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Medico competente: cosa fa

14 Dicembre 2020
Medico competente: cosa fa

Il datore di lavoro deve individuare una figura aziendale che verifichi lo stato di salute dei dipendenti.

Svolgere l’attività lavorativa espone, in molti casi, al rischio di subire danni alla propria salute o alla propria sicurezza. Anche le prestazioni di lavoro che possono sembrare più sicure, come quelle impiegatizie, espongono, in realtà, i lavoratori a delle possibili conseguenze negative per la salute.

Proprio per questo, la legge pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti. Tra tali doveri rientra la nomina del medico competente. Cosa fa questa figura aziendale?

Come vedremo, il principale compito del medico aziendale è verificare che lo stato di salute del lavoratore sia compatibile con l’attività lavorativa ad egli assegnata.

Chi è il medico competente?

Come abbiamo detto in premessa, consapevole che l’attività di lavoro può esporre il lavoratore a dei rischi per la propria salute, il legislatore [1] ha previsto un vero e proprio obbligo di sicurezza in capo al datore di lavoro. Ciò significa che l’azienda deve porre in essere tutte le misure di prevenzione che, sulla base della migliore scienza del momento, sono idonee a prevenire il rischio di infortuni e malattie professionali.

Tra i vari obblighi posti a carico del datore di lavoro dalla normativa prevenzionistica in materia di salute e sicurezza sul lavoro, c’è la cosiddetta sorveglianza sanitaria. Si tratta di un servizio teso a verificare lo stato di salute dei dipendenti e la loro idoneità allo svolgimento delle mansioni. Tale compito viene svolto dal medico competente, vale a dire, da un professionista dell’ambito sanitario al quale il datore di lavoro conferisce un apposito incarico relativo alla sorveglianza sanitaria.

Che cosa fa il medico competente?

La legge [2] definisce quali sono i compiti che il medico competente deve svolgere in azienda. In particolare, a tale figura sono demandate le seguenti funzioni:

  • collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione (Rspp) nel processo di valutazione dei rischi;
  • programmare ed effettuare la sorveglianza sanitaria;
  • istituire aggiornare e custodire sotto la propria responsabilità la cartella sanitaria di rischio per ogni lavoratore;
  • consegnare al datore di lavoro, quando cessa il suo incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso;
  • consegnare al lavoratore, quando cessa il rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio;
  • effettuare le comunicazioni obbligatorie nei confronti degli enti in materia di salute del dipendente;
  • informare i lavoratori dei risultati della sorveglianza sanitaria;
  • visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta l’anno;
  • partecipare alla programmazione dei controlli relativi all’esposizione dei lavoratori.

Cos’è la sorveglianza sanitaria?

Non c’è dubbio che, tra quelle illustrate, la principale funzione del medico competente è organizzare e gestire la sorveglianza sanitaria [3]. Tale attività è obbligatoria nei confronti di tutti quei lavoratori che sono assegnati a mansioni da cui possa derivare un rischio specifico per la loro salute.

La sorveglianza sanitaria si traduce nell’obbligo di sottoporre il lavoratore ad una visita medica pre-assuntiva e a delle visite mediche di controllo finalizzate a verificare l’idoneità del suo stato di salute allo svolgimento delle mansioni che gli sono state assegnate sulla base del contratto di lavoro.

In particolare, il medico competente effettua la visita di controllo nei seguenti casi:

  • prima dell’assunzione;
  • periodicamente, di solito una volta l’anno;
  • quando il lavoratore viene assegnato a nuove mansioni;
  • quando cessa il rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla legge;
  • su richiesta del lavoratore.

Terminata la visita, il medico competente emette un giudizio relativo all’idoneità del dipendente alla mansione.

Tale giudizio può essere di:

  • idoneità;
  • idoneità con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità assoluta;
  • inidoneità parziale.

Inoltre, i giudizi del medico competente possono essere temporanei o definitivi. Nel primo caso, il sanitario deve anche specificare per quanto tempo è valida la valutazione effettuata e, allo spirare del predetto termine, dovrà sottoporre il lavoratore ad una nuova visita per verificare la possibilità di ripristinare il giudizio precedente.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Art. 25, D.lgs. 81/2008.

[3] Art. 41, D.lgs. 81/2008.


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