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Covid: la Camera a rischio chiusura

17 Ottobre 2020
Covid: la Camera a rischio chiusura

L’allarme del deputato e costituzionalista Stefano Ceccanti, primo firmatario della proposta per il voto a distanza.

«Sul Parlamento in emergenza stiamo arrivando al punto di non ritorno oltre il quale l’istituzione non potrà più funzionare». È ciò che teme il capogruppo del Partito democratico alla Camera Stefano Ceccanti.

Il costituzionalista e parlamentare affida a Facebook le sue preoccupazioni sulla pandemia, che non ha risparmiato i palazzi del potere. Lo stesso allarme, nel pomeriggio, era stato lanciato dal suo collega del Pd Emanuele Fiano: «Se aumentano i contagiati – ha avvertito Fiano – il rischio è quello del blocco dei lavori alla Camera». Ad oggi, sono 14 i deputati positivi al Coronavirus. Tra gli ultimi ad annunciare di aver contratto l’infezione da Sars-CoV2, il parlamentare di Noi con l’Italia Maurizio Lupi.

Ceccanti, via Facebook, rilancia la proposta del voto a distanza, di cui è primo firmatario: più di cento i deputati che l’hanno già sottoscritta. Una misura che consentirebbe di non paralizzare l’attività parlamentare, permettendo agli assenti di esprimersi da remoto.

L’opposizione, però, è contraria. Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, tra i parlamentari positivi al Covid, ritiene «che la maggioranza cerchi di nascondere i problemi politici e le divisioni interne dietro il voto da remoto e anche dietro l’allarme sanitario. Certamente bisogna monitorare l’andamento del virus, ma noi, come centrodestra, siamo contrari al voto da remoto. La chiusura della Camera sarebbe un fatto estremamente grave».

Tra i favorevoli, invece, Gloria Vizzini, del gruppo misto. «A Montecitorio – dice Vizzini – stiamo assistendo a veri e propri focolai che però vengono gestiti un po’ come le discoteche estive, con estrema superficialità. La Presidenza tentenna e non ha finora preso in considerazione alternative al voto in presenza, solo nelle ultime ore mostra timide aperture annunciando la possibilità di audire tecnici e informatici. Operazione che potrebbe durare mesi, ossia ere geologiche in una pandemia».

La gestione di quello che, di ora in ora, minaccia di diventare un nuovo focolaio, è duramente contestata da alcuni parlamentari, come Paolo Lattanzio, ex Movimento 5 Stelle, anche lui del gruppo misto.

«Forza presidente Fico – scrive Lattanzio sui social – ce l’avete fatta a rendere la Camera dei deputati un focolaio. Con la vostra sciatteria, superficialità e inadeguatezza a gestire situazioni complesse. Sono mesi che centinaia di deputati e deputate vi segnalano che non state facendo abbastanza, che state riempiendo oltremodo aula e commissioni, che non vigilate a sufficienza, che serve un sistema di tracciamento interno visto che i politici incontrano centinaia di persone a settimana, che si doveva prevedere una procedura emergenziale per l’epidemia, che si doveva tutelare l’istituzione. Invece voi, come presidenza della Camera, niente».



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