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Cosa succede a chi non paga le multe Covid-19?

18 Ottobre 2020
Cosa succede a chi non paga le multe Covid-19?

Multe Coronavirus: lo Stato blocca il conto corrente, il quinto della pensione o dello stipendio.

C’è ancora molta confusione quando si parla di multe Coronavirus.

L’altro giorno ho incontrato un carabiniere che mi diceva di aver iscritto a ruolo, solo qualche giorno prima, diverse centinaia di sanzioni non pagate. Che significa “iscrivere a ruolo”? Ma soprattutto quali sono le conseguenze per chi riceve la multa Coronavirus e decide di non pagarla né di fare ricorso?

Ve lo voglio spiegare subito.

Come tutti sanno, lo Stato prevede delle sanzioni di carattere amministrativo per chi non rispetta i vari Dpcm relativi alle restrizioni Covid-19. È stato il caso di chi è uscito di casa durante il lockdown ed oggi è lo stesso per chi invece va in giro senza la mascherina o si trova in auto con altre persone senza i dispositivi di protezione.

Ricorderete che, in un primo momento, le sanzioni per le violazioni Covid-19 erano di carattere penale: si trattava cioè di reati. Successivamente, il Governo ha deciso di depenalizzare la materia, in un’ottica di maggiore incisività della pena. 

Nel penale infatti è necessario, dopo la denuncia, avviare un regolare processo, con tutto ciò che consegue in termini di tempi e di costi per lo Stato. Nel frattempo che la giustizia faccia il suo corso e intavoli il giudizio contro il responsabile, spesso il reato si prescrive e l’imputato la fa franca. Invece, la sanzione amministrativa arriva, dopo massimo 90 giorni dall’infrazione, senza bisogno di un processo. Così non c’è il rischio di prescrizione. In questo caso, è il cittadino a dover sollevare l’opposizione ricorrendo al giudice entro 60 giorni dalla notifica. 

Dicevo che le sanzioni Covid-19 sono di carattere amministrativo. Possono essere equiparate cioè alle comuni multe stradali. La distinzione è solo nell’importo, in questo caso molto più elevato.

Cosa succede a chi non paga le sanzioni Covid? Semplice: l’autorità che ha elevato il verbale, verificato il mancato adempimento dell’obbligo di pagamento, iscrive a ruolo le multe. Forma cioè un documento ufficiale – che si chiama appunto ruolo – in cui certifica il proprio credito. Tale documento viene poi trasferito all’agente per la riscossione esattoriale che, per i crediti dello Stato, è la famigerata Agenzia delle Entrate Riscossione. Quest’ultima, una volta ricevuto il ruolo dalla polizia o dai carabinieri, notifica una cartella esattoriale al trasgressore che non ha pagato. 

La cartella esattoriale diventa esecutiva dopo 60 giorni dalla notifica. Significa che, se non viene pagata, l’esattore può avviare il pignoramento dei beni del trasgressore senza dover prima chiedere l’autorizzazione al giudice. E tra i beni pignorabili c’è il conto corrente e il quinto dello stipendio. Chiaramente, non c’è un blocco di tutto il conto ma solo della cifra pari alla sanzione più gli aggravi per le notifiche e gli interessi.

Dunque, per tornare al punto di partenza, chi non paga le sanzioni Covid-19 rischia il blocco del conto corrente o il pignoramento del 20% dello stipendio o della pensione.

E chi è disoccupato e non ha un conto in banca? Le cose non cambiano. Il debito nei confronti dello Stato resta comunque e, non appena il cittadino avrà dei beni, questi potranno essere ugualmente pignorati.

«Ma come?», direte voi, «Non c’è la prescrizione?». Sì, c’è la prescrizione. Le cartelle per sanzioni amministrative si prescrivono dopo cinque anni. Ma basta una raccomandata con un sollecito, inviata dall’esattore poco prima della scadenza della prescrizione, per far decorrere nuovamente da capo il conto dei cinque anni. Il che vuol dire che le multe Covid potrebbero non cadere mai in prescrizione come invece era prima per i reati.

Altra cosa molto importante che dovete sapere. Se non fate ricorso contro la sanzione e lasciate decorrere i termini dei 60 giorni per pagare, non potete poi impugnare la cartella esattoriale. Oramai, i termini sono scaduti e il merito della pretesa non può più essere messo in discussione. Potrete tutt’al più contestare eventuali vizi di procedura, come la notifica della cartella o l’intervenuta prescrizione, ma non potrete ad esempio rimettere in discussione la questione della legittimità costituzionale dei Dpcm, come alcuni hanno già fatto. 

Insomma, avete capito bene: chi non paga le sanzioni Covid-19 e non le impugna al giudice di pace, rischia il pignoramento dei propri beni. 



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