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I diritti dei consumatori per la spesa al supermercato o per lo shopping

10 dicembre 2013


I diritti dei consumatori per la spesa al supermercato o per lo shopping

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2013



Esistono numerose norme che impongono una comunicazione trasparente circa le condizioni di vendita e il prezzo praticato; ecco tutto ciò che spesso si ignora quando si va a fare la spesa o compere per negozi.

Esiste una sorta di decalogo giuridico anche per il carrello della spesa e per lo shopping. Sarà quindi bene ripassare alcune delle principali norme poste a tutela del consumatore prima degli acquisti natalizi.

Nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale, il venditore deve indicare, in modo chiaro e ben leggibile, il prezzo di vendita al pubblico. Ciò deve avvenire attraverso cartelli o altre modalità idonee allo scopo.

Nei supermercati è obbligatorio indicare, oltre al prezzo unitario del prodotto, anche quello relativo alla singola unità di misura (per es. euro/Kg.), in modo da consentire un più facile e trasparente confronto tra prodotti concorrenti. Così, per esempio, nel caso di due confezioni di zucchero di marca diversa, con volumi differenti di prodotto all’interno dei relativi cartoni, il consumatore potrà verificare, in base al prezzo per unità di misura, quello più vantaggioso.

Fa fede solo il prezzo esposto sullo scaffale, anche se per errore non è stato aggiornato. Pertanto, se la cassa, all’esito della lettura del codice a barre, batte un prezzo superiore, il cliente può pretendere di pagare quello inferiore [1] o, se ha già pagato, può chiedere la restituzione della somma.

Nei bar, se non è esposto il prezzo delle consumazioni al tavolo, il consumatore ha il diritto di pagare quello previsto per le consumazioni al banco [2]. Controllate, quindi, che sia presente, e ben visibile, il cartello con esposti i prezzi per il servizio a tavolo.

Il prezzo dei prodotti, non solo alimentari, si intende sempre a “peso netto“. Il consumatore, pertanto, ha diritto alla detrazione completa della tara (ossia dell’involgente).

Comunque, formaggi molli e mozzarelle possono essere venduti senza detrarre il peso dell’involgente e così pure cioccolatini e caramelle, nonché salami con spaghi, piombini e fascette e frutta con foglie e rametti.

Se il consumatore sospetta che il prodotto alimentare confezionato abbia un contenuto di peso inferiore rispetto a quanto dichiarato sull’etichetta, può pretendere l’apertura della confezione e la pesatura. Se, all’esito della misurazione, il peso netto è effettivamente minore, l’acquirente pagherà di meno; viceversa, non potrà più rifiutare l’acquisto del prodotto, avendolo fatto ormai aprire.

Nel caso di merce sfusa, il prezzo esposto deve essere al chilo e non, come spesso succede con alcuni negozianti o ambulanti furbi, al ½ chilo. In tali casi, per il venditore scatta una sanzione di 1.032 euro [3].

Responsabile del prodotto difettoso è sempre il venditore, non il produttore [4]. Spesso, però, i commercianti cercano di scaricare la responsabilità sui loro fornitori, invitando gli acquirenti a spedire, a proprie spese, la merce alla casa madre. Questo comportamento è illegittimo. La sostituzione e/o riparazione è un onere che compete al venditore.

Ed ora veniamo ai saldi. Non raramente, i commercianti che fanno credere che la merce difettosa, acquistata ai saldi, non possa essere sostituita. È assolutamente falso! Anche in questi casi, al consumatore spettano le normali tutele previste per le vendite ordinarie [5].

Ogni negozio è libero di praticare il prezzo che preferisce. Pertanto non può essere tutelato il consumatore che, dopo aver acquistato un prodotto presso un rivenditore, si accorga che lo stesso identico prodotto è venduto a metà prezzo in altri negozi.

note

[1] D. L.vo n. 114/1998 e art. 1336 cod. civ.

[2] L. n. 287/1991.

[3] D. L.vo n. 84/2000.

[4] D. L.vo n. 206/2005.

[5] D. L.vo n. 114/1998.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. sono andata a fare la spesa e tornando a casa ho scoperto che mi mancava una cosa che ho comprato cosa devo fare ho lo scontrino

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