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Fondi comuni di investimento: successione

18 Ottobre 2020 | Autore:
Fondi comuni di investimento: successione

La tassazione del valore delle quote in capo agli eredi: regole di determinazione, aliquote, esenzioni. Come fare con la banca per la variazione di intestazione.

I tuoi genitori sono deceduti. Hai appreso dalla banca che, oltre al loro conto corrente cointestato, detenevano anche quote di fondi comuni di investimento, accumulate nel corso del tempo che hanno maturato un valore consistente.

Adesso, ti chiedi come funziona la successione per i fondi comuni di investimento, a chi e come verranno intestati, come vanno considerati ai fini delle imposte dovute dagli eredi.

L’imposta di successione si calcola sul valore dei beni che compongono l’asse ereditario, fatte salve le esenzioni previste dalla legge. Ad esempio, i titoli di Stato, come i Btp, non entrano nel valore della successione e dunque non sono soggetti ad imposta in occasione del trasferimento agli eredi, ma i fondi comuni non sono equiparati e dunque scontano la tassazione.

Fondi comuni di investimento: cosa sono

I fondi comuni di investimento sono strumenti di risparmio, gestiti da operatori autorizzati, che consentono di investire anche piccole cifre su tutte le tipologie di titoli (azioni, obbligazioni, titoli di Stato, titoli rappresentativi di valute, metalli o merci, ecc.) in tutti i mercati finanziari quotati del mondo.

Possono essere acquistati presso le banche, gli uffici postali (in proposito, leggi “Come investire soldi in Posta“). Con gli importi sottoscritti e versati si acquistano quote del fondo, il cui valore viene determinato da quello dei titoli che compongono il paniere sottostante e viene regolarmente comunicato e pubblicato dalla società di gestione agli investitori.

Fondi comuni di investimento: tassazione

I proventi derivanti dall’investimento in fondi comuni sono soggetti all’aliquota fiscale del 26%, che è ridotta al 12,5% per la parte derivante dai titoli di Stato italiani e assimilati (come le obbligazioni emesse da altri Stati e rientranti nella white list periodicamente aggiornata). La ritenuta viene applicata direttamente dal gestore a titolo d’imposta, per cui il titolare delle quote non dovrà adempiere ulteriori obblighi fiscali.

La successione ereditaria

Al momento del decesso di una persona (che chiameremo de cuius), si apre la successione ereditaria [1]. Gli eredi subentrano nei diritti patrimoniali e nelle altre situazioni giuridiche relative al de cuius. Tra questi sono comprese sia le attività, come il saldo creditore del conto corrente, i titoli posseduti e le quote dei fondi comuni di investimento, sia le passività, come mutui o finanziamenti in corso di rimborso.

Perché si producano questi effetti, gli eredi devono accettare l’eredità [2]. Il trasferimento dei diritti patrimoniali in loro favore può avvenire per legge, secondo le norme in materia di successione legittima, oppure per testamento, se il defunto lo aveva redatto.

La pratica di successione in banca

Gli eredi dovranno innanzitutto comunicare alla banca il decesso producendo il certificato di morte rilasciato dall’anagrafe comunale. Potranno poi chiedere alla banca la certificazione di consistenza dei beni del defunto alla data del decesso, da cui risulterà il tipo dei rapporti intrattenuti e dei titoli posseduti.

Qui, compariranno anche le quote dei fondi comuni di investimento che erano stati sottoscritti dal de cuius presso la banca intermediaria. I dati risultanti da questo certificato rilasciato dalla banca dovranno essere riportati nella dichiarazione di successione da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Infine, per chiudere la successione ed ottenere dalla banca lo sblocco dei rapporti del de cuius ed il trasferimento dei titoli e delle disponibilità finanziarie in loro favore gli eredi dovranno presentare alla filiale tenutaria dei conti e degli altri rapporti una copia conforme della dichiarazione di successione presentata (per approfondire leggi anche “Documenti per successione banca“).

La successione delle quote di fondi comuni di investimento

Una volta completato l’iter, la banca provvederà a modificare l’intestazione delle quote dal de cuius agli eredi, che così diventeranno di loro proprietà. Potrà essere addebitata agli eredi l’imposta che abbiamo visto sui guadagni di capitale maturati nel periodo (con le consuete aliquote del 26% o del 12,5%) e sarà l’intermediario ad effettuare il calcolo e gli adempimenti.

Invece, l’imposta di successione sul valore delle quote dovrà essere versata dagli eredi, sulla base dei dati riportati nella dichiarazione di successione. Il valore “corrente” soggetto a tassazione è quello delle quote alla data della morte, come risultante nella certificazione rilasciata dalla banca.

La determinazione del valore delle quote ai fini della tassazione

Recentemente, la Corte di Cassazione [3] ha precisato che le quote dei fondi comuni d’investimento non vanno ricomprese, ai fini della determinazione dell’imposta di successione, tra il denaro, i gioielli ed i beni mobili.

In questo modo, esse non influiscono nel calcolo dei beni che compongono l’asse ereditario, e che altrimenti sarebbero considerati in via presuntiva per un valore del 10% dell’imponibile [4]. La Suprema Corte ha precisato che la norma concernente la presunzione si riferisce a beni caratterizzati da una «connaturata facilità di occultamento» (normalmente il denaro liquido, i gioielli ed i beni mobili di valore) ma questo non può accadere per le quote dei fondi comuni, che sono registrate dalla banca come i titoli azionari o obbligazionari e dunque non potrebbero sfuggire alla tassazione.

L’imposta di successione sui fondi comuni di investimento

Così il valore dei fondi comuni di investimento tassabile ai fini dell’imposta di successione è determinato dalle normali regole sulla loro consistenza patrimoniale (calcolata, come abbiamo detto, alla data del decesso). I fondi sono assimilabili alle altre attività patrimoniali, con la particolarità che sono esenti le quote per la parte che include titoli del debito pubblico, come i Btp ed i Cct.

Ovviamente, una volta stabilito il corretto valore delle quote dei fondi comuni di investimento, il concreto ammontare dell’imposta di successione da pagare dipenderà dal valore del patrimonio complessivo stabilito, tenuto conto anche delle fasce di esenzione d’imposta per limiti di importo e per talune categorie di eredi: a tal proposito leggi “Tasse sulle successioni: a quanto ammontano?” e “Modulo per calcolo imposta di successione“.


note

[1] Art. 456 Cod. civ.

[2] Art. 459, 475 e 476 Cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 22181/20 del 14 ottobre 2020.

[4] Art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 346/1990.


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