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Vincita al gioco: si perde il Reddito di cittadinanza?

18 Ottobre 2020 | Autore:
Vincita al gioco: si perde il Reddito di cittadinanza?

Quando le somme incassate superano il tetto previsto dalla legge scatta la revoca del sussidio.

Percepisci il Reddito di cittadinanza ed hai l’abitudine di fare qualche puntatina al gioco: compri qualche gratta e vinci, di tanto in tanto prendi una schedina del superenalotto, fai una scommessa alla sala slot e qualche volta ti colleghi al casinò online per fare una partita a poker.

Il Reddito è la somma che ti consente di vivere e di provvedere alle tue necessità basilari ed a quelle della tua famiglia; le somme che impieghi per le giocate occasionali è minima e non intacca la piccola, ma solida, entrata del sussidio mensile.

Un giorno però ti capita di vincere 10mila euro: è una somma che non ti cambia la vita, o forse sì, perché in alcuni casi con la vincita al gioco rischi di perdere il Reddito di cittadinanza. E non stiamo parlando del ben conosciuto divieto di utilizzare il Reddito spendendolo in giochi o scommesse, ma di un altro preciso limite stabilito dalla legge, che fa rientrare i proventi delle vincite ai giochi d’azzardo tra i casi di revoca e perdita del beneficio, quando esse superano un determinato importo.

Reddito di cittadinanza: quando si perde

I casi di perdita del Reddito di cittadinanza sono svariati e dipendono dal verificarsi di diverse circostanze. Bisogna innanzitutto distinguere i casi di respingimento della richiesta iniziale da quelli di revoca o di decadenza, che intervengono successivamente ma possono retroagire e quindi comportare l’obbligo di restituire quanto si è percepito nel frattempo.

La revoca del Reddito di cittadinanza è la perdita del beneficio già riconosciuto ed attribuito: con il provvedimento di revoca adottato dall’Inps, ciò che prima era stato dato viene tolto, ma solo a partire da un determinato momento (la revoca può comunque essere anche retroattiva).

In questo la revoca si distingue dalla bocciatura dell’originaria richiesta per carenza dei requisiti e dalla decadenza, che avviene per la sopravvenuta perdita delle condizioni legittimanti la percezione del sussidio.

Un tipico caso di decadenza del Reddito di cittadinanza è quello delle dichiarazioni mendaci rilasciate dal richiedente per ottenerlo, come quelle che attestano falsamente le condizioni reddituali e patrimoniali  (in proposito leggi Reddito di cittadinanza: perdita, riduzione e sanzioni).

Invece in caso di condanna definitiva per i reati di false dichiarazioni rese per percepire il reddito scatta la revoca, immediata e con efficacia retroattivo, del Reddito e il beneficiario sarà tenuto a restituire quanto indebitamente percepito.

Ancora diverso è il caso della verifica periodica dei requisiti necessari per continuare a percepire il Reddito: dopo 18 mesi dalla concessione del sussidio, bisogna presentare la domanda di rinnovo, allegando la dichiarazione Isee aggiornata, per evitare la decadenza (per approfondire leggi Reddito di cittadinanza: quando scade).

Le variazioni patrimoniali che fanno perdere il Reddito

Ma la legge [1] pone a carico del beneficiario del Reddito di cittadinanza l’obbligo di comunicare all’Inps ogni variazione che comporti il superamento dei limiti patrimoniali e reddituali richiesti per poter percepire il sussidio.

In essi rientrano anche, per espressa previsione normativa, le somme o valori di cui il percipiente il Reddito è entrato in possesso «a seguito di donazione, successione o vincite». E la soglia limite è fissata a 6.000 euro [2].

In tali casi, il donatario, l’erede o, appunto, il fortunato vincitore al gioco, deve comunicare la circostanza all’Inps entro 15 giorni dal verificarsi dell’evento, cioè dall’avvenuto incasso della vincita.

Vincite al gioco e revoca del Reddito di cittadinanza

Tutto questo comporta che chi vince al gioco e incassa una somma superiore a 6.000 euro perderà il Reddito di cittadinanza: gli verrà revocato perché avrà superato il tetto limite stabilito per poter continuare a percepire il sussidio.

Ciò si verificherà a meno che la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare di appartenenza del beneficiario sia così bassa da consentire – nonostante la vincita – di continuare a percepire il Reddito per il futuro, anche con una riduzione proporzionata all’entità dell’incremento patrimoniale realizzato con le vincite.

Ad esempio, per chi è totalmente privo di redditi e di disponibilità patrimoniali, la sola vincita realizzata al gioco, se inferiore a 10mila euro, non sarebbe tale da fargli perdere completamente il sussidio, quando l’Isee relativo al nucleo familiare rientra comunque entro il tetto massimo (per conoscere gli attuali limiti ed i calcoli dell’importo per le varie fasce leggi la nostra guida al Reddito di cittadinanza 2020). Come a dire: per continuare a beneficiare del reddito, devi rimanere povero o quasi.

Vincita al gioco: l’obbligo di dichiarazione all’Inps

Cosa succede se invece “dimentichi” di comunicare all’Inps l’avvenuta vincita? Qui si apre un ventaglio di possibilità che dipende soprattutto dal tipo di gioco e dalle modalità di corresponsione delle somme.

Ad esempio, i gratta e vinci e le schedine di piccolo importo possono essere riscossi in contanti presso le ricevitorie; anche per le scommesse Snai le agenzie pagano subito le giocate vincenti. Poi si potrebbe giocare con un sistema organizzato in gruppo, percependo quindi direttamente la propria quota di vincita dall’organizzatore.

Insomma, le piccole vincite sono difficilmente controllabili perché non compare il nominativo del giocatore che riscuote; perciò sarebbe piuttosto facile aggirare l’obbligo di dichiararle all’Inps quando il loro totale complessivo nell’anno di riferimento supera la soglia di 6.000 euro.

Ma quando gli importi sono consistenti e superano i limiti ammessi per il pagamento in contanti, oppure si riscuote la vincita online, bisogna registrarsi per ottenere l’accredito della somma: qui il nominativo del percettore del Reddito di cittadinanza dovrà comparire (salvi i casi di incasso con prestanome, che sarebbero però illegittimi se volti a violare l’obbligo di dichiarazione della vincita oltre l’importo soglia).

È quanto accaduto di recente ad un fortunato (o sfortunato?) vincitore di circa 140mila euro in tre anni, che, come riporta Il Messaggero, è stato accertato dalla Guardia di Finanza grazie alle informazioni desunte dalle banche dati informatizzate: l’uomo non aveva mai dichiarato queste vincite, scaturite da giochi effettuati sui casinò online. Inevitabilmente, per lui è scattata la revoca, e dunque la perdita, del Reddito di cittadinanza.


note

[1] Art. 3, comma 11, del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito in Legge 28 marzo 2019, n. 26.

[2] Art. 2, comma 1, lett. b), n.3) del D.L. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito in Legge 28 marzo 2019, n. 26.


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