Diritto e Fisco | Articoli

Demansionamento consensuale

18 Dicembre 2020
Demansionamento consensuale

La legge tutela la professionalità del lavoratore.

Quando il lavoratore firma la lettera di assunzione si impegna a collaborare nell’impresa per svolgere determinate mansioni previste dal contratto. La legge non consente al datore di lavoro di modificare a proprio piacimento le mansioni del dipendente. Adibire il lavoratore a mansioni inferiori, infatti, rappresenterebbe una lesione al bagaglio professionale del dipendente.

Quando, allora, è possibile adibire il lavoratore a mansioni inferiori? È possibile un demansionamento consensuale? In alcuni casi, è lo stesso lavoratore ad auspicare l’adibizione a mansioni di livello inferiore al fine di evitare il licenziamento, acquisire nuove competenze o avere una migliore conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro.

Cosa sono le mansioni?

Il contratto individuale di lavoro deve indicare una serie di elementi indefettibili, tra i quali, la categoria legale, il livello di inquadramento e le mansioni assegnate al dipendente.

La legge prevede che i lavoratori possano essere inquadrati in quattro categorie legali, ossia:

  1. dirigente;
  2. quadro;
  3. impiegato;
  4. operaio.

Inoltre, i contratti collettivi di lavoro prevedono solitamente una scala di classificazione del personale divisa per livelli di inquadramento. Andando dal livello più basso a quello più alto incontreremo figure professionali caratterizzate da livelli di responsabilità e autonomia via via crescenti.

Molto spesso, nel contratto collettivo, sono anche indicati i profili professionali o qualifiche per i quali si prevede qual è il livello di inquadramento.

Le mansioni del lavoratore sono le attività che, concretamente, il dipendente sarà chiamato a svolgere in esecuzione del contratto individuale di lavoro.

Sei stata assunta come segretaria ed inquadrata al IV livello del Ccnl Studi professionali; pertanto, le tue mansioni consisteranno nelle attività di segreteria come, tra le altre cose, la gestione dell’agenda degli avvocati, il controllo della mail, la preparazione delle raccomandate, etc.

Mansioni: possono essere modificate?

In linea generale, la legge prevede che il datore di lavoro debba adibire il lavoratore alle mansioni per le quali è stato assunto [1].

Tuttavia, in alcuni casi, è possibile che il datore di lavoro eserciti il cosiddetto ius variandi, ovvero, la facoltà di modifica unilaterale delle mansioni del dipendente.

Lo ius variandi è sempre libero quando le nuove mansioni assegnate al lavoratore fanno parte dello stesso livello di inquadramento previsto dalla lettera di assunzione.

Inoltre, quando si realizzano delle modifiche degli assetti organizzativi aziendali che incidono direttamente sulla posizione ricoperta dal dipendente, il datore di lavoro può adibirlo a mansioni inferiori, appartenenti al livello di inquadramento immediatamente inferiore a quello previsto dal contratto, a condizione che resti invariata la categoria legale. Tale ultima fattispecie è l’unico caso in cui è riconosciuto al datore di lavoro il potere di demansionare il lavoratore. Questa facoltà si giustifica con la salvaguardia del superiore interesse alla conservazione del posto di lavoro.

In ogni caso, al lavoratore dovrà essere corrisposta la retribuzione relativa all’originario livello di inquadramento, salva la possibilità di revocare elementi retributivi legati alla mansione specifica svolta.

Demansionamento consensuale

Come abbiamo visto, la possibilità del datore di lavoro di adibire il lavoratore a mansioni inferiori è estremamente circoscritta.

L’unica possibilità che datore di lavoro e lavoratore hanno di modificare in peius le mansioni del lavoratore è il patto di demansionamento [2] o demansionamento consensuale. Si tratta di un accordo, che deve essere sottoscritto in una sede protetta, con il quale datore di lavoro e lavoratore prevedono la modifica delle mansioni, della categoria legale e del livello di inquadramento del dipendente. In questo caso, al lavoratore spetterà il trattamento economico e normativo relativo al nuovo livello di inquadramento e alle nuove mansioni assegnate e si assisterà, dunque, ad una riduzione della retribuzione.

Il patto di demansionamento può essere sottoscritto per perseguire una finalità di interesse del lavoratore, come:

  • la conservazione del posto di lavoro;
  • l’acquisizione di una diversa professionalità;
  • il miglioramento delle condizioni di vita.

Come abbiamo detto, per essere valido, il demansionamento consensuale deve essere sottoscritto in una sede protetta [3], ovvero, innanzi ad uno dei seguenti soggetti:

  • giudice del lavoro;
  • Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • sede sindacale;
  • commissioni di certificazione dei contratti di lavoro.

Il legislatore, infatti, esige che la reale volontà del lavoratore sia accertata da un organismo terzo che sia in grado di assistere il dipendente e di renderlo edotto delle conseguenze della sua scelta.


note

[1] Art. 2103, co. 1 cod. civ.

[2] Art. 2103, co. a 6 cod. civ.

[3] Art. 2113 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube