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Chi sono i lavoratori parasubordinati?

20 Dicembre 2020
Chi sono i lavoratori parasubordinati?

Esistono alcune tipologie di rapporto di lavoro che hanno alcune caratteristiche proprie del lavoro autonomo ed altre tipiche del lavoro subordinato.

Hai ricevuto un’offerta di lavoro. La società, tuttavia, non ti ha proposto un contratto di lavoro subordinato ma un contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Vuoi sapere quali sono le principali caratteristiche di questa tipologia contrattuale.

L’attività di lavoro può essere prestata dal lavoratore sotto diverse forme contrattuali. La tipologia contrattuale più diffusa è, senza dubbio, il contratto di lavoro subordinato. Quando, invece, il lavoratore è libero di decidere le modalità di svolgimento della prestazione, la tipologia contrattuale di riferimento è il lavoro autonomo.

Tra i due tipi negoziali dell’autonomia e della subordinazione si collocano le prestazioni riconducibili alla cosiddetta parasubordinazione. Ma chi sono i lavoratori parasubordinati? Si tratta di una tipologia contrattuale a metà strada tra il lavoro autonomo ed il lavoro subordinato che è stata, soprattutto negli anni 90, oggetto di forti abusi.

Proprio per questo, la normativa più recente fissa dei limiti stringenti per l’utilizzo di tale tipologia di contratto.

Parasubordinazione: cosa si intende?

Nel mondo del lavoro, è presente una netta linea di divisione tra i rapporti di lavoro autonomo e i rapporti di lavoro subordinato.

Il lavoratore autonomo [1] si impegna a fornire un servizio o a realizzare un’opera a favore del committente restando, tuttavia, libero di decidere le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Il lavoratore subordinato [2], invece, si mette a disposizione dell’imprenditore e si impegna ad eseguire la prestazione di lavoro nel rispetto delle direttive, degli ordini e delle istruzioni ricevute.

Ci sono, tuttavia, dei rapporti di lavoro che si pongono a metà strada tra l’autonomia e la subordinazione. Si tratta, in particolare, di tutti quei rapporti lavorativi in cui sussistono alcuni elementi distintivi del rapporto di lavoro autonomo ed alcuni elementi che, invece, sono riconducibili al rapporto di lavoro subordinato. Tali rapporti vengono detti rapporti di lavoro parasubordinato.

Parasubordinazione: la disciplina applicabile

Il principale contratto relativo all’area della parasubordinazione è il contratto di collaborazione coordinata e continuativa [3]. Si tratta di un rapporto di lavoro nel quale il collaboratore si impegna a collaborare con il committente, in maniera continuativa nel tempo, ed a coordinarsi con lui per definire le modalità di svolgimento dell’incarico.

Come noto, nel nostro ordinamento, la disciplina di tutela prevista per il lavoro dipendente si applica solo ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato.

Tanto per fare alcuni esempi, la normativa contro il licenziamento illegittimo, la disciplina delle ferie e dell’orario di lavoro, l’applicazione dei minimi salariali previsti dai contratti collettivi, etc. sono delle garanzie applicabili solo ai lavoratori dipendenti e dalle quali, quindi, restano esclusi i lavoratori parasubordinati.

Nel corso del tempo, tuttavia, il legislatore ha offerto anche ai lavoratori parasubordinati una serie di tutele, in particolare in materia di maternità, malattia, disoccupazione involontaria, infortunio.

Collaborazioni etero-organizzate: cosa sono?

I contratti di lavoro parasubordinato sono stati, spesso, oggetto di abusi da parte del datore di lavoro. In particolare, frequentemente, il lavoratore veniva assunto con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa ma era chiamato, nel concreto, a svolgere le stesse mansioni di un lavoratore subordinato.

Tale pratica si pone in contrasto con il principio di indisponibilità del tipo negoziale. Secondo l’insegnamento della Corte Costituzionale [4], infatti, le parti del rapporto di lavoro non possono qualificare a proprio piacimento la relazione contrattuale tra di esse intercorrente.

Se, nel suo concreto svolgimento, il rapporto ha le caratteristiche della subordinazione, si dovrà applicare necessariamente la normativa sul contratto di lavoro subordinato.

Ne consegue che, se il lavoratore è stato assunto con contratto di lavoro parasubordinato ma è stato, nel concreto, adibito ad attività di lavoro dipendente, egli potrà agire di fronte ad un giudice e chiedere la riqualificazione del rapporto parasubordinato in un rapporto di lavoro subordinato.

Inoltre, una norma introdotta dal Jobs Act nel 2015 [5] prevede che si applica automaticamente la disciplina del lavoro subordinato alle collaborazioni continuative in cui il committente organizza le modalità di svolgimento della prestazione, anche sotto il profilo del tempo e del luogo di lavoro.


note

[1] Art. 2222 e ss. cod. civ.

[2] Art. 2094 cod. civ.

[3] Art. 409, num. 3), cod. proc. civ.

[4] Corte Cost. n. 104/2006.

[5] Art. 2, D.lgs. 81/2015.


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