, correggere le proprie abitudini alimentari. Ovviamente, la dieta da sola non può fare miracoli; a volte il farmaco è assolutamente necessario. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’alimentazione svolge un ruolo veramente decisivo.

  2. Chi soffre di calcoli deve bere molta acqua e così faccio ogni giorno. Certo, è un disagio se sei fuori casa perché devi andare ogni 5 minuti in bagno, però è la cosa migliore da fare. Io bevo circa due litri di acqua al giorno.

  3. Trovo che siano stati toccati i punti più importanti dell’argomento. Un’illustrazione completa ed esaustiva che combina salute e diritto. Leggo sempre con molto interesse questi articoli.

  4. Il mal di reni è un dolore che si manifesta sul fianco, tra la colonna vertebrale e la parte inferiore delle costole. È estremamente doloroso. Il dolore è improvviso, acuto, lancinante. Altro che guidare. Se hai u dolore di questo tipo non riesci proprio a metterti in auto a mio parere

  5. Grazie per la pubblicazione dei vostri articoli. Siete sempre tanto precisi e puntuali. Per esperienza personale, in caso di colica renale in corso non bisogna mai sottovalutare il fenomeno, perché potrebbe ripresentarsi nel tempo. Da quello che mi è successo, direi che è meglio effettuare delle analisi del sangue e delle urine per identificare i fattori di rischio metabolici.

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