Fisco: al via notifiche e pignoramenti

16 Ottobre 2020 | Autore:
Fisco: al via notifiche e pignoramenti

Partono nove milioni di cartelle esattoriali e riprendono le azioni esecutive. Il contribuente può presentare ricorso o chiedere dilazioni.

Il blocco è finito, il Fisco riparte. Da oggi, via libera alle notifiche di 9 milioni di cartelle esattoriali, ma anche ai pignoramenti presso terzi che possono interessare stipendi, pensioni, conti correnti o affitti. Tutti i morosi, tranne quelli che all’8 marzo 2020 non avevano un debito già scaduto, hanno la possibilità di mettersi a posto entro la fine di novembre, quindi l’azione esecutiva non può partire prima di dicembre.

Al contribuente non resta che presentare ricorso oppure chiedere di rateizzare il debito (leggi, a questo proposito, la nostra guida “Come difendersi dall’Agenzia delle Entrate Riscossione“). Nel primo caso, è possibile solo se il primo documento notificato al cittadino sia l’atto di pignoramento e si voglia contestare, ad esempio, un vizio nella notifica. In questo caso, è possibile ricorrere al giudice tributario. Il tribunale ordinario, invece, si occuperà di eventuali contestazioni di vizi sulla correttezza della procedura di pignoramento, come ad esempio se si vuole privare il contribuente di un bene di cui non può fare a meno per vivere o per svolgere la sua attività.

Se si vuole evitare il ricorso, o non ci sono gli estremi per presentarlo, resta la seconda opzione alternativa: chiedere di rateizzare il debito. Se il contribuente beneficia già di un piano di dilazioni, dovrà pagare prima le rate in sospeso e, poi, inoltrare la domanda per una nuova rateizzazione. Visto che non ci sono dei termini di scadenza, la richiesta può essere presentata in qualsiasi momento. Per chi lo farà da oggi, la decadenza del piano sarà di nuovo quella ordinaria di cinque rate non versate.

Per quanto riguarda le cartelle, va detto che fino alla fine dell’anno non possono essere notificate nuove comunicazioni di irregolarità, a meno che non sia un caso di indifferibilità e di urgenza come quelli che riguardano fatti penalmente rilevanti.



3 Commenti

  1. Sono un vs.lettore da 5 anni-Sono un pensionato di anni 81 a Novembre-prendo una pensione di circa 800 euro al mese-comprese 300 euro (essendo vedovo)-di mia moglie-morta 2 anni fa-la mia pensione ha gia’ una trattenuta-di 1/5-pari a 125 euro al mese-da 15 anni-per un fallimento avuto in passato-a favore della agenzia per le entrate-domanda:
    1-nell’anno 1919-ho avuto una partita IVA -e con tasse da pagare per circa 5000 euro-Dich.reddito anno 1919-presentata a marzo di 2020–
    2-Ho chiuso la ditta nel 2020-e quindi ho solo reddito da pensione-
    3-se non pago i 5000 euro cosa mi puo’ succedere?????
    possono pignorare ancora la mia pensione-oltre al pignoramento esistente???di 125 euro-
    Grazie per la vs.risposta-
    Cordialmente-
    Rag.Solina Gaspare

  2. L’art. del sig.Garcia risale al giorno 16 c.m. e non tiene conto -visto l’impennarsi quasi esponenziale della curva dei contagi da S.A.R.S.-CoV II negli ultimi giorni- delle nuove misure del Governo che prevedono ulteriore stop a cartelle, pignoramenti e sanzioni fino al 31.12.c.a. (salvo complicazioni). Attendiamo rettifica dal solerte articolista

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