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Spese tracciabili per detrazioni: chi deve pagare?

20 Ottobre 2020
Spese tracciabili per detrazioni: chi deve pagare?

Pagamenti tracciabili, di chi deve essere il bancomat o la carta di credito?

Sono detraibili le spese pagate con il bancomat di un’altra persona, diversa dal contribuente che scaricherà il relativo importo dalla dichiarazione dei redditi? 

Immaginiamo che una donna debba fare una visita dal dottore. Al momento del pagamento, a pagare è il marito con la propria carta di credito. La fattura però viene intestata alla paziente. Quest’ultima può usufruire ugualmente delle detrazioni fiscali del 19% previste per le spese mediche nonostante non abbia sostenuto il costo della prestazione? In buona sostanza, la moglie ha comunque il diritto di usufruire della detrazione fiscale collegata alle spese tracciabili? In caso di spese tracciabili per detrazioni, chi deve pagare? La questione è stata posta all’Agenzia delle Entrate con un recente interpello. L’Amministrazione ha dato, a riguardo, un importantissimo chiarimento [1].

Già in passato, la questione era stata analizzata con riferimento a un conto corrente cointestato. In quella sede, la stessa Agenzia aveva detto che, se la carta di credito o il bancomat è unico, non è importante chi materialmente paghi: ciò che conta è l’intestazione della fattura [2]. Di tanto avevamo già parlato in “Se il conto è cointestato si ha diritto alle detrazioni fiscali?“.

In questo caso, però, la questione è diversa. Ciò che qui interessa sapere è se sia possibile scaricare la spesa tracciabile anche se a pagare è un’altra persona (e lo fa chiaramente con il suo bancomat o la carta di credito).

Ecco cosa ha detto a riguardo l’amministrazione finanziaria.

Pagamenti tracciabili: quando?

La legge di bilancio 2020, in vigore dal 1° gennaio 2020, impone di usare strumenti di pagamento diversi dai contanti per tutte le spese detraibili al 19%, tra cui, ad esempio, spese sanitarie, spese universitarie, spese di funerarie e di istruzione, interessi passivi.

Eccezionalmente, il contante è ammesso solo per le spese relative a farmaci – anche veterinari – e dispositivi medici; prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate alServizio sanitario nazionale.

Fuori da tali ultimi casi, ogni altra spesa detraibile, anche se pagata ad enti pubblici ma per servizi non sanitari (ad esempio, la mensa scolastica), va pagata, a pena di perdita del beneficio, con bonifico bancario o postale, bancomat (le cosiddette carte di debito), carte di credito e carte prepagate, assegni bancari e circolari o «altri sistemi di pagamento» che consentano «la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli» (sarebbe tale anche un pagamento tramite PayPal).

Pagamenti tracciabili: può pagare un’altra persona?

Passiamo ora al quesito di partenza: si può pagare con il bancomat di un familiare o di un’altra persona e, nello stesso tempo, scaricare la spesa dal 730? La risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate è stata positiva. Ma a due condizioni:

  • innanzitutto, la fattura deve essere intestata al contribuente che intende fruire delle detrazioni fiscali;
  • in secondo luogo, deve risultare che la somma è stata da quest’ultimo restituita – anche tramite contanti – a colui che ha fatto il pagamento.

Insomma, viene rispettato il requisito della tracciabilità della spesa detraibile purché tale onere sia effettivamente sostenuto dall’intestatario del documento di spesa. 

La legge richiede solo che l’onere sia stato sostenuto «ed effettivamente rimasto a carico» del contribuente» ma non dice chi, in prima battuta, debba pagare la prestazione. «La prova di aver sostenuto la spesa tracciabile è data dal documento di spesa (fattura, ricevuta o scontrino) intestata al contribuente che la detrae, mentre non rileva chi materialmente paghi. Se paga un terzo, e poi si fa rimborsare dal contribuente, ciò riguarda i rapporti interni fra le parti».

Dunque, non spetta al Caf o al professionista verificare se la ricevuta del bancomat o del Pos è intestata al contribuente. Se il documento di spesa riporta – a cura dell’emittente – la dicitura «pagamento tracciato» o similare, non serve altro. Se tale dicitura manca, la prova di aver effettivamente sostenuto l’onere pagato da un terzo può essere data in vario modo: con l’addebito su conto cointestato o anche solo con dichiarazione di aver «rimborsato in contanti la spesa sostenuta» a chi ha materialmente pagato. 


note

[1] Ag. Entrate risposta a interpello n. 484/2020. 

[2] Ag. Entrate risposta a interpello n. 431/2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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1 Commento

  1. Buonasera, non ho trovato nessun altro spazio dove lasciare un commento sul sito: vorrei farvi notare che da qualche giorno non possibile più generare il file PDF; una volta finiti i trenta 30 sec si riapre di nuovo la scheda relativa all’ argomento di cui richiedo il file PDF.

    Grazie, cordialmente

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