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Come viene punita la diffamazione?

17 Dicembre 2020 | Autore:
Come viene punita la diffamazione?

Offesa alla reputazione altrui: quali pene prevede la legge? È possibile finire in carcere per diffamazione aggravata?

Parlare male delle altre persone è facile; lo è altrettanto incorrere in spiacevoli conseguenze e, talvolta, perfino in reato. Ingiuriare una persona in sua assenza può costituire il reato di diffamazione, se l’offesa è in grado di ledere la reputazione della vittima. Affinché si integri questo reato, però, occorre che ricorrano alcune precisi condizioni, delle quali parleremo nel presente articolo. Ma non solo; vedremo anche come viene punita la diffamazione, cioè quali pene sono previste per colui che offende la reputazione altrui.

Come vedremo, esistono diverse forme di diffamazione: c’è quella semplice e quella aggravata, che a propria volta può distinguersi in altri sottotipi a seconda delle modalità con cui è avvenuto il fatto. Oggi, poi, è ben nota la diffamazione telematica, quella che avviene a mezzo social, via chat o per email. Insomma: diffamare è più facile che mai, soprattutto oggi che tutti si dilettano a commentare in Internet le vite degli altri. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando si integra il reato di diffamazione e quali sono le sanzioni.

Diffamazione: cos’è?

La diffamazione è il reato che commette chi offende la reputazione altrui. Per reputazione deve intendersi la considerazione che le altre persone hanno di un determinato individuo.

La reputazione può riguardare tanto la sfera professionale (si pensi alla considerazione che un avvocato ha nel proprio ambiente di lavoro oppure tra i clienti) quanto quella personale (la stima di una persona all’interno della società, della famiglia, ecc.).

Diffamazione: quando è reato?

Affinché l’offesa alla reputazione altrui diventi una diffamazione penalmente perseguibile è necessario che ricorrano alcune condizioni.

Secondo la legge [1], il reato di diffamazione scatta solamente se l’offesa all’altrui reputazione è avvenuta:

  • in presenza di almeno due persone;
  • in assenza della vittima.

In pratica, si ha diffamazione soltanto se il commento oltraggioso è pronunciato in presenza di altre persone. Ciò significa che, se stai spettegolando e parlando male di qualcuno con un tuo amico, non corri alcun rischio, almeno che tu non sappia che la persona con cui stai comunicando riporterà ad altri quanto da te riferito.

Per quanto riguarda l’assenza della persona diffamata, ciò che è importante è che ella non sia in grado di difendersi. Ciò significa che è diffamazione anche offendere la reputazione di chi è fisicamente presente, ma non può percepire l’offesa (ad esempio, perché distante).

Querela per diffamazione

La diffamazione è punita a querela di parte. Ciò significa che, se la vittima del reato non procederà a sporgere denuncia entro tre mesi da quando ha avuto percezione dell’offesa, le autorità non potranno procedere d’ufficio e, quindi, nessun procedimento penale potrà essere avviato.

Diffamazione semplice: com’è punita?

La diffamazione semplice è punita con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro. Per diffamazione semplice si intende quella che abbiamo appena descritto nel paragrafo precedente.

Diffamazione aggravata: com’è punita?

La diffamazione è aggravata quando ricorrono particolari circostanze che rendono l’offesa alla reputazione altrui particolarmente grave. Per la precisione:

  • se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro;
  • se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità (ivi inclusi social network, chat di gruppo e ogni altro strumento telematico), ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro;
  • se l’offesa è recata col mezzo della stampa e consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni [2];
  • se l’offesa è recata a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.

Diffamazione: com’è punita in concreto?

Nonostante il Codice penale preveda la reclusione per chi diffama un’altra persona, in realtà è davvero improbabile finire in prigione per il reato di diffamazione.

La diffamazione semplice e la diffamazione aggravata mediante attribuzione di un fatto specifico sono devolute per legge alla competenza del giudice di pace.

Il giudice di pace non può mai condannare alla reclusione, potendo al massimo infliggere la permanenza domiciliare o il lavoro di pubblica utilità. Queste due sanzioni nulla hanno a che vedere con il carcere; pertanto, anche in caso di condanna, l’autore del reato non finirà in galera.

Per la precisione, il giudice di pace, nel caso di diffamazione attribuita alla propria competenza, può condannare al pagamento di una multa che va da 258 e 2582 euro, o in alternativa condannare alla pena della permanenza domiciliare da sei a trenta giorni, o ancora alla pena del lavoro di pubblica utilità per un periodo da dieci giorni a tre mesi.

Per quanto concerne le altre due ipotesi di diffamazione, e cioè l’offesa arrecata con mezzo di pubblicità o ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, invece, è possibile incorrere in una pena detentiva: competente, infatti, è il tribunale in composizione monocratica, abilitato ad infliggere anche il carcere.

L’ipotesi di diffamazione più grave in assoluto è quella commessa a mezzo stampa mediante l’attribuzione di un fatto specifico, per cui la legge prevede la reclusione fino a sei anni. Si pensi al giornalista che pubblica su un noto giornale la notizia secondo cui un politico faccia uso di sostanze stupefacenti.


note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Art. 13, l. n. 47/1948

Autore immagine: Canva.com


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