Cronaca | News

Covid: cosa cambia con il coprifuoco

20 Ottobre 2020
Covid: cosa cambia con il coprifuoco

Due regioni italiane, Lombardia e Campania, pronte a blindarsi dalle 23 alle 5 del mattino.

Niente lockdown, almeno per ora e comunque, probabilmente, laddove servisse non sarebbe più a livello nazionale. La guerra al Coronavirus, adesso, si combatte anche col coprifuoco. È la richiesta al Governo di due regioni italiane, Lombardia e Campania, dove i contagi stanno crescendo vertiginosamente.

È stata la Lombardia la prima a pensarlo come misura di contrasto al Covid. Scatterà il 22 ottobre: dalle 23 alle 5 nessuno potrà uscire di casa. C’è chi ritiene che difficilmente basterà, come il virologo e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) regionale Fabrizio Pregliasco: «Il coprifuoco è necessario perché la situazione è esplosiva a Milano, ma siamo comunque pronti a immaginare ulteriori provvedimenti», ha detto, intervistato da Radio Popolare. La Campania ha seguito la Lombardia a ruota e ha chiesto anche lei il coprifuoco, tramite il suo governatore Vincenzo De Luca. Solo che qui si inizierà dal 23.

I provvedimenti comunque sono identici, dal momento che il presidente campano ha presentato una richiesta di coprifuoco fotocopia di quella lombarda. Previsto il blocco delle attività e della mobilità dalle 23 e fino alle 5. I due governatori, in coordinamento con sindaci e prefetti, dovranno comunque lavorare a una più precisa messa a punto della misura per specificare alcuni dettagli.

Al momento, si parla di un divieto generalizzato di allontanarsi dalla propria abitazione in quella fascia oraria. Torneranno le famose esigenze eccezionali che consentivano di uscire occasionalmente durante il lockdown: salute, lavoro, comprovata necessità. In Lombardia e, si presume anche in Campania, la restrizione dovrebbe durare dal 22 ottobre al 13 novembre.

Potrà muoversi nonostante il divieto, dunque, solo chi lavora di notte o inizia prestissimo al mattino, prima dell’alba. Molto è ancora da chiarire, ci penseranno le Regioni con apposite ordinanze. Per esempio: torneranno le autocertificazioni? Sarà un divieto totale o sarà ammesso restare sotto casa entro una distanza massima? Si rimettono, inoltre, in questione inevitabilmente gli orari dei locali. L’ultimo decreto Conte ha stabilito la chiusura alle 24, ma con il coprifuoco che scatta un’ora prima, va da sé che la chiusura si dovrà anticipare.

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha già tenuto una prima riunione con i sindaci della regione, spiegando in una nota che i primi cittadini «hanno condiviso l’opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità». In definitiva: il sabato e la domenica resteranno chiusi i centri commerciali. Idem per le catene dei grandi marchi di scarpe, vestiti, casalinghi e bricolage nelle grandi città.

Intanto, arriva notizia che anche il Piemonte chiuderà i centri commerciali sabato e domenica, eccezion fatta per quelli dei generi alimentari. Lo ha annunciato il presidente Alberto Cirio, intervenendo a Tagadà su La7: «Entro questa sera firmerò un’ordinanza che chiude i centri commerciali sabato e domenica su tutto il territorio regionale e che tiene aperta solo la parte alimentare e le farmacie, dunque quelli che sono i beni di prima necessità».



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