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Cancellazione dal registro dei protesti: quando e come chiederla

10 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2013



Il debitore di cambiali o assegni per i quali è stato levato il protesto, può chiedere la cancellazione dal registro dei protesti quando ha pagato le somme dovute o è stato riabilitato dal Tribunale oppure in caso di illegittimità o erroneità del protesto.

Il mancato pagamento di una cambiale o di un assegno può comportare la cosiddetta levata di protesto. Il protesto è un atto redatto da un notaio, ufficiale giudiziario o da un segretario comunale, nel quale viene formalizzato il mancato pagamento del titolo di credito.

Il debitore “protestato” viene iscritto nel Registro informatico dei protesti, che contiene tutti i nominativi di coloro (persone fisiche e giuridiche) che hanno subito la levata del protesto e che sono debitori inadempienti di determinate somme di denaro.

Il Registro, consultabile presso le Camere di Commercio, assolve ad una funzione di informazione e trasparenza nei rapporti commerciali: il creditore interessato può, infatti, consultarlo per verificare l’affidabilità economica del soggetto con il quale sta per concludere un affare e tutelarsi così in tempo da futuri eventuali inadempimenti.

Il debitore inadempiente non può sottrarsi all’ iscrizione del proprio nominativo e dei propri dati personali nel Registro dei protesti; egli può però chiederne la cancellazione nei seguenti casi:

– per avvenuto pagamento del titolo cambiario;

– per illegittimità od erroneità del protesto;

– per riabilitazione.

Cancellazione per avvenuto pagamento

Il debitore può chiedere la cancellazione dal registro dei protesti qualora abbia provveduto al pagamento del titolo (comprensivo di interessi e spese) entro dodici mesi dalla levata del protesto. Tale possibilità è concessa solo in caso di cambiali e vaglia cambiari protestati, non anche in caso di assegni (per questi è possibile chiedere la riabilitazione).

Per ottenere la cancellazione è necessario presentare istanza al Presidente della Camera di Commercio competente (cioè quella della provincia nella quale è stato levato il protesto) mediante un apposito modulo messo a disposizione dall’Ufficio Protesti. Alla domanda devono essere allegati il titolo in originale e la quietanza del pagamento che deve indicare sia l’importo originale del debito che gli interessi e le spese.

Se il pagamento avviene oltre i dodici mesi dalla levata del protesto, l’istante non ha diritto alla cancellazione dal registro bensì all’annotazione, accanto al suo nominativo, di “avvenuto tardivo pagamento”. Egli dovrà presentare istanza al Presidente della Camera di Commercio su apposito modello, allegando i titoli protestati e la quietanza liberatoria rilasciata dal creditore.

 

Cancellazione per illegittimità od erroneità del protesto

Il soggetto protestato può presentare istanza di cancellazione per illegittimità o erroneità del protesto, producendo la documentazione necessaria a dimostrare il vizio o l’errore.

La domanda di cancellazione può essere presentata anche dai pubblici ufficiali incaricati della levata del protesto o dalle aziende di credito, qualora essi rilevino di aver proceduto illegittimamente o erroneamente alla levata del protesto.

L’istanza di cancellazione può riguardare sia le cambiali che gli assegni.

 

Cancellazione per riabilitazione

Il soggetto protestato che abbia ottenuto la riabilitazione dal Presidente del Tribunale ai sensi della Legge Antiusura [1], ha diritto di chiedere la cancellazione dal registro dei protesti tramite apposita domanda con allegata copia conforme del provvedimento di riabilitazione.

La cancellazione avviene comunque a condizione di non avere avuto altri protesti.

In tutti i casi di cancellazione sopra elencati, è il Presidente della Camera di Commercio che si pronuncia sull’istanza entro venti giorni. Se egli accerta la regolarità e fondatezza dell’istanza e la completezza della documentazione, dispone la cancellazione del nominativo protestato. Essa avviene materialmente entro cinque giorni dalla data del provvedimento che dispone la cancellazione.

In caso di rigetto dell’istanza o di mancata decisione sulla stessa nel termine di venti giorni, l’istante può presentare ricorso al giudice di pace affinché questi accerti l’avvenuto pagamento, l’illegittimità del protesto o la riabilitazione, e ordini alla Camera di Commercio la cancellazione dal registro dei protesti.

In ogni caso, in mancanza di una richiesta di cancellazione, le notizie relative ai protesti contenute nel Registro sono conservate per cinque anni dalla data della registrazione.

note

[1] La legge antiusura prevede che il debitore che ha adempiuto all’obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non ne abbia subiti altri trascorso un anno dal suddetto protesto, ha diritto alla riabilitazione ad opera del Presidente del Tribunale.

Autore immagine: 123rf.com

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