Diritto e Fisco | Articoli

Come tutelarsi dalle vessazioni sul lavoro?

20 Dicembre 2020
Come tutelarsi dalle vessazioni sul lavoro?

Spesso, l’ambiente di lavoro è fonte di frustrazione e di disagio per il lavoratore.

Da un po’ di tempo hai notato che i tuoi colleghi hanno cambiato atteggiamento nei tuoi confronti. Vieni sistematicamente escluso dalle riunioni e, in pausa pranzo, sei costretto a mangiare da solo. La tua capacità professionale viene frequentemente sminuita. Ricevi rimproveri continui e gratuiti. Ti senti vessato ed isolato. Vuoi sapere cosa puoi fare per tutelare i tuoi diritti.

Non sempre l’ambiente di lavoro è fonte di soddisfazione e di successo per la persona. Spesso, infatti, nel mondo del lavoro, si innescano delle dinamiche relazionali patologiche tra superiori gerarchici e lavoratori oppure tra colleghi pari-ordinati. Ciò avviene, ad esempio, quando un lavoratore è oggetto di vessazioni e angherie sul posto di lavoro. Che cosa fare in questi casi? Come tutelarsi dalle vessazioni sul lavoro?

La legge pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di assicurare ai lavoratori un ambiente di lavoro sano, scevro da rischi per la loro salute e sicurezza. Proprio per questo, se il lavoratore viene sistematicamente vessato e sviluppa un danno risarcibile, può chiedere il risarcimento al datore di lavoro.

Obbligo di sicurezza: cosa si intende?

Spesso, si pensa che i rischi derivanti dal luogo di lavoro siano solo gli infortuni e le malattie professionali.

Siamo, infatti, portati ad immaginare come rischiose e lesive della salute del lavoratore solo quelle attività che possono mettere in pericolo la salute fisica del dipendente. In realtà, l’ambiente di lavoro, spesso, non è solo fonte di rischi per la salute fisica del lavoratore ma anche per la sua salute psicologica.

Il datore di lavoro è considerato dalla legge il garante della salute e sicurezza dei dipendenti nei luoghi di lavoro [1]. Per questo, egli deve valutare tutti i rischi presenti nel luogo di lavoro e adottare tutte le misure necessarie per evitare che dall’ambiente di lavoro possano discendere delle lesioni della salute psico-fisica del dipendente.

Rientra tra questi obblighi anche la valutazione dei rischi ambientali e relazionali, come il rischio da stress lavoro-correlato e da mobbing.

Vessazioni sul lavoro: cosa fare?

Come abbiamo detto, spesso, la principale minaccia per la salute del dipendente non è determinata dal rischio di cadere o di farsi male sul lavoro ma deriva dai comportamenti assunti dai superiori gerarchici o dai colleghi che possono, attraverso vessazioni, angherie, insulti e sottovalutazione, arrecare un danno al lavoratore che ne è vittima.

In alcuni casi, le condotte poste in essere dal superiore gerarchico o dai colleghi assumono i caratteri del mobbing. Ciò avviene quando le vessazioni perdurano per un arco di tempo prolungato e sono finalizzate ad estromettere il dipendente dal contesto aziendale. In questi casi, il lavoratore può, innanzitutto, rivolgersi al datore di lavoro e far presente la problematica che sta vivendo, chiedendo che venga immediatamente cessata la pratica del mobbing a tutela della propria salute.

Vessazioni sul lavoro: il danno risarcibile

Se, tuttavia, il datore di lavoro non pone rimedio alla situazione prospettata dal dipendente si può ipotizzare una responsabilità risarcitoria in capo all’azienda.

Essere vittima di vessazioni e mobbing, infatti, può determinare una lesione permanente all’integrità psicofisica del dipendente (danno biologico).

Occorre, infatti, considerare che chi subisce un simile trattamento può sviluppare patologie fisiche come:

  • colon irritabile;
  • tachicardia e innalzamento della pressione arteriosa;
  • problemi respiratori;
  • problemi allo stomaco;
  • patologie dermatologiche.

Inoltre, l’esposizione a vessazioni ed angherie produce patologie psico-sociali come:

Il lavoratore che abbia riportato un peggioramento del proprio stato di salute a causa delle vessazioni subite può rivolgersi ad un medico-legale e sottoporsi ad una perizia medico-legale volta a quantificare la percentuale di danno biologico subito.

Attraverso le tabelle redatte dai Tribunali di Roma e Milano è possibile quantificare economicamente la lesione subita. Infatti, attraverso tali tabelle, il danno biologico viene quantificato sotto il profilo economico attraverso criteri come:

  • la percentuale di danno biologico;
  • l’età anagrafica del danneggiato.

Se il datore di lavoro non ha adempiuto al suo obbligo di sicurezza e ha, di fatto, posto le condizioni affinché le condotte mobbizzanti potessero realizzarsi, il lavoratore potrà chiedere il risarcimento del danno all’azienda.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube