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Anticipo del pensionamento per invalidità

22 Dicembre 2020 | Autore:
Anticipo del pensionamento per invalidità

Ape sociale, pensione precoci, assegno ordinario, inabilità: quali prestazioni per gli invalidi che vogliono anticipare l’uscita dal lavoro?

Più si va avanti con gli anni, più lo svolgimento dell’attività lavorativa diventa pesante: questo vale, ancora di più, per gli invalidi, cioè per coloro che, a causa di una patologia o di una menomazione, hanno una capacità di lavoro ridotta.

Si può allora ottenere un anticipo del pensionamento per invalidità? La risposta è positiva: l’attuale normativa in materia previdenziale contempla diverse agevolazioni per gli invalidi che desiderano anticipare l’uscita dal lavoro. Per ottenere le agevolazioni economiche previdenziali, però, sono previsti dei requisiti assicurativi minimi: in parole più semplici, l’interessato deve essere un lavoratore assicurato presso l’Inps e possedere un minimo di annualità di contribuzione accreditate presso l’istituto, per accedere ai benefici economici.

Sono comunque previste delle prestazioni economiche assistenziali per gli invalidi, per le quali non è richiesto il versamento di un minimo di contributi, ma è richiesto il rispetto da parte del beneficiario di determinati requisiti di reddito. In questo caso, parliamo però di assistenza e non di previdenza: la distinzione è importante, perché mentre l’assistenza spetta potenzialmente a tutti i cittadini (italiani, comunitari ed extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di almeno un anno, residenti stabilmente in Italia), purché in stato di bisogno, le prestazioni di previdenza spettano invece ai soli assicurati, al verificarsi di determinate condizioni.

È differente anche la valutazione dell’invalidità, quale requisito necessario per l’accesso alle prestazioni di assistenza o di previdenza.

Quale invalidità per l’anticipo della pensione?

La possibilità di anticipare il pensionamento non dipende dalle singole patologie o dalle singole menomazioni dell’interessato, quant’anche risultino certificate, ma dall’eventuale riconoscimento dell’invalidità, riconoscimento che solo l’apposita commissione medica Asl- Inps designata può effettuare.

A poco serve, peraltro, conoscere le singole percentuali d’invalidità civile o lavorativa- ordinaria [1] ricollegate alla patologia o alla menomazione da apposite tabelle (vedi Elenco delle patologie invalidanti riconosciute dall’Inps): l’invalidità, che consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, viene infatti valutata nel suo complesso e non può essere determinata con una mera sommatoria di percentuali.

Nel dettaglio, bisogna distinguere tra invalidità civile e invalidità ordinaria, detta anche lavorativa o pensionabile: la prima, difatti, consiste nella riduzione della capacità lavorativa generica, mentre in relazione all’invalidità ordinaria bisogna valutare la capacità di lavoro in attività e mansioni confacenti alle attitudini ed alle esperienze dell’interessato. Può essere inoltre riconosciuta l’invalidità specifica, che riguarda solo determinate mansioni e gli iscritti a particolari fondi di previdenza.

L’invalidità non va confusa con l’handicap, che è lo svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. A seguito del riconoscimento dell’handicap possono spettare differenti benefici, la maggior parte dei quali è riconosciuta dalla legge 104 [2], la legge quadro in materia di disabilità (vedi: Guida completa alla legge 104).

Come chiedere il riconoscimento dell’invalidità?

Se il lavoratore lamenta diverse gravi patologie o ha delle gravi menomazioni, deve innanzitutto domandare il riconoscimento dell’invalidità civile, attraverso il servizio Inps “Domanda d’invalidità– accertamento dei requisiti sanitari” (per l’accesso, se non si ha dimestichezza con i servizi web, ci si può far assistere da un patronato o da un’associazione, oppure dal contact center dell’Inps).

Per inoltrare domanda di invalidità, l’interessato ha comunque bisogno di un certificato introduttivo da parte del proprio medico curante, nel quale si descrivano le patologie e si richieda il riconoscimento dell’invalidità civile, nonché di uno o più handicap, se sussistenti.

A seguito della domanda, l’interessato è valutato da un’apposita commissione medica, che può emettere il verbale di riconoscimento dell’invalidità e di ulteriori condizioni (vedi: Domanda d’invalidità e legge 104)

Pensioni ed agevolazioni per invalidi civili dal 74%

Qualora all’interessato sia riconosciuta un’invalidità civile almeno pari al 74%, verificati determinati requisiti amministrativi sussiste il diritto di ricevere l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, pari a 286,81 euro mensili, se il reddito annuo non supera 4.926,35 euro annui. Per approfondire, leggi: Pensione di invalidità civile.

Inoltre, con la stessa percentuale d’invalidità civile l’interessato può accedere all’Ape sociale (un’indennità di sostegno al reddito pari all’importo della futura pensione, con un tetto massimo di 1500 euro mensili, spettante sino al compimento all’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, pari attualmente a 67 anni) a 63 anni, con un minimo di 30 anni di contributi.

Ad oggi, in base a quanto disposto nel disegno di legge di bilancio 2021, l’anticipo pensionistico spetta soltanto a coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Qualora l’interessato risulti un lavoratore precoce, cioè in possesso di almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento di 19 anni di età, con un’invalidità civile almeno del 74% può accedere alla pensione anticipata precoci [3], una volta raggiunti 41 anni di contributi. Questa misura, a differenza dell’Ape sociale, è strutturale, cioè permanente, non ha necessità di essere prorogata.

Agevolazione contributiva per invalidi civili dal 75%

Nell’ipotesi in cui al lavoratore sia riconosciuta un’invalidità del 75% o superiore, spetta anche il riconoscimento di due mesi di contributi figurativi aggiuntivi ogni 12 mesi di effettivo lavoro, ma soltanto per lo svolgimento di attività subordinata e non autonoma.

