Pillola dei 5 giorni dopo: accesso più facile per minorenni

16 Ottobre 2020 | Autore:
Pillola dei 5 giorni dopo: accesso più facile per minorenni

L’Aifa elimina l’obbligo di ricetta medica per l’acquisto del farmaco contraccettivo di emergenza: «Bisogna proteggere le ragazze».

Diventa più semplice per le ragazze minorenni l’accesso alla cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, ovvero all’ulipistral acetato, il contraccettivo di emergenza utilizzato, appunto, fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto che, in questi casi, non sarà più necessaria la ricetta medica.

In termini pratici, fa sapere l’Aifa, al momento dell’acquisto in farmacia l’EllaOne, cioè la pillola contraccettiva, sarà accompagnata «da un foglio informativo che ha lo scopo di promuovere una contraccezione informata ed efficace ed evitare un uso inappropriato della contraccezione di emergenza». A tale scopo, l’Agenzia sta per aprire un sito Internet ad hoc con indicazioni e informazioni specifiche sull’argomento.

Secondo il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, la pillola dei 5 giorni dopo rappresenta «uno strumento etico in quanto consente di evitare i momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze. Voglio sottolineare – precisa Magrini – che si tratta di contraccezione di emergenza e che non è un farmaco da utilizzare regolarmente».

L’ulipistral acetato è dal 2017 nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione mondiale della sanità per questa indicazione, come parte dei programmi di accesso ai contraccettivi. «Le gravidanze nelle teenager – conclude il direttore dell’Agenzia – sono un importante indicatore di sviluppo di una società, che va tenuto ai minimi livelli».

Tra i principali obiettivi dell’Aifa c’è anche quello di ridurre le interruzioni volontarie della gravidanza. Nella maggior parte dei casi – fa notare l’Agenzia in un comunicato – «le gravidanze adolescenziali non sono pianificate e molte terminano con un aborto. L’evento nascita nelle adolescenti – continua l’Aifa – si accompagna spesso a situazioni di rischio, connesse sia alla difficoltà della giovane madre di accedere ai servizi materno-infantili, sia a una serie di problematiche di notevole portata sul piano interpersonale e psicologico: le madri adolescenti, infatti, hanno non solo meno probabilità di portare a termine gli studi e di conseguenza una minore possibilità di occupazione e di futuro inserimento nel mondo del lavoro, ma anche maggiori probabilità di crescere i propri figli da sole e in povertà».



4 Commenti

  1. Penso che questo rappresenti un grande passo avanti soprattutto perché così è possibile tutelare le minorenni che non possono/vogliono tenere un bambino a causa della propria disattenzione o di quella del partner. In ogni caso, è sempre bene utilizzare il preservativo per prevenire alcune spiacevoli infezioni e non avere rapporti con più partner sessuali contemporaneamente

  2. L’accesso alla pillola dei 5 giorni dopo è un ottimo strumento che può garantire gravidanze indesiderate ed eventuali aborti. Questo sicuramente andrebbe ad incidere sullo stato psicofisico della donna/ragazza. Quindi, meglio prevenire attraverso l’uso dei contraccettivi che la medicina mette a disposizione

  3. Finalmente! Era ora… Tante ragazze sono spesso disperate perché non vogliono allarmare le famiglie non appena succede un imprevisto, come la rottura del preservativo. E magari dopo un po’, fanno il test di gravidanza e trovano una brutta sorpresa (se non desiderano avere un figlio), al contrario di chi lo vorrebbe e non può averlo. Quindi, questo contraccettivo può essere senz’altro u ottimo rimedio. Tuttavia, bisogna fare attenzione e non cullarsi sulla possibilità di assunzione del medicinale. E’ pur sempre un farmaco e non bisogna abusarne.

  4. Non tutte le ragazze hanno un rapporto tranquillo e spensierato con le proprie famiglie e spesso quando ricevono la notizia di una gravidanza indesiderata temono di parlarne ai propri genitori e si trovano ad affrontare da sole delle situazioni più grandi di loro senza alcun supporto psicologico. Bisogna informare le ragazze sempre e comunque. Il famoso “discorsetto” dovrebbe essere fatto in tutte le famiglie così da avere un punto di riferimento nei propri genitori

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