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Come licenziarsi dal lavoro

19 Dicembre 2020
Come licenziarsi dal lavoro

Il lavoratore può dimettersi dal posto di lavoro senza dover indicare la motivazione della sua scelta.

Il tuo posto di lavoro non ti dà più le soddisfazioni di un tempo. Hai iniziato a cercare un altro lavoro e hai ricevuto una proposta di assunzione. Vuoi sapere quali passi devi seguire e quali regole devi rispettare per dimetterti.

Nel nostro ordinamento, il lavoratore dipendente può dimettersi dal posto di lavoro in modo volontario e libero, senza dover specificare il motivo posto alla base delle dimissioni. È importante, tuttavia, sapere come licenziarsi dal lavoro e quali regole seguire nella procedura di dimissioni. Infatti, il contratto collettivo di lavoro indica il periodo di preavviso di dimissioni che il lavoratore deve rispettare se non vuole subire una decurtazione delle proprie spettanze finali in busta paga.

Licenziarsi dal lavoro: cosa significa?

Sentiamo spesso usare espressioni come “mi licenzio” oppure “licenziarsi dal lavoro“, etc. Dal punto di vista tecnico, questa terminologia non è corretta; infatti, nel rapporto di lavoro, quando il datore di lavoro decide di recedere dal rapporto parliamo di licenziamento e quando ad assumere tale decisione è il lavoratore parliamo di dimissioni.

In ogni caso, licenziarsi dal lavoro significa comunicare al datore di lavoro la propria volontà di porre fine al rapporto di lavoro. Nel nostro ordinamento, vige un generale principio di libertà contrattuale. Ne consegue che il datore di lavoro non può impedire al lavoratore di dimettersi. Inoltre, le dimissioni del lavoratore, a  differenza del licenziamento, sono un atto libero e volontario e non sono subordinate alla sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Licenziarsi dal lavoro: le regole da rispettare

Innanzitutto, occorre chiarire che la possibilità del lavoratore di dimettersi liberamente dal posto di lavoro è prevista solo nell’ambito di un contratto a tempo indeterminato.

Nel contratto a tempo determinato, invece, le parti hanno definito in modo preliminare la durata del rapporto e non possono, dunque, recedere dal contratto prima dello spirare del termine, salvo il caso della giusta causa di licenziamento o di dimissioni.

Se il lavoratore si licenzia da un rapporto a tempo determinato rischia, dunque, di ricevere una richiesta di risarcimento per danni da parte del datore di lavoro.

Il lavoratore può, invece, licenziarsi liberamente da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

L’unica regola da rispettare è il rispetto del periodo di preavviso di dimissioni [1] previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro. Il preavviso di dimissioni non è fisso ma dipende dagli elementi indicati nel Ccnl. Di solito, la determinazione del preavviso dipende dai seguenti elementi:

  • categoria legale;
  • livello di inquadramento;
  • anzianità di servizio del lavoratore.

Prima di licenziarti dal lavoro, dunque, dovrai verificare quanti giorni di preavviso devi dare al datore di lavoro. Se non rispetti il preavviso di dimissioni, infatti, il datore di lavoro può trattenere dalle tue spettanze di fine rapporto un importo pari alla retribuzione che avresti ricevuto durante il periodo di preavviso non prestato (indennità sostitutiva del preavviso).

Licenziarsi dal lavoro: la procedura da seguire

Oltre al rispetto del preavviso di dimissioni, a partire dal 2016 [2], il lavoratore che intenda rassegnare le dimissioni dal rapporto di lavoro deve seguire un’apposita procedura telematica disponibile tramite il sito internet cliclavoro.gov.it. Il fine di questa procedura online è verificare la reale identità del lavoratore e la sua reale volontà di recedere dal rapporto di lavoro, in assenza di condizionamenti e pressioni da parte del datore di lavoro.

Quando ancora le dimissioni potevano essere rassegnate con una semplice lettera cartacea, infatti, era frequente il fenomeno delle dimissioni in bianco, ossia l’abuso del datore di lavoro che si faceva sottoscrivere, in sede di assunzione, una lettera in bianco di dimissioni dal lavoratore.

Ad oggi, la procedura telematica può essere seguita direttamente dal lavoratore, accedendo all’apposito portale con il proprio Pin dispositivo Inps o Spid oppure, in alternativa, il lavoratore può farsi assistere nell’inoltro delle dimissioni telematiche da un soggetto intermediario come organizzazioni sindacali, consulenti del lavoro, patronati, commissioni di conciliazione delle controversie di lavoro, Ispettorato del lavoro.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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