Pensione per invalidità civile del 100%

Qualora sia riconosciuta un’invalidità civile del 100%, l’interessato può aver diritto alla pensione d’inabilità civile, pari, come l’assegno di assistenza, a 286,81 euro mensili, con un reddito personale annuo non superiore a 16.982,49 euro. I 286,81 euro mensili sono integrabili a 651,51 euro al mese (incremento al milione), sulla base di requisiti di reddito differenti. Per approfondire: Pensione di inabilità civile.

Come chiedere le prestazioni economiche per invalidi civili

Nel caso in cui, a seguito del riconoscimento dell’invalidità civile, spetti l’assegno di assistenza o la pensione di inabilità civile, l’interessato può chiedere la prestazione economica direttamente online presso il sito dell’Inps, tramite il call center dell’istituto o tramite patronato, compilando il modulo AP70, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”.

Pensioni per invalidità ordinaria

L’invalido può inoltre domandare le seguenti prestazioni previdenziali, non collegate però all’invalidità civile ma all’eventuale riconoscimento dell’invalidità pensionabile (per richiedere l’accertamento sanitario dall’apposita commissione medica, differente da quella deputata al riconoscimento dell’invalidità civile, è necessario inviare direttamente la richiesta della prestazione desiderata tramite patronato, o attraverso il servizio online dell’Inps “Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”):

  • assegno ordinario d’invalidità, con un’invalidità lavorativa- pensionabile superiore ai due terzi: calcolato allo stesso modo della pensione, senza riconoscimento di eventuali maggiorazioni, l’assegno ordinario spetta, presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps, con un minimo di 5 anni di contributi, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio; non è richiesta un’età minima per il riconoscimento della prestazione, che è ridotta per chi percepisce redditi di lavoro (per approfondire, leggi Guida all’assegno ordinario d’invalidità);
  • pensione per inabilità ordinaria: la prestazione spetta solo se è riconosciuta un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa ed è totalmente incompatibile col lavoro, o con la sola iscrizione presso albi o elenchi; sulla pensione, calcolata allo stesso modo delle pensioni dirette, spetta una maggiorazione sino a un massimo di 40 anni di contribuzione; l’anzianità contributiva maturata viene difatti incrementata (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali- ossia 40 anni di contribuzione) dal numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza della pensione e il compimento di 60 anni di età sia per le donne sia per gli uomini, a seguito dell’introduzione del sistema contributivo per le anzianità maturate dal 2012 in poi.

Accompagnamento

Non vi sono ulteriori prestazioni economiche ricollegate al riconoscimento dell’invalidità, tolto l’assegno di accompagnamento, pari a 520,29 euro al mese, spettante però se, oltre all’invalidità civile del 100%, è anche riconosciuta la non autosufficienza, intesa come impossibilità permanente di compiere gli atti della vita senza assistenza o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore. Per approfondire, leggi l’articolo: Indennità di accompagnamento.

Prestazioni economiche Inail

Bisogna infine osservare che, qualora l’invalidità derivi da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale, l’Inail può riconoscere diverse prestazioni economiche, come l’indennizzo per danno biologico o la rendita per inabilità permanente ed assoluta.

È necessario considerare, però, che la dimostrazione della causa lavorativa della malattia, se questa non è ricondotta all’attività svolta da apposite tabelle (cioè se non si tratta di una malattia tabellata) risulta nel concreto molto difficile.

Peraltro, secondo quanto previsto dalla legge [4], l’azione per ottenere le prestazioni dall’Inail si prescrive nel termine di tre anni dal giorno dell’infortunio o da quello della manifestazione della malattia professionale. Per saperne di più: Infortunio e malattia, che cosa paga l’Inail?

Reddito di cittadinanza

Qualora non sia riconosciuta un’invalidità in misura sufficiente per conseguire una prestazione economica e l’interessato non abbia compiuto l’età pensionabile (attualmente apri a 67 anni), è sempre possibile domandare il reddito di cittadinanza: i requisiti economici previsti sono piuttosto severi, trattandosi di una prestazione di assistenza; inoltre, devono essere verificati nei confronti di tutti i membri del nucleo familiare. Per sapere chi ha diritto a questo sussidio, consulta la nostra Guida al reddito di cittadinanza.


note

[1] L. 222/1984.

[2] L. 104/1992.

[3] Art. 1 Co. 199 L. 232/2016.

[4] Art. 112 T.U. 1124/1965.


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2 Commenti

  1. Vorrei una spiegazione se io sono un invalido al 100% vorrei sapere come mai le mie 286.00€ non e’ stata integrata alle 651.00€ mi potrebbe dare un spiegazione, cosa significa pensione inabilità civile grazie per la vostra risposta

    1. La pensione d’inabilità civile nel 2021 è pari a 287,09 euro; l’ammontare mensile spettante agli invalidi civili totali è uguale a quello spettante agli invalidi civili parziali. La legge garantisce a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano di redditi su base annua pari o superiori a 8.469,63 euro annui, un assegno pari a 651,51 euro mensili (i valori esposti si riferiscono agli adeguamenti 2020 e valgono anche per il 2021). I limiti reddituali sono differenti se il richiedente è coniugato. A coloro il cui reddito annuo risulta nella fascia tra 8.469,63 e 16.982,49 euro è garantita comunque la pensione d’inabilità civile da 287,09 euro. Per ulteriori informazioni, leggi il nostro articolo “Pensione d’inabilità civile 2021”. Per sottoporre il tuo caso specifico agli specialisti del nostro sito, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

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