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Notifica cartella a contribuente irreperibile: le ricerche

21 Dicembre 2020 | Autore:
Notifica cartella a contribuente irreperibile: le ricerche

La distinzione tra irreperibilità relativa ed assoluta: quali informazioni occorre acquisire per dimostrare che il destinatario è sconosciuto all’indirizzo.

Per notificare validamente una cartella esattoriale occorre eseguire una particolare procedura, che richiede alcuni adempimenti in più quando il contribuente destinatario dell’atto risulta irreperibile.

Il caso è piuttosto frequente: ci sono persone che cambiano domicilio o lasciano la propria residenza senza comunicarlo, o società che spariscono lasciando solo una targhetta al vecchio indirizzo e, talvolta, nemmeno quella.

In tali casi, la notifica della cartella al contribuente irreperibile può comunque perfezionarsi ma tra le condizioni richieste ce n’è una che è piuttosto evanescente, perché la legge non ne fissa esattamente i contenuti: si tratta delle ricerche da effettuare a cura del notificatore (ufficiale giudiziario, messo o postino) presso l’indirizzo di recapito.

Ora, la Cassazione con una nuova sentenza ha indicato come devono avvenire queste ricerche ed in che modo devono essere documentate perché la notifica compiuta abbia validità; altrimenti dovrà essere dichiarata nulla.

L’irreperibilità

Quando il destinatario è temporaneamente assente dal proprio indirizzo di residenza anagrafica o domicilio fiscale e il consegnatario non trova nessuna delle persone abilitate a ricevere la corrispondenza (familiari conviventi, persone addette alla casa, portiere o vicini) si ha una situazione di irreperibilità relativa e la notifica della cartella esattoriale richiede una particolare procedura.

Prima di esporla, precisiamo che questa irreperibilità relativa riguarda chi è solo momentaneamente assente dal proprio recapito, ma continua a vivere (o ad operare, se si tratta di una società o un altro soggetto che esercita attività imprenditoriale o professionale) in quel luogo. Se invece il soggetto si è trasferito ma non lo ha comunicato ufficialmente, si rientra nei casi di irreperibilità assoluta, che prevedono una procedura di notificazione degli atti meno garantita per il destinatario.

La notifica agli irreperibili

Nel caso di irreperibilità relativa, il messo notificatore o l’ufficiale giudiziario deve lasciare un avviso alla porta, o nella buca delle lettere, per il ritiro del plico presso la casa comunale; se la notifica viene effettuata dal portalettere, l’analogo avviso conterrà l’invito a ritirare l’atto presso l’ufficio postale. Il destinatario dovrà anche essere notiziato di ciò attraverso la spedizione di una seconda lettera raccomandata informativa (per approfondire leggi “Notifica cartella per irreperibilità relativa“).

Nei casi di irreperibilità assoluta tali adempimenti non sono evidentemente possibili, perché quell’indirizzo non risulta più valido. Perciò l’ufficiale giudiziario depositerà direttamente l’atto presso la casa comunale ed il postino presso il proprio ufficio postale. L’avviso sarà affisso nell’albo del Comune. La notifica a persona irreperibile si perfeziona, sia per il mittente sia per il destinatario, solo dopo l’effettuazione di questi adempimenti.

Le ricerche dell’irreperibile

Per le notifiche degli atti tributari la legge [1] in parziale deroga alla normativa civilistica [2], dispone che, quando nel Comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non c’è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito [3], in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del Comune (per le persone quello dell’ultima residenza e per le società, quello del loro domicilio fiscale) e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita dopo 8 giorni.

Ma per arrivare a questo passaggio occorre che il notificatore non abbia reperito il contribuente perché si è trasferito in luogo sconosciuto: questo accertamento richiede l’effettuazione delle ricerche dell’irreperibile. Altrimenti, non potranno essere “saltati”, cioè omessi, gli adempimenti previsti per la notifica in caso dell’irreperibilità solo relativa e non assoluta [4].

Ma come vanno eseguite queste ricerche? Il notificante dovrà assumere informazioni in loco dalle eventuali persone presenti e disponibili a fornirle. E riporterà il resoconto nella relata di notificazione. Inoltre dovranno essere effettuate ricerche documentali nel Comune del luogo di notifica, per accertare che non vi sia stato un semplice cambio di indirizzo all’interno del territorio comunale, che risulterebbe negli archivi anagrafici.

Notifica all’irreperibile: quando è nulla

Non è sufficiente, però, che il notificatore si limiti a dichiarare, con una formula di stile, di aver «assunto informazioni presso i vicini e attraverso pubblici registri». Questa espressione è troppo generica e non fa capire quali siano state le informazioni acquisite e gli esiti ottenuti. Anche la Corte di Cassazione, con una nuova pronuncia [5], ha ritenuto nulla la notifica della cartella esattoriale al contribuente irreperibile se il notificante si è limitato a chiedere notizie ai vicini, senza fare ricerche più accurate.

Il caso riguardava una società che aveva cambiato sede. Nei suoi confronti era stata adottata la più snella procedura di notificazione prevista per i casi di irreperibilità assoluta, ma la Suprema Corte ha ritenuto che questa circostanza non poteva essere affermata in base ai dati acquisiti dal notificante ed enunciati nella sua relazione di notificazione.

Le modalità di ricerca dell’irreperibile

Perché il notificante possa discostarsi dallo schema di notificazione agli irreperibili relativi – afferma il Collegio – «è necessario che abbia acquisito, in base a ricerche (pur limitate alle modalità dettate dalla ordinaria diligenza) il ragionevole convincimento che l’assenza dipenda da un trasferimento o comunque dall’assenza di un attuale collegamento tra il recapito disponibile ed il destinatario dell’atto».

Dunque – prosegue la sentenza – «la relazione non potrà limitarsi ad attestare genericamente la “irreperibilità”, perché tale circostanza in sé è insita in entrambe le ipotesi, ma dovrà indicare, pur sinteticamente, puntuali elementi di conoscenza acquisiti in loco, che rendano l’assenza del destinatario, ragionevolmente, non temporanea».

Quindi, la Suprema Corte sottolinea la necessità che «l’operatore dia espresso conto delle ricerche effettuate nella loro specificità». Invece, nel caso deciso, mancava proprio l’indicazione delle specifiche circostanze che avrebbero dovuto attestare perché il destinatario dell’atto risultasse sconosciuto all’indirizzo. Da qui la declaratoria di nullità della cartella esattoriale che era stata notificata con tali insufficienti modalità.

Leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

[2] Art. 143 Cod. proc. civ.

[3] Previsto dall’art. 140 Cod. proc. civ.

[4] Cass. sent. n. 1440 del 22 gennaio 2013.

[5] Cass. ord. n. 22893 del 21 ottobre 2020.


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