Covid: le regioni a rischio lockdown

17 Ottobre 2020
Covid: le regioni a rischio lockdown

In alcune zone d’Italia si teme per l’effetto combinato dell’escalation di contagi e della carenza di posti letto in terapia intensiva.

Un nuovo lockdown non si può: per molte attività economiche sarebbe la fine. La politica lo sa bene ed è per questo che ci si affanna a negare l’eventualità e a raccomandare ai cittadini di seguire le regole auree della prevenzione. Il rischio di trovarsi di nuovo blindati causa Coronavirus, però, è concreto in particolare per alcune regioni italiane.

È quanto emerge da un report del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il documento spiega che, a fronte di una ulteriore crescita esponenziale dei contagi e, soprattutto, dei ricoveri in terapia intensiva, la sanità di alcune regioni potrebbe non reggere.

La quantità di posti letto, infatti, è tutt’altro che omogenea sul territorio nazionale: questo significa che la tenuta dei reparti di terapia intensiva è particolarmente a rischio in quelle zone dove il virus si sta diffondendo rapidamente.

Le regioni in questione sono dieci. Si tratta di Lombardia, Liguria, Campania, Sardegna, Valle D’Aosta, Umbria, Abruzzo, Toscana, Puglia, Emilia Romagna. Metà Paese, in pratica, che da novembre rischia di dover destinare ai malati gravi di Coronavirus ben oltre il 30% dei suoi posti letto di terapia intensiva (soglia massima fissata dal ministero della Salute), i quali, naturalmente, servirebbero anche per altri pazienti con altre necessità. Un esempio su tutti: l’Abruzzo ha già riempito il 150% dei posti letto aggiuntivi che aveva predisposto per far fronte alla seconda ondata di Covid.

Dati che fanno intuire come le regioni in questione sarebbero le prime a dover, eventualmente, blindarsi nel caso in cui la sanità locale non riuscisse a gestire i flussi di pazienti con l’infezione contratta in forma grave. «Ci troviamo in una situazione di allerta in tutte le regioni – dice Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell’Associazione degli anestesisti e rianimatori (Aaroi-Emac) – perché si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti Covid se il trend dei contagi non si modificherà».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube