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Covid, l’allarme dell’Iss: fase acuta, misure più severe

16 Ottobre 2020 | Autore:
Covid, l’allarme dell’Iss: fase acuta, misure più severe

L’indice RT è sopra l’1 in 18 regioni su 20, aumentano i focolai nelle famiglie. Per l’Istituto superiore di sanità, servirebbero dei lockdown mirati.

L’Italia sta vivendo il momento più delicato dell’epidemia da Covid. Lo rivela l’Istituto superiore di sanità, dopo aver esaminato i dati settimanali sui contagi. L’indice RT nazionale è ora a 1.17, il che, secondo l’Iss, significa che siamo «nella fase acuta con un aumento progressivo nel numero dei casi e con evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese».

L’indice di trasmissibilità ha superato quota 1 in 18 regioni (resta sotto solo in Calabria e Molise). Situazione particolarmente preoccupante in Valle d’Aosta (1.53), Piemonte (1.39) e nella Provincia autonoma di Bolzano (1.32). Ma cresce l’ansia anche in singole città come Milano, dove l’RT supera quota 2 e dove il sindaco, Giuseppe Sala, chiede di agire in fretta. Parere condiviso dall’Iss, secondo cui l’attuale quadro porta ad una inevitabile conclusione: occorre «una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento e mitigazione nelle aree maggiormente affette». In altre parole, servono provvedimenti più severi nelle zone maggiormente a rischio, altrimenti si rischia di non riuscire più a controllare la diffusione del virus. Richiesta che potrebbe tradursi in un lockdown a livello locale dove serve.

Già in Valle d’Aosta tre Comuni sono stati dichiarati zona rossa, dopo l’impennata di contagi. Ma non è la sola in cui è stato registrato un pericoloso aumento dei focolai, anzi: ne sono interessate 102 province su 107 «soprattutto in ambito familiare», avverte l’Iss. Si osserva, inoltre, «un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note». Vuol dire che cresce il numero delle persone positive che non sanno dove e da chi hanno preso il coronavirus.

Ci vogliono, dunque, misure più dure, conclude l’Istituto superiore di sanità. Ma anche – soprattutto – un maggiore rispetto da parte di tutti delle regole sulla sicurezza, dal distanziamento all’igiene e all’uso delle mascherine, «per evitare un ulteriore peggioramento che potrebbe richiedere restrizioni territorialmente diffuse».



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6 Commenti

  1. Aumentare i mezzo pubblici , perché essendoci molte persone sopra diventano molto pericolosi per la trasmissione del virus e da li che infettato le famiglie e aumentano i contagiati

  2. Sono stati segnalati focolai Covid-19 in alcuni ambienti chiusi, quali ristoranti, locali notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare. In questi focolai, non è possibile escludere la trasmissione per aerosol, in particolare in luoghi chiusi, affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo con gli altri.

  3. La persona con sospetta o accertata infezione COVID-19 deve stare lontana dagli altri familiari, se possibile, in una stanza singola ben ventilata e non deve ricevere visite. Ora, chi non può rispettare queste prescrizione come diamine deve fare? E’ fisiologico che chi vive nella stessa casa prima o poi si ammala e resta contagiato dalla persona infetta

  4. Quali sono le raccomandazioni per i familiari che assistono persone in isolamento domiciliare per sospetta o confermata COVID-19? Mio figlio è risultato positivo. Devo capire come dobbiamo organizzarci. Per ora, lui è in una camera a parte e usa il suo bagno.

    1. Il ministero della Salute precisa che:
      -la persona che presta assistenza al malato Covid-19 deve essere in buona salute, non avere malattie che lo mettano a rischio, indossare una mascherina chirurgica accuratamente posizionata sul viso quando si trova nella stessa stanza del malato;
      -le mani vanno accuratamente lavate con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica dopo ogni contatto con il malato o con il suo -ambiente circostante, prima e dopo aver preparato il cibo, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani appaiono sporche;
      -stoviglie, posate, asciugamani e lenzuola devono essere dedicate esclusivamente alla persona malata. Devono essere lavate spesso con acqua e detersivo a 60-90 °C;
      -le superfici toccate frequentemente dalla persona malata devono essere pulite e disinfettate ogni giorno;
      -se la persona malata peggiora o ha difficoltà respiratorie chiamare immediatamente il 112/118.

  5. Per avere informazioni sui comportamenti corretti da seguire e l’iter da rispettare in caso avessi avuto un contatto con persone positive, mi hanno detto di chiamare il numero gratuito di pubblica utilità 1500 del ministero o il numero verde della Croce Rossa Italiana 800.065.510 attivato per l’assistenza alle persone fragili.

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