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Imu non pagata: sanzioni

18 Ottobre 2020 | Autore:
Imu non pagata: sanzioni

Imposta municipale unica non versata o saldata in ritardo: ravvedimento operoso, sanzioni per accertamento, interessi.

L’Imu, imposta municipale unica, è l’imposta sugli immobili che sostituisce la vecchia Ici. Questo tributo non è più dovuto sulla prima casa, escluse le abitazioni di lusso (categoria A1/A8 ed A9).

Si calcola applicando sulla base imponibile l’aliquota stabilita dal Comune in cui è ubicato l’immobile (differente a seconda della tipologia del fabbricato o terreno e della presenza di particolari situazioni che possono dar luogo a riduzioni).

L’imposta si versa normalmente, in acconto, entro il 16 giugno ed a saldo entro il 16 dicembre: ma che cosa succede se non si salda il tributo? Facciamo il punto della situazione sull’Imu non pagata: sanzioni per accertamento e in caso di ravvedimento operoso.

È importante, a questo proposito, tenere presente che, se il contribuente regolarizza spontaneamente la propria situazione, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso può ridurre sensibilmente la sanzione ordinaria dovuta, pari al 30%.

Il ravvedimento operoso può essere utilizzato anche dopo anni dalla scadenza del pagamento, ma è meglio evitare di procrastinare, presupponendo che l’accertamento Imu arrivi giusto prima del termine di prescrizione del tributo, pari a 5 anni. Molti Comuni, difatti, inviano gli accertamenti anche dopo poco più di un anno dalla scadenza del pagamento, per “fare cassa”: in questo modo, obbligano il contribuente al versamento della sanzione ordinaria del 30%, anziché del 5% (sanzione dovuta in caso di ravvedimento operoso, effettuato oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione).

Chi deve pagare l’Imu?

L’Imu deve essere versata:

  • dai proprietari o dagli usufruttuari (o da chi possiede un altro diritto reale; il nudo proprietario non paga) di immobili diversi dalla prima casa, di aree fabbricabili e terreni;
  • da chi è assegnatario della casa coniugale, in caso di separazione o divorzio;
  • dai conduttori (inquilini) di immobili, in caso di stipula di leasing immobiliare;
  • dai concessionari di aree demaniali.

Come si calcola la base imponibile Imu e Tasi

Prima di calcolare l’Imu e la Tasi, è necessario calcolare la loro base imponibile, ossia l’ammontare su cui applicare l’aliquota (cioè la percentuale dovuta) d’imposta. Il calcolo della base imponibile si effettua in questo modo, a seconda del tipo di immobile:

Tipologia immobileCategoria catastaleCalcolo base imponibile
Abitazioni:garage, box, depositi, tettoieA/1 A/2 A/3 A/4 A/5 A/6 A/7 A/8 A/9 C/2 C/6 C/7Rendita Catastale x 1,05 x 160________________________________________
UfficiA/10Rendita Catastale x 1,05 x  80
NegoziC/1Rendita Catastale x 1,05 x  55
Laboratori artigianali,stabilimenti balneari, palestreC/3 C/4 C/5Rendita Catastale x 1,05 x 140
Scuole, collegi, ospedali, casermeB/1 B/2 B/3 B/4 B/5 B/6 B/7 B/8Rendita Catastale x 1,05 x  140
Capannoni industriali,
fabbriche, alberghi, centri commerciali
D/1 D/2 D/3 D/4 D/6 D/7 D/8
D/9 D/10
Rendita Catastale x 1,05 x  65
Terreni agricoliRendita Dominicale x 1,25 x  135
Terreni edificabiliValore venale

Per le abitazioni affittate a canone concordato la base imponibile IMU è ridotta al 75%. È poi prevista la riduzione del 50% per i fabbricati di interesse storico o artistico, per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati e per le unità immobiliari concesse in comodato d’uso ai parenti in linea retta entro il 1° grado, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Quali sono le aliquote Imu?

Alla base imponibile Imu così determinata si deve applicare l’aliquota deliberata dal Comune in base alla tipologia di immobile. L’aliquota base è pari all’8,6 per mille, ma i singoli Comuni possono aumentarla con delibera, fino a un massimo di due punti, quindi arrivando al limite del 10,6 per mille, oppure ridurla, fino ad azzerarla.

Solo per il 2020 l’Imu può essere portata fino a un massimo dell’11,4 per mille, ma l’aliquota è valida esclusivamente per i Comuni che avevano già portato al limite massimo sia l’Imu che la Tasi. Ricordiamo, a questo proposito, che la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, è stata assorbita dall’Imu dal 1° gennaio 2020.

Per particolari situazioni possono poi essere previste delle riduzioni o agevolazioni.

