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Covid, coprifuoco: le restrizioni regione per regione

21 Ottobre 2020
Covid, coprifuoco: le restrizioni regione per regione

Le nuove ordinanze dei governatori per arginare l’escalation dei contagi. 

Sul fronte pandemia un’altra giornata da dimenticare. Il bollettino di oggi segna una nuova impennata dei positivi (per approfondire leggi qui: Covid: contagi alle stelle). A preoccupare è anche e soprattutto la crescita dei morti: 127 nelle ultime ventiquattr’ore. Un numero di decessi paragonabile a quelli di maggio.

Le Regioni, specie quelle che contano più casi di Coronavirus, stanno provando a correre ai ripari. Di seguito, una panoramica delle nuove restrizioni già in vigore o sul punto di essere approvate.

Lombardia 

La prima Regione italiana che ha chiesto il coprifuoco al Governo è stata la Lombardia: stop agli spostamenti da casa, alla mobilità e a tutte le attività non essenziali tra le 23 e le 5, dal 22 ottobre al 13 novembre. Potranno uscire e circolare solo coloro che, muniti di autocertificazione, dimostrino di avere specifiche esigenze di lavoro, di salute o comunque motivi urgenti.

Il governatore Attilio Fontana ha emanato due nuove ordinanze per specificare ulteriori misure anticontagio. Bar e ristoranti, oltre a veder limitato il proprio orario sia dall’ultimo Dpcm (chiusura a mezzanotte), sia dal coprifuoco, dovranno mettere un cartello all’ingresso per indicare la capienza massima del locale. Dovranno, inoltre, attrezzarsi per evitare assembramenti, garantendo il metro di distanza tra i tavoli. Le medie e grandi strutture devono prendere prenotazioni.

Nei bar, dalle 18, la consumazione sarà possibile solo al tavolo. Dalle 18 alle 5 chiusura dei distributori automatici h24; nella stessa fascia oraria, vietato consumare cibo in strada. I centri commerciali resteranno chiusi nei weekend, eccetto i negozi che vendono alimentari e medicinali. Stop a fiere e sagre. Sospese tutte le gare di sport di contatto dilettantistici.

Per le scuole superiori torna la didattica a distanza, «fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali», dal 26 ottobre. Tutti gli istituti secondari di secondo grado lombardi, quindi, dovranno attrezzarsi. Consentite in presenza solo le attività che si svolgono in laboratori scolastici e per le quali varranno le precauzioni finora adottate, come gli ingressi scaglionati.

Campania

La Regione governata da Vincenzo De Luca si è allineata subito alla richiesta di coprifuoco della Lombardia al Governo. Regole analoghe, quanto all’obbligo di restare in casa di notte: vietato uscire dalle 23 alle 5, salvo comprovate necessità da sottoscrivere con autocertificazione. Il divieto scatterà un giorno dopo rispetto alla Lombardia: il 23 ottobre e fino al 13 novembre.

Previsto in più anche un divieto di spostarsi in altre province del territorio regionale, se non c’è un motivo valido, che dovrà essere indicato con autocertificazione da portare con sé ed esibire alle forze dell’ordine in caso di controllo. Scuole chiuse: riapriranno il 30 ottobre.

Lazio

Anche la Regione amministrata da Nicola Zingaretti si dota di una disciplina più stringente, contro la movida selvaggia che fa crescere i contagi. Non siamo ai livelli di circolazione di Lombardia e Campania ma, proprio per questo, la Regione vuole intervenire adesso, in un’ottica di prevenzione. Sarà coprifuoco su tutto il territorio laziale, dalle 24 alle 5, a partire dal 23 ottobre e per tutto il mese successivo.

A parte il fatto di concedere un’ora in più di libera uscita, allineandosi alle limitazioni orarie per bar e ristoranti dell’ultimo Dpcm, l’ordinanza del governatore del Lazio, già pronta e che dovrebbe essere firmata in serata, ricalca quelle di Lombardia e Campania: servirà l’autocertificazione per uscire di casa nell’orario indicato e lo si potrà fare solo per le urgenze già indicate.

Il provvedimento prevede anche disposizioni su scuole e università, a decorrere dal 26 ottobre. Bisognerà garantire una riduzione delle presenze all’università fino al 75% (matricole a parte) e nei licei fino al 50% (tranne gli studenti al primo anno), organizzandosi con la didattica a distanza.

Liguria

Qui, il coprifuoco non sarà regionale ma locale e non si tradurrà in un divieto tout court di uscire di casa. I sindaci individueranno delle singole zone alle quali applicare le restrizioni. Genova, per esempio, ne ha selezionate quattro, quelle in cui in genere c’è maggiore possibilità di assembramenti.

In queste aree, dalle 21 alle 6, sarà possibile circolare solo se si va in uno specifico bar/ristorante o se si sta tornando a casa. Quello che è proibito fare è sostare nello stesso luogo all’aperto in più di una persona in questa fascia oraria. A livello regionale, l’ordinanza che il governatore regionale Giovanni Toti firmerà lunedì prevede un divieto totale di assembramento su tutto il territorio regionale e lo stop alle manifestazioni in tutta la Liguria.

Quanto alla scuola, didattica a distanza al 50% nelle superiori, a partire dal 26 ottobre.

Piemonte

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha già annunciato di volersi allineare alla Lombardia, nella chiusura dei centri commerciali nel fine settimana (eccetto farmacie e negozi di cibo e generi di prima necessità). I locali pubblici dovranno abbassare le saracinesche entro mezzanotte.

Anche qui scatta la didattica a distanza al 50% come in Liguria, sempre da lunedì, ma solo per le classi superiori dalla seconda alla quinta. L’altro 50% delle lezioni sarà in presenza.



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