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Covid: l’allarme sui cittadini «prigionieri»

17 Ottobre 2020
Covid: l’allarme sui cittadini «prigionieri»

Alcuni contagiati, in alcune regioni, sono ancora in quarantena lunga. Un gruppo di avvocati scrive al Governo.

C’è chi è ancora costretto a una quarantena da 14 giorni con doppio tampone, nonostante le nuove disposizioni abbiano ridotto il periodo di isolamento a 10 giorni e tampone unico. Un’illegittima restrizione della libertà, secondo gli scienziati del gruppo social «Pillole di ottimismo», che hanno deciso di correre ai ripari.

«Nonostante l’abolizione del doppio tampone e la riduzione della durata della quarantena, alcune Regioni non applicano retroattivamente le nuove disposizioni. Oggi i nostri avvocati hanno inviato una lettera alle istituzioni, chiedendo di ripristinare immediatamente la legalità. Liberate queste persone!». Questo hanno scritto su Facebook per informare dell’iniziativa che li vede protagonisti, a tutela di chi, pur avendo tutto il diritto a vedersi applicate le nuove regole sulla quarantena, viene fatto invece restare in casa per più tempo del dovuto.

Gli avvocati di «Pillole di ottimismo» si sono rivolti ai ministri della Salute Roberto Speranza, della Giustizia Alfonso Bonafede e degli Interni Luciana Lamorgese, al coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) e al capo della polizia. Secondo i legali, siamo in presenza di una «illegittima disapplicazione, in alcune regioni, delle nuove disposizioni sulla “liberazione” dalla quarantena», con «conseguente situazione di forzoso e illegale isolamento domiciliare di migliaia di persone».

La lettera è firmata dagli avvocati Silvia Brizzi, Luciano Butti ed Elena Dragagna, che scrivono a nome dei condirettori di «Pillole di ottimismo» Guido Silvestri, Sara Gandini e Paolo Spada. Obiettivo: attirare l’attenzione delle autorità su questo tema, in modo da «intervenire immediatamente per ripristinare la legalità, anche, ma non soltanto, attraverso una immediata indicazione a tutte le Regioni di applicare senz’altro le nuove disposizioni».

Stando a quanto riportato dai legali nella lettera, le regioni in cui viene seguita ancora la regola della quarantena lunga, contrariamente alle nuove disposizioni, si troverebbero soprattutto al nord Italia. «Riceviamo notizie – scrivono gli avvocati – secondo cui in alcune regioni, ad esempio Piemonte, Toscana, Lombardia, si pretenda di non applicare le nuove norme sulla liberazione della quarantena a chi era già contagiato prima della loro emanazione».

Pretesa, quest’ultima, infondata, secondo il team di avvocati, per almeno due motivi. Primo perché le nuove disposizioni non specificano di non essere retroattive. Secondo perché la quarantena corta è stata decisa a fronte di evidenze scientifiche precise che possono applicarsi anche a chi era già contagiato: non si vedrebbe, in effetti, motivo di escludere queste persone, tanto più trattandosi di provvedimenti che vanno a impattare sulla loro libertà.

La conclusione, quindi, per gli avvocati di «Pillole di ottimismo» è che «la situazione attuale, nelle regioni che non applicano le nuove norme a chi è già contagiato, realizza un illegale isolamento domiciliare forzoso di migliaia di persone, senza alcuna base legale che lo giustifichi e perciò in evidente violazione delle norme costituzionali sulla libertà personale».



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