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Come fare con le utenze in caso di decesso?

14 Dicembre 2020 | Autore:
Come fare con le utenze in caso di decesso?

La pratica da seguire se a farsi carico è un erede o se, invece, è una persona estranea alla famiglia del defunto. Cosa fare con le bollette non pagate.

Si può ereditare l’utenza del gas o quella dell’energia elettrica? Nel momento in cui viene a mancare il coniuge a cui erano intestate, bisogna espletare qualche pratica o tutto passa automaticamente al superstite o all’erede? Le bollette continuano ad arrivare alla stessa persona, anche se deceduta, finché non si cambia la titolarità delle utenze? Sono domande che raramente ci si pone quando muore l’intestatario di un’utenza dell’energia o dell’acqua. Semmai, vengono in mente quando arriva la prima fattura e ci si rende conto che tutto è rimasto invariato rispetto a prima. È in quel momento che può sorgere il dubbio: come fare con le utenze in caso di decesso?

Il fatto di avere la comunione dei beni non significa che la titolarità di un’utenza passi automaticamente dal coniuge defunto a quello superstite. Se si vuole continuare a vivere nella stessa casa, occorre fare una voltura. E se, come di norma accade, si accetta l’eredità, bisognerà anche verificare se ci sono delle bollette arretrate: in quel caso, toccherà pagarle.

Vediamo quali pratiche servono e come fare con le utenze in caso di decesso.

Utenze in caso di decesso: la voltura

Quando viene a mancare una persona a cui sono intestate le utenze della luce, del gas o dell’acqua che verranno utilizzate da un’altra persona, c’è bisogno di cambiare l’intestazione, cioè di aggiornare il contratto con il fornitore.

Ci sono due possibilità: che la fornitura continui senza interruzioni oppure che l’interruzione ci sia. Il primo caso può riguardare il coniuge superstite o il figlio che abitava con il genitore deceduto e che resterà nella stessa abitazione. Va da sé che continuerà ad avere bisogno dell’energia elettrica, del gas o dell’acqua per continuare a vivere e che, pertanto, la fornitura non verrà interrotta. A questo punto, va fatta la voltura del contratto, che garantisce al nuovo intestatario le stesse condizioni rispetto a quello precedente.

Il secondo caso può essere quello di chi ha ereditato la casa della persona defunta ma abita in un altro immobile. Se non ha intenzione di trasferirsi o di affittare l’appartamento, può benissimo interrompere la fornitura di luce, gas e acqua per evitare di pagare i costi fissi in bolletta. Una volta fermata la fornitura, nell’ipotesi in cui dopo un certo tempo voglia utilizzare in qualche modo l’immobile ereditato, avrà bisogno di riavviare l’erogazione. Non dovrà fare la voltura ma il subentro.

La procedura per effettuare la voltura parte dalla dichiarazione scritta in cui il nuovo intestatario dichiara al fornitore di essere erede della persona deceduta. Va allegata la copia di un documento di identità. Non ci sarà bisogno di sottoscrivere un nuovo contratto: sarà sufficiente cambiare i dati dell’intestatario dell’utenza, a meno che non si decida di attuare qualche modifica.

Se il nuovo intestatario è un parente del defunto ed abitava con lui nello stesso immobile, la voltura è gratuita, cioè non richiede il pagamento dei contributi per gli oneri amministrativi. Gli altri eventuali costi possono cambiare da un gestore all’altro.

Utenze in caso di decesso: la voltura catastale

Nel caso in cui l’erede diventi proprietario dell’immobile in cui ci sono le utenze intestate al defunto, occorrerà fare obbligatoriamente la voltura catastale. Consiste in una pratica da comunicare all’Agenzia delle Entrate per poter registrare il nuovo proprietario della casa anche nel momento in cui si va a fare la voltura della fornitura.

La pratica deve essere fatta:

  • dal privato quando c’è una successione ereditaria o riunione di usufrutto;
  • dal notaio quando ci sono atti rogati, ricevuti o autenticati dal professionista;
  • dal cancelliere giudiziario quando ha registrato una sentenza;
  • dai segretari o delegati di un’amministrazione pubblica quando ci sono atti stipulati nell’interesse dei relativi enti.

Se, invece, l’abitazione non viene ereditata ma la proprietà passa da una persona estranea alla famiglia, non va fatta la voltura ma il subentro. Il nuovo intestatario manterrà le stesse tariffe e i medesimi benefici fiscali.

Utenze in caso di decesso: come si fa la voltura?

Abbiamo capito che, in caso di decesso, l’erede che continuerà a utilizzare la fornitura di luce, gas o acqua dovrà fare la voltura. Ma, nella pratica, come bisogna muoversi e cosa serve?

Non dovendo fare un nuovo contratto, come abbiamo precisato prima, basterà compilare un modulo da consegnare al fornitore. Non è escluso che quest’ultimo chieda di visionare uno tutti questi documenti:

  • documento di identità e codice fiscale del nuovo intestatario;
  • dati della persona deceduta;
  • codice Pod riportato sulla bolletta;
  • lettura del contatore;
  • potenza impegnata;
  • coordinate bancarie se ha la bolletta domiciliata.

Nel caso in cui il nuovo intestatario non sia parente del defunto, dovrà esibire:

  • codice cliente del defunto;
  • dati anagrafici del nuovo intestatario;
  • autocertificazione della residenza;
  • copia di un documento di identità;
  • Iban o coordinate bancarie per l’eventuale domiciliazione della bolletta.

Utenze in caso di decesso: che succede con le bollette non pagate?

L’erede che si fa carico delle utenze in caso di decesso del titolare è tenuto a pagare anche eventuali bollette di luce, gas o acqua arretrate. È il principio che vale sempre: chi accetta un’eredità, accetta sia il patrimonio sia i debiti.

Se, invece, chi si intesta le utenze non è un familiare della persona deceduta ma è un estraneo che, ad esempio, prende la casa in affitto, allora il nuovo inquilino può fare la cessazione amministrativa del contratto.

In pratica, si chiede al fornitore di chiudere il rapporto in essere per morosità, dopodiché si riattiva il contatore con un subentro o con un fornitore diverso.



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