Diritto e Fisco | Articoli

Conviene cambiare fornitore di energia?

19 Ottobre 2020 | Autore:
Conviene cambiare fornitore di energia?

Quando fare il passaggio da un gestore all’altro in vista del mercato libero di luce e gas? E come evitare le truffe?

C’è un motivo prevalente per cui un consumatore decide di cambiare fornitore di energia: risparmiare. Forse, le ultime bollette di luce e gas lo hanno convinto a guardarsi in giro: sono state un po’ più alte del solito. Oppure, semplicemente, cercando per curiosità, ha trovato chi offriva di meglio. Dopodiché, facendo quattro conti, arriva alla domanda cruciale: conviene cambiare fornitore di energia? O è più la spesa che l’impresa?

Le offerte si sono moltiplicate con l’arrivo dal 1° gennaio 2022 per i privati (dal 1° gennaio 2021 per le piccole e medie imprese) del mercato libero, in cui le regole le dettano i fornitori sulla base della concorrenza. Per quanto possa sembrare che ce n’è ancora troppo tempo per decidere, già adesso gli utenti possono valutare tra le tante proposte che le varie compagnie energetiche stanno lanciando sul mercato. Il concetto dovrebbe essere quello di altri settori: chi offre il servizio migliore al prezzo più basso dovrebbe essere l’operatore vincente, quello in grado di sciogliere il dubbio di chi si chiede se conviene cambiare fornitore di energia.

Vediamo come funziona questo nuovo meccanismo.

Cambio fornitore: cos’è il mercato libero dell’energia?

Dal 1° gennaio 2022, dunque, finiranno i servizi di maggior tutela nel settore energetico e si avrà la possibilità di passare al mercato libero. In questo modo – almeno in teoria – ci sarà un’ampia scelta di servizi e l’arrivo della concorrenza dovrebbe trascinare i prezzi al ribasso, consentendo al consumatore di risparmiare sulle bollette di luce e gas.

Ciò non vuol dire che ogni fornitore potrà fare quel che gli pare come gli pare: il mercato libero avrà comunque la supervisione dell’Autorità di regolazione (l’Arera) e dell’Antitrust, in modo che vengano garantite le regole sulla privacy, sulla trasparenza e sulla correttezza nei rapporti con gli utenti. Cosa che, sicuramente, le compagnie energetiche già faranno. Ad ogni modo, l’Arera ha messo a punto un Codice di condotta commerciale contenente le norme di comportamento.

Cambio fornitore: perché farlo?

Si diceva all’inizio che, di solito, chi sceglie di cambiare il fornitore di energia lo fa per risparmiare sulle bollette. In un mercato concorrenziale, infatti, si trovano diverse offerte a parità di servizio, come già succede, ad esempio, nei settori della telefonia o delle assicurazioni, giusto per citarne un paio.

Tuttavia, oltre al risparmio ci può essere una questione di comodità. Oggi, molti operatori non si occupano solo di energia elettrica o solo di gas, ma offrono entrambi i servizi. Quindi, si ha la possibilità di avere un unico interlocutore per entrambe le utenze.

Un terzo motivo per cambiare fornitore può essere la più ampia offerta in termini di servizi di un determinato gestore in confronto ad un altro, anche da un punto di vista dell’assistenza al cliente. Magari, a parità di costo o spendendo pochi euro in più in cambio di un rapporto più efficace.

Riassumendo si può dire che conviene cambiare fornitore di energia quando si cerca di soddisfare almeno una di queste esigenze:

  • il risparmio sulla bolletta con il nuovo fornitore rispetto a quello vecchio;
  • maggiore efficacia e soddisfazione nel servizio ai clienti;
  • la possibilità di avere un fornitore unico per luce e gas in modo da porsi di fronte ad un unico interlocutore per entrambe le utenze (scelta che, normalmente, garantisce un risparmio al consumatore);
  • il passaggio dal mercato a maggior tutela al mercato libero, anticipando i tempi rispetto al 1° gennaio 2022.

Si può segnalare, infine, un altro motivo per cambiare fornitore ed è quello riconducibile ad un trasloco che prevede la voltura dei contatori. Occorre vedere se il fornitore della nuova casa garantisce la stessa convenienza di quello che ha già chi trasloca.

Cambio fornitore energia: quanto costa?

Uno dei vantaggi nel cambiare fornitore dell’energia è che non ci sono delle penali per lasciare quello vecchio e passare ad uno nuovo. Significa che l’operazione è gratuita.

Inoltre, non occorre cambiare il contatore e non ci saranno delle interruzioni della fornitura di luce e gas.

Cambio fornitore: c’è rischio di truffa?

La voglia di risparmio dei consumatori attira i truffatori come una calamita: c’è sempre il malintenzionato che cerca di approfittare di chi vuole spendere di meno in bollette e si fida di chi propone l’affare della vita.

Un esempio è quello delle presunte «offerte» che arrivano via e-mail, con cui il mittente invita il destinatario a cliccare su un link e a lasciare i suoi dati personali, oppure via telefono chiedendo una conferma all’offerta o un appuntamento. C’è anche chi cerca di raggiungere lo scopo porta a porta, citofonando direttamente a casa.

In qualsiasi caso, occorre chiedere a chi si presenta come addetto di una società energetica di identificarsi e di qualificarsi a dovere. Possibilmente, evitando di farlo entrare in casa o di prendere qualsiasi impegno al telefono o per e-mail se c’è il sospetto che l’offerta sia un po’ fumosa o che l’addetto non dia le dovute garanzie. Men che meno consegnare dei contanti chiesti con qualsiasi pretesto. E, ovviamente, attenzione a quello che si firma.

Il cambio di fornitore avviene soltanto se c’è una doppia conferma da parte del consumatore: significa che il fornitore deve obbligatoriamente chiedere un secondo consenso e che non vale soltanto quello espresso a chi ha telefonato, ha mandato un’e-mail o si è presentato alla porta di casa. La seconda conferma va rilasciata per iscritto o tramite una registrazione audio, stando attenti in quest’ultimo caso a non rispondere con semplici «sì» o «no»: se al telefono c’è qualche malintenzionato, potrebbe utilizzare quei monosillabi in un altro contesto e farti accettare a tua insaputa le cose che non ti aspetteresti mai.

In caso di truffa, oltre ad informare l’Arera, si può disconoscere il contratto con un reclamo dimostrando che la firma è falsa o estorta con l’inganno. La bolletta non va pagata e si chiede all’Autorità di essere riportato dal precedente fornitore.

Cambio fornitore: cosa serve?

Per effettuare il cambio di fornitore dell’energia, basta contattare la società con cui si intende siglare il nuovo contratto e presentare questi documenti:

  • dati dell’intestatario;
  • documento di identità e codice fiscale;
  • dati della fornitura (indirizzo dell’abitazione, codice Pod per l’energia elettrica e/o codice Pdr per il gas, entrambi riportati in bolletta);
  • recapito telefonico e/o indirizzo e-mail;
  • codice Iban per l’eventuale domiciliazione della bolletta.

Il nuovo gestore si prenderà carico della pratica non solo per l’attivazione dell’utenza ma anche per disattivare quella con il vecchio gestore.

La fornitura, come detto, non viene mai interrotta ma ci sono dei tempi tecnici per il passaggio da un fornitore all’altro, ovvero:

  • per l’utente domestico: 1 mese a partire dal primo giorno del mese successivo alla comunicazione;
  • per l’utente non domestico: 1 mese dal servizio di maggior tutela e 3 mesi dal mercato libero.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Il Mercato Libero dell’energia è diventato una vera e propria giungla, dove per risparmiare non è sufficiente il metodo del confronto tra offerte, che in sintesi ha indotto un sostanziale allineamento dei prezzi della componente energia ! Per risparmiare, non bisogna cambiare fornitore ovvero offerta commerciale piuttosto trasformare il modello energetico esistente. La new utility energetica, come il ProSeller E6 ENERGIA SRL (alternativa al ProSumer), ad oggi è l’unica soluzione mirata a favorire questa tendenza …

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube