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Superbonus 110%: rientrano le spese dei professionisti?

19 Ottobre 2020 | Autore:
Superbonus 110%: rientrano le spese dei professionisti?

Le spese che possono essere portate in detrazione: visti di conformità, attestati di prestazione, sopralluoghi, progettazione, perizie. Che cosa resta fuori?

Si è parlato tanto dei lavori che rientrano nel superbonus del 110% e degli interventi che non danno accesso alla maxi-detrazione. Sono, invece, rimasti nell’ombra altri costi che possono essere inclusi nell’agevolazione introdotta dal decreto Rilancio. Ad esempio: nel superbonus 110% rientrano le spese dei professionisti?

Il riferimento è all’asseverazione, alla pratica dell’architetto o del tecnico abilitato, al visto che occorre per avere diritto al superbonus. Costi che hanno la loro incidenza nella spesa complessiva e che vanno calcolati con estrema cautela, visto che, per quanto si tratti nella maggior parte dei casi di costi fissi, possono variare a seconda dell’ammontare complessivo degli interventi fatti o da fare.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono le spese dei professionisti che rientrano nel superbonus del 110%.

Superbonus 110%: quali spese dei professionisti rientrano?

Il decreto Rilancio prevede che possano rientrare nel superbonus del 110% le spese relative al rilascio di:

  • attestato di prestazione energetica, ovvero l’Ape, che viene richiesto sia prima sia dopo i lavori per determinare il salto di classe energetica dell’edificio in virtù dei lavori effettuati nelle singole unità o nell’intero fabbricato;
  • asseverazione dei tecnici sull’efficacia degli interventi di efficientamento energetico o antisismici e sulla congruità delle spese;
  • visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato per poter effettuare le opzioni alternative alla maxi-detrazione fiscale, ovvero la cessione del credito o lo sconto in fattura. La spesa è compresa sia nel caso in cui la cessione o lo sconto vengano effettuati alla fine dei lavori sia quando si decide per gli stati di avanzamento. Il visto non è detraibile se non viene esercitata una di queste opzioni, cioè la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura.

Superbonus 110%: le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Sulla base di quanto disposto dal decreto Rilancio, l’Agenzia delle Entrate precisa che rientrano nel superbonus del 110% le spese per la progettazione e quelle professionali connesse, «comunque richieste dal tipo di lavori (ad esempio, l’effettuazione di perizie e sopralluoghi, le spese preliminari di progettazione e ispezione e prospezione)».

Significa che, oltre ad asseverazioni, visti e attestati di prestazione energetica, sono detraibili anche i costi per il rilascio di un progetto preliminare, di quello esecutivo, delle pratiche burocratiche per presentare la richiesta di permesso edilizio e l’aggiornamento al catasto a fine lavori.

Allo stesso modo, è detraibile la spesa per la classificazione e la verifica sismica degli immobili, nel caso degli interventi antisismici che beneficiano del superbonus.

Superbonus 110%: le spese professionali non detraibili

Ci sono, però, delle situazioni in cui le spese del professionista non rientrano nel superbonus del 110%. Può succedere per una pura questione formale o, se vogliamo, di opportunità.

In pratica, immagina di chiamare un’impresa o uno studio professionale affinché venga fatta una valutazione di fattibilità delle opere da eseguire. Dopo il sopralluogo e la relazione, l’attività viene fatturata in un secondo momento per farla rientrare nell’ammontare complessivo di spesa degli interventi. In questo caso, hai la possibilità di portarla in detrazione al 110%.

Può capitare, però, che la fattura venga emessa subito, anche prima che tu decida di dare il via ai lavori. In questo caso, la spesa non è detraibile se l’intervento oggetto della valutazione professionale non viene effettuato.

Altra possibilità: che i lavori vengano fatti ma da un soggetto diverso da quello che ha emesso la fattura. In questo caso, la situazione non è chiara: si renderebbe necessario un interpello all’Agenzia delle Entrate.

Dovrebbero restare fuori (mancano, però, delle indicazioni ufficiali) anche le spese per regolarizzare o sanare eventuali abusi edilizi, così come le percentuali ricaricate dagli amministratori di condominio ed i costi finanziari, come ad esempio gli interessi pagati su un prestito ponte.



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