Diritto e Fisco | Articoli

Valido il mutuo con poche garanzie

7 dicembre 2013


Valido il mutuo con poche garanzie

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 dicembre 2013



Quando il mutuo fondiario supera l’80% del valore dell’immobile finanziato, il contratto con la banca resta valido.

Non è nullo il mutuo fondiario di importo superiore all’80% del valore del bene ipotecato e quindi l’iscrizione ipotecaria, in tal caso, non si deve considerare come inesistente. È quanto deciso dalla Cassazione [1].

Ai sensi del Testo unico bancario [2], per aversi credito fondiario (e quindi l’applicabilità della relativa normativa, quale quella che, ad esempio, dispone il consolidamento dell’ipoteca in soli 10 giorni dall’iscrizione nei registri immobiliari) occorre che il finanziamento sia contenuto entro un certo limite di importo, stabilito dalla Banca d’Italia.

A sua volta, con deliberazione del Cicr del 22 aprile 1995, è stato sancito che l’ammontare massimo dei finanziamenti di credito fondiario non deve essere superiore all’80% del valore dei beni ipotecati o del costo delle opere da eseguire sugli stessi; e che tale percentuale può essere elevata fino al 100% qualora vengano prestate garanzie integrative rappresentate, ad esempio, da fideiussioni bancarie e assicurative o da polizze di compagnie di assicurazione.

I giudici di legittimità hanno dunque ritenuto che la norma che pone suddetto limite non è posta a tutela del contraente debole (se fosse così, la sua violazione indubbiamente impatterebbe sulla validità del contratto), ma è norma dettata a presidio del sistema bancario, perché volta a impedire che le banche assumano esposizioni finanziarie senza adeguate garanzie.

Pertanto la sua violazione va intesa non come violazione di una norma imperativa (e, come tale, non provoca la nullità del contratto) ma come una irregolarità commessa dalla banca rispetto a quella che dovrebbe essere la propria best practice.

Irregolarità che può bensì comportare la sanzionabilità interna della banca, da parte della Banca d’Italia, in termini di infrazione alle regole di sana e prudente gestione dell’attività bancaria, ma che non può certo costituire una causa di nullità del contratto di mutuo.

note

[1] Cass. sent. n. 27380 del 6.12.2013.

[2] Art. 38 Tub

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI