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Dpcm: trovato il modo per andare al bar dopo mezzanotte

17 Ottobre 2020 | Autore:
Dpcm: trovato il modo per andare al bar dopo mezzanotte

A Bologna e Catanzaro Lido c’è chi chiude a mezzanotte ma solo per un’ora: è già il giorno dopo e la norma non parla di quando si deve riaprire.

Riemerge in Italia un’arte di cui parlava spesso il geniale Totò: l’arte di arrangiarsi. Tornava utile nei tempi in cui bisognava trovare il modo di portare la pagnotta a casa, perché la povertà è sinonimo di fame e con la fame non si campa. Oggi che il Covid genera nuove povertà (proprio questa mattina un rapporto della Caritas ha tracciato un quadro a dir poco preoccupante sui nuovi poveri in Italia) e minaccia chi potrebbe non essere più in grado di portare la pagnotta a casa per colpa delle misure di contenimento, ecco che qualcuno trova il modo per aggirare gli ostacoli in modo assolutamente legale.

Succede a Bologna (ma anche a Catanzaro Lido). Di fronte alla stazione centrale del capoluogo emiliano, c’è un bar, il Mavit. Come tutti gli altri locali pubblici, è costretto a tirare giù la serranda a mezzanotte: lo impone il Dpcm firmato da Giuseppe Conte il 13 ottobre, cioè martedì scorso, ed entrato in vigore il giorno dopo. La titolare del bar, però, come riporta il Corriere di Bologna, ha letto bene il Dpcm. E quello che non ha trovato scritto è a che ora deve aprire il suo locale. Morale: ha messo su un cartello in cui si legge: «Causa Dpcm del 13-10-2020 chiuderemo alle 24 e riapriremo all’1». È legale, spiega lei: «Non facciamo niente di vietato».

In effetti, si tratta di una lacuna non indifferente lasciata nel testo firmato dal premier: si dice a che ora si deve chiudere, ma non a che ora si deve aprire. Lo stesso succede con le ordinanze regionali emanate finora, come quella entrata in vigore proprio oggi in Lombardia: chiusura alle 24. E l’apertura? Non c’è alcuna indicazione in merito. Più esplicito è stato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha imposto la chiusura dei locali fino alle 5 del mattino.

Siccome l’1 di notte è già «il giorno dopo» (ma volendo anche le 00.01, cioè un minuto dopo la mezzanotte), ecco che si riesce a servire i clienti di notte senza violare la legge.

Lo stesso succede al Bar Plaza Cafè di Catanzaro Lido, dove il titolare, però, riapre appena quindici minuti dopo la mezzanotte. Il concetto è lo stesso. E le forze dell’ordine che sono andate a chiedere delle spiegazioni non hanno potuto fare nulla.

Già che ci siamo, a guardare bene il testo, ci sarebbero altre scappatoie. Ad esempio: si dice che non si può consumare al banco dopo le 18. Ma non si dice da che ora. Per la stessa logica, passata la mezzanotte sarebbe possibile prendersi una birra in piedi all’interno del locale. All’esterno sarebbe più complicato se qualche ordinanza vieta la somministrazione di bevande e di cibo da consumare fuori dal bar dalle 18 fino alla mattina del giorno dopo. Come a Bologna, senza andare più lontano.



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