Posso comprare una macchina in contanti?

18 Dicembre 2020 | Autore:
Posso comprare una macchina in contanti?

Che limiti impone la legge alle modalità di acquisto di un’autovettura? E cosa succede se non rispetto tali limiti?

Il nostro, si sa, è un popolo di risparmiatori: c’è chi decide di risparmiare con delle polizze proposte da assicurazioni, chi tramite gli istituti di credito, e chi decide di procedere autonomamente, in casa, conservando mensilmente il denaro risparmiato. Capita, quindi, che al momento dell’acquisto di un bene importante, come un’autovettura, si abbia la capacità economica di acquistare il bene in contanti, senza ricorrere ad altri mezzi di pagamento, o a finanziamenti. Tuttavia, negli anni, il nostro legislatore ha imposto delle regole ferree per combattere l’evasione fiscale, oramai alle stelle nel nostro territorio. Ebbene, sei assalito da un singolare dubbio: posso comprare una macchina in contanti? In questo articolo vedremo se questo è possibile, e in che misura. Analizzeremo pure quali sono le sanzioni previste dalla legge in caso di violazione dei limiti imposti per l’utilizzo del denaro contante.

Come avviene il trasferimento di proprietà della macchina?

Il trasferimento di proprietà di un veicolo si realizza per effetto del consenso delle parti. Questo consenso si realizza con la sottoscrizione del contratto di compravendita, tramite il quale il venditore accetta di vendere all’acquirente la vettura di sua proprietà in cambio del pagamento di una determinata cifra.

Successivamente, le parti saranno chiamate a trascrivere la vendita presso i pubblici registri automobilistici; per fare questa operazione, potranno usufruire delle società di disbrigo pratiche automobilistiche presenti in tutte le città del territorio italiano.

È bene precisare, però, che la trascrizione dell’atto nell’ufficio del PRA non costituisce un requisito di validità, o di efficacia del trasferimento, ma soltanto un mezzo di pubblicità alla risoluzione di eventuali conflitti tra più aventi causa dal medesimo venditore [1].

Secondo quanto dispone la legge [2], infatti, nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, la costituzione, o il trasferimento, di un diritto reale, ovvero, il trasferimento di un altro diritto, la proprietà, o il diritto, si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato.

Quella pubblicità servirà, quindi, ai terzi per conoscere il reale proprietario di quella vettura, sebbene i dati presenti nel registro pubblico possano fornire elementi meramente presuntivi, i quali possono essere vinti con qualsiasi mezzo di prova, anche testimoniale.

Cosa occorre ricevere dal venditore?

Oltre alla consegna della vettura, secondo quanto dispone la legge [3], costituisce obbligo del venditore la consegna dei documenti necessari per la circolazione del veicolo. Infatti, la carta di circolazione è documento necessario per assicurare all’acquirente l’esercizio dei poteri di godimento e di scambio della cosa di cui è divenuto proprietario.

Il venditore è, quindi, tenuto a consegnare al compratore i titoli ed i documenti relativi alla proprietà ed all’uso del bene venduto dei quali abbia il possesso, ovvero è obbligato a recuperarli presso eventuali terzi detentori.

La violazione di tale obbligo comporta un danno rilevante, posto che determina un rilevante intralcio alla circolazione del bene e, quindi, una grave menomazione del diritto di disporre per l’acquirente [4], costituente un aspetto essenziale del diritto di proprietà.

Inoltre, il venditore deve garantire l’acquirente dai vizi occulti, a prescindere dal fatto che sia stata sottoscritta la clausola “nello stato come vista e piaciuta” [5]. Tale clausola, infatti, si intende riferita allo stato apparente del bene, percettibile e manifesto, e non va intesa come l’accettazione senza alcuna riserva del bene allo stato in cui appare con rinuncia alla garanzia per i vizi anche occulti.

Come pagare la macchina?

L’acquisto dell’auto può avvenire attraverso tutti i metodi consentiti dalla legge. Il metodo più sicuro è, di certo, il classico bonifico bancario: con questa operazione bancaria potrai tenere traccia della tua movimentazione economica, senza dover ricorrere a prove documentali suppletive, quali le quietanze di pagamento, o altri mezzi utili a dimostrare l’avvenuto saldo.

Basterà, infatti, indicare una causale che sia riferibile a quella operazione, come ad esempio: “Saldo acquisto vettura targata _________”, oppure “Contratto acquisto vettura targa ___________: pagamento del saldo”.

Altri mezzi altrettanto sicuri sono quelli elettronici, disponibili grazie a quelle società di servizi che ti assicurano la protezione dal rischio di subire una truffa online, sempre in agguato quando si decide di acquistare una vettura a distanza, senza preventiva visione.

Altro mezzo sicuro è l’assegno, classico titolo cartolare che, una volta incassato, resta tracciato presso l’istituto di credito di riferimento. Se, poi, il titolo è circolare, farai contento anche il venditore, sicuro di incassare la somma, senza rischiare di trovarsi con un assegno cabriolet.

Posso comprare macchina in contanti?

Il limite massimo per acquistare un’autovettura in contanti è stabilito in 2mila euro. Questo significa che, se ti si presenta la possibilità di acquistare un veicolo usato ad un importo inferiore a quel limite, non ti sarà proibito di pagare in contanti.

La legge ha, già, previsto un’altra stretta che, salvo proroghe, prevedrà il ribassamento ulteriore del limite per l’utilizzo del contante: si parla di un uso consentito fino a mille euro a far data dal 2022.

Il fine è quello di combattere l’evasione fiscale e, quindi, di rendere tracciabili tutte le operazioni tra privati, così da limitare la circolazione del denaro non dichiarato.

Per risolvere questo problema, potresti prevedere un pagamento rateizzato in contanti, con diverse operazioni economiche che possano essere considerate distinte l’una dall’altra.

Facciamo un esempio. Nel caso dell’acquisto di un’autovettura di valore pari a 10mila euro, potrai fare un accordo preliminare con il venditore con il quale stabilire il pagamento del bene in più rate fino al raggiungimento della cifra concordata, e senza mai superare il limite imposto dalla legge.

L’importante è lasciare traccia di quel pagamento, così da evitare che il venditore, un domani, possa recriminare di non aver ricevuto la cifra concordata per la vendita.

Conseguenze pagamento in contanti oltre il limite

Il mancato rispetto del limite di 2mila euro per il pagamento in contanti di un bene comporta delle sanzioni economiche considerevoli per chi le vìola, che variano a seconda della gravità della violazione.

Infatti, la normativa impone sanzioni da un minimo di 3mila euro ad un massimo di 50mila euro per i pagamenti in contanti di importo fino a 250mila euro; mentre per importi superiori, la sanzione può arrivare all’importo pari a 250mila euro.

Inoltre, per incentivare la lotta all’evasione, è prevista una sanzione pure per il professionista che, obbligato alla segnalazione, ne omette la denuncia alle autorità competenti. Questa sanzione, seppur inferiore a quelle previste per chi compie la violazione in prima persona, può arrivare fino ad un importo di 15mila euro.


note

[1] Cass. civ., sez. VI, n.6385/2020 del 06.03.2020

[2] Art.1376 cod. civ.

[3] Art.1477 cod. civ.

[4] Cass. Civ., sez. II, n.1472/1999 del 22.02.1999

[5] Cass. Civ., sez. VI, n.21204/2016 del 19.10.2016


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1 Commento

  1. se la pago a rate al venditore,1999 euro a rata in contanti, una rata al giorno per 10 giorni?

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