Cronaca | News

Covid: possibile dietrofront sulle scuole superiori

22 Ottobre 2020
Covid: possibile dietrofront sulle scuole superiori

È scontro sul ritorno alla didattica a distanza. La ministra Azzolina scrive al presidente della Regione Lombardia. Oggi, l’incontro tra Fontana e i sindaci. 

Una lettera ad Attilio Fontana, governatore lombardo, dalla ministra della Pubblica istruzione. Lucia Azzolina non ci sta a vedere nuovamente le scuole chiuse a poco più di un mese dalla travagliata riapertura. Per questo, ha scritto una lettera al governatore della Regione Lombardia che, con un’ordinanza, ha previsto l’obbligo della didattica a distanza (dad) a partire dal 26 ottobre per tutti gli istituti superiori del territorio.

«In una fase così complessa per la nazione, desidero invitarla a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte – scrive Azzolina a Fontana – per trovare soluzioni differenti da quella adottata, nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini e del diritto allo studio dei nostri studenti e delle nostre studentesse».

Nei giorni scorsi, la ministra aveva più volte insistito sul fatto che l’escalation dei contagi non interessi il mondo della scuola: gli studenti che contraggono il Coronavirus continuano a essere pochi, circa 1.600 su tutto il territorio nazionale, vale a dire poco più dell’1% degli attuali 155.442 positivi.

Nella lettera a Fontana, ha sottolineato come l’obbligo della dad per i liceali e gli studenti degli istituti tecnici lombardi sia «un’imposizione che non tiene conto delle specificità dei contesti territoriali e degli enormi sforzi compiuti da tutta la comunità scolastica, a cui va il mio ringraziamento, per garantire il corretto avvio e l’ordinario svolgimento dell’anno scolastico».

Se la Lombardia ha previsto un ritorno indiscriminato alla dad per tutte le scuole secondarie superiori, in altre Regioni sono stati presi provvedimenti meno drastici. Sospesa anche in Puglia la didattica in presenza alle superiori, ma solo per gli studenti dell’ultimo triennio, da lunedì al 13 novembre.

Il Lazio, invece, ha disposto una riduzione delle presenze degli studenti universitari e delle superiori, rispettivamente del 75% e del 50%. Anche Liguria e Piemonte sono orientate alle lezioni da remoto, che interesseranno, però, solo la metà degli studenti delle superiori.

La ministra Azzolina non è l’unica che si oppone allo stop alle lezioni in presenza in Lombardia. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala si dice contrario; oggi, incontrerà Fontana e altri sindaci della regione per discutere delle decisioni prese sulla scuola. «In questo momento non ha senso – ha detto il primo cittadino di Milano in un’intervista a Rtl -. Bisogna alternare didattica a distanza e presenza nelle scuole».

Il web si è mobilitato lanciando una petizione su change.org: «No alla didattica a distanza (dad) per le scuole superiori della Lombardia». Una scelta non apprezzata nemmeno dagli studenti: a Rho (Milano), i collettivi di Majorana, Rebora e Cannizzaro si stanno mobilitando per scendere in piazza domani. Propongono, tra l’altro, di mettere a disposizione delle scuole i tanti, grandi spazi vuoti che ci sono in città.



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