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Sorveglianza sanitaria: quando è obbligatoria

17 Dicembre 2020
Sorveglianza sanitaria: quando è obbligatoria

Lo stato di salute dei lavoratori deve essere sottoposto a visite periodiche per verificare l’idoneità alla mansione.

Lo svolgimento dell’attività di lavoro determina, in certi casi, l’esposizione del lavoratore al rischio di infortuni o malattie professionali. Inoltre, non sempre lo stato di salute del dipendente è compatibile con le attività lavorative che gli vengono assegnate sulla base del contratto di lavoro.

Proprio per verificare l’idoneità del lavoratore allo svolgimento delle mansioni contrattuali la legge prevede la nomina del medico competente e l’organizzazione del servizio di sorveglianza sanitaria. Ma quando è obbligatoria questa attività? Tutti i datori di lavoro sono tenuti ad effettuarla?

Come vedremo, la sorveglianza sanitaria non è richiesta a tutte le aziende ma è prevista solo nei casi in cui l’attività lavorativa determini un rischio specifico per il dipendente.

Obbligo di sicurezza: cosa si intende?

Il lavoro è un’attività fondamentale nella vita di ognuno di noi perché ci permette di realizzare noi stessi e di procurarci quanto necessario a vivere con dignità. Il lavoro, tuttavia, è anche fonte di pericoli per la nostra salute e per la nostra sicurezza.

Ogni attività lavorativa, infatti, è solitamente collegata ad un rischio specifico per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Per questo, la legge [1] pone a carico del datore di lavoro un generale obbligo di sicurezza, vale a dire, il dovere di allestire tutte le misure di prevenzione necessarie a ridurre i rischi per la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Il datore di lavoro che non rispetta questo obbligo si espone a delle conseguenze gravi. Infatti, se il lavoratore si procura un infortunio o una malattia professionale a causa del mancato allestimento delle misure di sicurezza necessarie, il datore di lavoro può essere chiamato a risarcire il danno, oltre che a risponderne sul piano penale se la lesione subita dal lavoratore può essere ricondotta ai reati di omicidio o lesioni personali.

Che cos’è la sorveglianza sanitaria?

Uno degli strumenti attraverso i quali il datore di lavoro adempie al suo obbligo di sicurezza è la verifica della idoneità lavorativa dei dipendenti allo svolgimento delle mansioni contrattualmente previste. In alcuni casi, infatti, lo stato di salute del lavoratore non è compatibile con lo svolgimento di una determinata attività lavorativa. Basti pensare ad un lavoratore colpito da una grave discopatia la quale non gli permette di sollevare dei carichi pesanti oppure ad un dipendente con problemi all’udito al quale è preclusa l’adibizione a mansioni che comportino la presenza del dipendente in ambienti rumorosi.

Per verificare l’idoneità dei dipendenti allo svolgimento delle mansioni specifiche loro assegnate, la legge prevede l’obbligo dell’azienda di nominare il medico competente il quale, tra gli altri compiti, deve istituire ed organizzare la sorveglianza sanitaria [2]. Con questo termine si intende quel complesso di accertamenti medici che devono essere effettuati per verificare l’idoneità allo svolgimento delle mansioni dei lavoratori.

Sorveglianza sanitaria: in cosa consiste?

La sorveglianza sanitaria consiste, in definitiva, nell’effettuazione di visite mediche di controllo sullo stato di salute dei lavoratori.

La legge prevede l’obbligatorietà di tali visite nei seguenti casi:

  • visita medica pre-assuntiva: è tesa ad accertare l’idoneità del lavoratore a svolgere le mansioni che caratterizzano il futuro rapporto di lavoro;
  • visita medica di controllo: è tesa a verificare la perdurante idoneità del lavoratore alla mansione;
  • visita medica in caso di cessazione del rapporto: deve essere effettuata nei casi previsti dalla legge;
  • visita medica in caso di cambio mansione: è tesa a verificare l’idoneità del lavoratore a svolgere le nuove mansioni assegnategli dal datore di lavoro.

All’esito della visita di controllo, il medico competente rilascia un certificato di idoneità alla mansione.

L’esito della visita può determinare i seguenti giudizi:

  • idoneità;
  • idoneità con limitazioni e/o prescrizioni;
  • inidoneità assoluta;
  • inidoneità parziale.

Sorveglianza sanitaria: quando è obbligatoria

Non tutti i datori di lavoro sono obbligati a nominare il medico competente ed a porre in essere attività di sorveglianza sanitaria. Infatti, la legge prevede tale obbligo solo quando vi siano dei rischi specifici connessi alle mansioni assegnate ai dipendenti.

In particolare, la sorveglianza sanitaria è obbligatoria quando, nell’ambiente di lavoro, ci sono rischi legati a:

  • rumore;
  • sollevamento carichi;
  • lavoro notturno;
  • sostanze tossiche;
  • lavoro tramite videoterminale.

Nella prassi, tuttavia, la quasi totalità delle aziende è tenuta a questo adempimento posto che sono davvero poche le attività aziendali del tutto prive di rischi specifici per la salute e la sicurezza dei dipendenti.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Art. 41 D. Lgs. 81/2008.


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