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Rumori del vicino: quando è reato?

19 Dicembre 2020 | Autore:
Rumori del vicino: quando è reato?

Immissioni rumorose: quando sono intollerabili? Come tutelarsi dalle molestie rumorose del vicino? Quando è possibile sporgere denuncia?

Volume molto alto della televisione o della radio, strumenti musicali suonati durante le fasce di silenzio, accensione degli elettrodomestici (lavastoviglie, lavatrice, ecc.) nel cuore della notte, battibecchi e litigi, attività commerciali che ricevono clienti ventiquattro ore su ventiquattro. Sono solo alcune delle situazioni che giustificano il ricorso all’autorità giudiziaria nel caso in cui le immissioni rumorose diventino intollerabili. In queste evenienze, è possibile difendersi? Cosa fare per ottenere giustizia? Come tutelarsi dai rumori del vicino?

Per difendersi dai vicini fastidiosi che non si fanno alcun problema di disturbare gli altri, la legge mette a disposizione due forme di tutela diverse: una civile e una penale. Con la prima, è possibile rivolgersi al giudice per chiedere la cessazione delle molestie e il risarcimento dei danni; con la seconda, invece, è possibile sporgere denuncia per intraprendere un processo penale in cui l’autore dei rumori insostenibili può essere condannato al carcere (molto difficile) o al pagamento di una multa. Se anche tu sei vittima di immissioni rumorose del vicino, prosegui nella lettura, vedremo quali sono i casi più frequenti che giustificano il ricorso all’autorità giudiziaria.

Immissioni rumorose del vicino: come tutelarsi?

Innanzitutto, contro le immissioni rumorose del vicino è possibile fare ricorso al giudice per chiedere la cessazione del disturbo e il risarcimento dei danni.

Secondo la legge [1], contro i rumori molesti che provengono dalla proprietà del vicino è possibile rivolgersi all’autorità giudiziaria, purché si dimostri l’intollerabilità delle immissioni.

In altre parole, se vuoi chiedere al giudice di ordinare al tuo vicino di non organizzare feste di notte o tenere altri comportamenti del genere, devi dimostrare che i rumori superino la soglia della normale tollerabilità.

Rumori: quando sono intollerabili?

Secondo la giurisprudenza, superano la sopportabilità e vanno inibite le attività di mercato che disturbino i residenti per il baccano della clientela [2].

Per i giudici, sono intollerabili anche le attività ricreative e ludiche dell’oratorio che, a causa di trombette e pallonate, pregiudichino il quieto vivere [3]. Altrettanto dicasi per i rumori del pub che compromettono la salute psicofisica dei vicini [4] e gli schiamazzi del bar notturno che, pur avendo adottato accorgimenti per contenere i rumori nei limiti permessi, faccia usare ai clienti gli spazi esterni dopo mezzanotte [5].

I giudici hanno ritenuto di ridurre gli orari del carwash aperto nei dintorni di alloggi destinati alla villeggiatura [6].

C’è diritto al risarcimento del danno non patrimoniale per il meccanico che ripari le auto a portoni aperti o fuori dall’officina, compromettendo il pacifico svolgersi delle abitudini quotidiane dei vicini [7].

In ogni caso, anche se i rumori non superano il limite di decibel fissato dalla legge, non è detto che essi siano tollerabili, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi o altri fattori che li rendano insopportabili per l’uomo medio [8].

Denuncia per rumori molesti del vicino

Esistono situazioni più gravi che, danneggiando un numero indefinito di persone, sforano nel penale ed espongono i titolari delle attività rumorose al rischio di vedersi irrogare l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro.

Sono stati condannati per il reato di disturbo delle quiete pubblica [9], ad esempio, il gestore di un bar che non teneva a bada il fracasso dei clienti in sosta davanti all’ingresso, infrangendo le norme a tutela dell’ordine pubblico [10] e quello che diffondeva musica assillante fino all’alba [11].

I giudici hanno punito il venditore di bevande al minuto che non sappia contenere il chiassoso via vai dei suoi avventori [12]. È reato anche amplificare l’impianto di un hotel, con tanto di serate karaoke o show d’intrattenimento, guastando il riposo di chi dimora nei dintorni [13].

Ancora, i giudici hanno riconosciuto la responsabilità penale di un uomo che, lasciando galli e galline liberi di gironzolare nel proprio palazzo, disturbava i condòmini [14].

Il continuo abbaiare di cani è invece costato 300 euro di ammenda ai proprietari, colpevoli di non aver fatto di tutto per sedare il latrare degli animali [15].

Immissioni rumorose: quando è reato?

Perché i rumori del vicino facciano scattare la condanna penale non sono necessari né la vastità dell’area interessata dai rumori né il disturbo di un numero rilevante di persone [16], essendo sufficienti fastidi idonei a danneggiare un gruppo indeterminato di persone anche se conviventi in spazi ristretti, come i condomìni.

Non sfuggono a ripercussioni penali neanche l’iracondo che, urlando e rompendo vetri e oggetti, attiri l’attenzione dei passanti in strada [17] o il responsabile di una palestra che animi gli allenamenti con musica ad alto volume [18].


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Trib. Como, sent. n. 312/2019.

[3] Trib. Palermo, sent. del 5 dicembre 2019.

[4] Trib. Catania, sent. 1581/2019.

[5] Cass., sent. n. 2757/2020.

[6] Trib. Lecce, sent. 1567/2020.

[7] Trib. Lecce, sent. n. 1249/2019.

[8] Cass., sent. n. 28201/2018.

[9] Art. 659 cod. pen.

[10] Cass., sent. n. 14750/2020.

[11] Trib. Pescara, sent. n. 167/2020.

[12] Cass., sent. n. 13915/2020.

[13] Trib. Ascoli Piceno, sent. n. 479/2019.

[14] Cass., sent. n. 41601/2019.

[15] Cass., sent. n. 38901/2018.

[16] Cass., sent. n. 18521/2018.

[17] Cass., sent. n. 9361/2018.

[18] Cass., sent. n. 17124/2018.

Autore immagine: Canva.com


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