Come si calcola l’Imu?

L’Imu si calcola applicando alla base imponibile l’aliquota prevista. Qualora si voglia corrispondere l’imposta in due tranches, cioè in acconto e a saldo, l’importo così calcolato va diviso per due e, salvo che non vi siano cambiamenti di aliquota in corso d’anno disposti con delibera comunale:

  • la prima metà del dovuto deve essere pagata entro il 16 giugno;
  • il resto del dovuto (eventualmente ricalcolato, in caso di variazione delle aliquote) deve essere versato a saldo entro il 16 dicembre.

Laura deve versare l’Imu sulla seconda casa, che ha la rendita catastale di euro 1.012,26 ed appartiene alla categoria A2. L’aliquota deliberata dal suo comune è il 10,6 per mille. L’Imu dovuta è calcolata come segue: 1.012,26 x 1,05 x160 x 10,6/1000= 1.802,63. Laura può versare l’intera cifra a saldo entro il 16 giugno, oppure corrisponderne la metà entro il 16 giugno e l’altra metà entro il 16 dicembre (salvo variazioni delle aliquote).

Come si compila l’F24 per l’Imu

Per pagare l’Imu, con o senza ravvedimento operoso, bisogna compilare il modello F24, nella sezione Imu ed altri tributi locali, con i seguenti codici tributo:

  • 3912 per l’abitazione principale e relative pertinenze (solo se l’abitazione non è non esente);
  • 3914 per i terreni agricoli;
  • 3916 per le aree fabbricabili;
  • 3918 per altri fabbricati;
  • 3930 per “fabbricati ad uso produttivo gruppo “D” incremento Comune;
  • 3925 per “fabbricati ad uso produttivo gruppo “D” Stato.

Ravvedimento operoso Imu

Attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, chi versa l’Imu dopo le scadenze previste può beneficiare di una riduzione della sanzione ordinaria dovuta (pari al 30%), in base a quanto indicato nella seguente tabella.

ViolazioneSanzione ridottaData versamento
Omesso/insufficiente versamento di ritenute1/10 del minimo (15%) pari all’1,5% così quantificato:- 0,1% al giorno fino al 14° giorno

– 1,5% dal 15° al 30° giorno

entro 30 giorni dalla data della violazione
1/9 del minimo (15%) pari al 1,6667%entro 90 giorni dalla data della violazione
1/8 del minimo (30%) pari al 3,75%entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione
1/7 del minimo (30%) pari al 4,2857%entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione
1/6 del minimo (30%) pari al 5%oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione

 Calcolo degli interessi per ravvedimento operoso

Perché un versamento possa considerarsi ravveduto non basta saldare la sanzione, ma è necessario anche il pagamento degli interessi legali.

L’ammontare del tasso d’interesse legale varia ogni anno: nel 2014 era pari all’1%, nel 2015 è sceso allo 0,50%, nel 2016 è sceso allo 0,2%, nel 2017 era pari allo 0,1%, nel 2018 era pari allo 0,3%, per il 2019 è salito allo 0,8% ed infine per il 2020 è sceso allo 0,05%.

La formula per calcolare gli interessi, relativa a ogni annualità, è la seguente:

  • imposta da pagare, moltiplicata per il tasso d’interesse legale, diviso 365, per il numero dei giorni di ritardo.

Franco deve pagare 400 euro di acconto Imu 2020, con 120 giorni di ritardo; il calcolo sarà: [(400 x 0,05%):365] x 120= 0,06575. Verserà quindi 7 centesimi d’interessi (0,06575, arrotondato per eccesso). Pagherà poi una sanzione pari al 3,75% di 400, ossia pari a 15 euro.

Non esistono, al contrario di quanto era previsto per la vecchia Ici, dei codici appositi per il pagamento di sanzioni e interessi, perciò questi andranno sommati all’imposta principale, nello stesso codice tributo.

Sanzione Imu per accertamento

Attenzione: non ci si può avvalere del ravvedimento operoso se il Comune ha già inviato un atto di accertamento. È bene non procrastinare, nella speranza che il Comune invii l’accertamento all’ultimo minuto, poco prima del termine quinquennale di prescrizione: molti Comuni stanno infatti inviando gli accertamenti Imu anche prima che sia decorso un anno dalla violazione.

La sanzione ordinaria è pari al 30%: una differenza notevole rispetto alle sanzioni ridotte previste in caso di ravvedimento operoso.

Senza contare che non sempre è possibile avvalersi dell’accertamento con adesione (una sorta di patteggiamento fra contribuente ed ente impositore, che può intervenire entro i termini previsti per il ricorso), con riduzione della sanzione ordinaria: la possibilità di ridurre le sanzioni deve essere infatti espressamente prevista dal Comune.



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