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Medico competente: quando è obbligatorio

16 Dicembre 2020
Medico competente: quando è obbligatorio

Non sempre lo stato di salute del lavoratore è compatibile con la prestazione di lavoro che deve eseguire in base al contratto di assunzione.

Sei un lavoratore dipendente. Hai chiesto al tuo datore di lavoro di essere sottoposto ad una visita di controllo per verificare la tua idoneità allo svolgimento delle mansioni specifiche. L’azienda, tuttavia, ti ha comunicato che non è presente un medico aziendale. Vuoi sapere quando tale nomina è obbligatoria.

La nomina di un medico competente che, tra le altre cose, si occupi di verificare l’idoneità dello stato di salute dei dipendenti alle mansioni loro assegnate, è uno dei principali adempimenti che il datore di lavoro deve eseguire per tutelare la salute dei lavoratori.

Non tutte le aziende, tuttavia, hanno un medico competente. Ma quando è obbligatorio nominare tale figura? In effetti, non sussiste un obbligo generalizzato, per tutti i datori di lavoro, di nominare il medico competente ma occorre verificare, caso per caso, quali sono i rischi specifici che derivano dalle lavorazioni realizzate nell’impresa.

Medico competente: chi è?

La legge prevede che il datore di lavoro deve tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti adottando tutte le misure prevenzionistiche necessarie [1].

A questo generale obbligo di protezione si affiancano una serie di obblighi specifici che sono previsti dal testo unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori [2]. Uno di questi obblighi specifici è la nomina del medico competente. Si tratta di un medico, in possesso di specifici requisiti, al quale il datore di lavoro conferisce l’incarico di svolgere le funzioni previste dalla legge in ambito aziendale.

Medico competente: quali requisiti?

La legge [3] prevede che, per poter svolgere le funzioni del medico competente, il professionista deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli o requisiti:

  • specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
  • docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori o in psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia o in igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
  • autorizzazione amministrativa;
  • specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.

Inoltre, i medici in possesso dei predetti titoli devono svolgere appositi corsi formativi per acquisire le competenze necessarie a rivestire tale ruolo in azienda.

Nomina del medico competente: è obbligatoria?

Nominare un medico competente non è un obbligo per tutte le aziende. Infatti, tale nomina è obbligatoria solo quando i lavoratori svolgono delle attività da cui derivano dei rischi specifici, tra cui:

  • rumore;
  • rischio chimico;
  • vibrazioni;
  • movimentazione manuale di carichi;
  • esposizione ad amianto, piombo o altri agenti pericolosi;
  • adibizione a videoterminale per più di 20 ore alla settimana;
  • lavoro notturno.

In questi casi, posto che dalle mansioni specifiche assegnate ai lavoratori può derivare un rischio, il datore di lavoro è tenuto a nominare il medico competente. La nomina avviene con la sottoscrizione di un contratto di consulenza che, di solito, ha durata triennale. In ogni caso, è la libera negoziazione tra medico e azienda a determinare la durata e le condizioni di tale incarico.

Medico competente: quali attività deve svolgere?

Il medico competente svolge, in ambito aziendale, una serie di attività molto importanti tra cui:

  1. collaborazione nel processo di valutazione di rischi;
  2. organizzazione e svolgimento della sorveglianza sanitaria;
  3. compilazione e tenuta della cartella sanitaria del lavoratore;
  4. consegna al datore di lavoro della documentazione sanitaria in suo possesso in caso di cessazione dell’incarico.

Sorveglianza sanitaria: in cosa consiste?

Indubbiamente, l’attività caratterizzante del medico competente è la sorveglianza sanitaria, ossia, la verifica della idoneità allo svolgimento della mansione specifica da parte del lavoratore. Non sempre, infatti, le condizioni di salute del lavoratore sono compatibili con le mansioni a lui assegnate.

Per verificare l’idoneità del dipendente allo svolgimento dell’attività lavorativa prevista dal contratto, il medico competente effettua, sia in fase pre-assuntiva che durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, delle visite mediche di controllo all’esito delle quali rilascia il certificato di idoneità o inidoneità alla prestazione.

Il datore di lavoro, preso atto del contenuto del giudizio del medico, dovrà adottare le misure necessarie a proteggere la salute del lavoratore.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.

[3] Art. 38 D. Lgs. 81/2008.


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