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Le Guide Apprendistato: requisiti e limiti del contratto

Le Guide Pubblicato il 28 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 28 gennaio 2014

L’apprendistato, contratto che alterna formazione e lavoro, è stato oggetto della riforma del lavoro: ecco cosa occorre sapere.

L’apprendistato è un contratto di lavoro a contenuto formativo, finalizzato a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Nell’apprendistato il datore di lavoro si obbliga a formare il dipendente e a retribuirlo per l’attività lavorativa svolta.

Il contratto si caratterizza, infatti, per l’alternanza tra formazione e lavoro e può avere tre diverse formule:

 

1) Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale: è rivolto ai giovani tra i 15 e i 25 anni e permette di acquisire un titolo di studio: una qualifica di operatore professionale dopo tre anni e/o un diploma professionale al termine del quarto anno.

 

2) Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere: è rivolto ai giovani tra i 18 e i 29 anni e permette di acquisire una qualificazione professionale prevista dai contratti collettivi di lavoro e maturare competenze tecnico-professionali.

 

3) Apprendistato di alta formazione e ricerca: è rivolto ai giovani tra i 18 (17 se già in possesso della qualifica professionale) e i 29 anni ed è finalizzato all’acquisizione di una qualifica professionale contemporaneamente ad un titolo universitario o di alta formazione (tale tipologia è utilizzata anche per assumere tirocinanti e praticanti per l’accesso agli albi).

La riforma del lavoro, nell’ottica di favorire e incentivare l’assunzione dei giovani tramite contratto di apprendistato, ha introdotto importanti novità sulla gestione del rapporto tra azienda e lavoratore. Vediamo i punti essenziali.

Rispetto della proporzione numerica con il personale già assunto

Il rapporto tra apprendisti e lavoratori già in servizio con specializzazione e qualificazione professionale è calcolato nella misura proporzionale di 3 a 2 per le aziende che occupano più di nove dipendenti (altrimenti il rapporto è del 100%).

Se l’azienda non occupa personale qualificato e specializzato o ne impiega meno di tre, può assumere non più di tre apprendisti.

Clausola di stabilizzazione

La clausola di stabilizzazione riguarda le aziende con più di 10 dipendenti e stabilisce che esse non possono procedere a nuove assunzioni di apprendisti se non hanno confermato in servizio almeno il 50% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti. La percentuale è ridotta al 30% fino al 17 luglio 2015.

Dal conteggio sono comunque esclusi quei rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa dell’apprendista.

Anche le aziende con meno di dieci dipendenti devono rispettare la clausola di stabilizzazione nei limiti individuati dalla contrattazione collettiva.

Il mancato rispetto della stabilizzazione comporta la trasformazione del contratto di apprendistato in un normale rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

 

Requisiti del contratto di apprendistato

Il contratto di apprendistato, in tutte le sue tipologie, deve avere la forma scritta a pena di nullità e contenere degli elementi essenziali:

piano formativo dell’apprendista, tenendo conto delle previsioni del contratto collettivo di categoria;

durata minima non inferiore a sei mesi, escluse le attività stagionali;

retribuzione ridotta al massimo fino a due livelli inferiori rispetto a quella finale (prevista per la categoria professionale) oppure ridotta nella misura percentuale prevista dal contratto collettivo;

– previsione di un tutore o di un referente aziendale: tale figura garantisce la formazione dell’apprendista;

– divieto di recedere dal contratto senza giusta causa o giustificato motivo durante il periodo di formazione dell’apprendista.

 

Benefici contributivi

La contribuzione Inps dell’azienda datrice varia in base al numero di dipendenti:

– più di nove addetti: 10%;

– fino a nove addetti: primo anno 1,5%, secondo anno 3%, terzo anno e successivi 10%;

– meno di dieci addetti, per gli apprendisti assunti dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016: 1,61% per i primi tre anni e 10% per quelli successivi.

Le spese sostenute per gli apprendisti sono totalmente deducibili ai fini Irap.

 

Tutela previdenziale e assistenziale

Gli apprendisti sono destinatari dell’Aspi, ma solo se sussistono le seguenti condizioni:

– sono trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione;

– la presenza di almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione.

note

Autore foto: 123rf.com


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