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Posso bere alcol dopo cortisone

24 Dicembre 2020 | Autore: Alessia Pelella
Posso bere alcol dopo cortisone

Cos’è e come viene utilizzato in ambito farmacologico. Quali sono gli effetti collaterali del cortisone e la sua interazione con gli alcolici.

Ti è stata prescritta una cura farmacologica a base di cortisone? Molto probabilmente sarai curioso su cosa sia il cortisone e quali siano i suoi principali effetti. Premettendo che sia sempre meglio rivolgersi al proprio medico di base il quale conosce tutta la situazione clinica, in questo articolo cercherò di spiegarti in modo dettagliato che cosa sia il cortisone e perché spesso viene prescritto, assieme ai suoi effetti collaterali. Inoltre è probabile che tu ti stia chiedendo: «Posso bere alcol dopo cortisone?». In questo articolo ti illustrerò le interazioni tra farmaci e alcolici e in modo più specifico tra cortisone e alcol.

Cos’è il cortisone?

Il cortisone è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, anche dette surreni, situate sulle estremità superiori di ciascun rene, le quali sono importanti per l’attività del nostro corpo in quanto responsabili della secrezione di diversi ormoni fondamentali per lo svolgimento di numerose funzioni del nostro organismo, tra cui appunto il cortisone, il quale viene secreto direttamente all’interno del sangue.

I surreni secernono cortisone durante situazioni di stress in quanto è in grado di elevare la pressione arteriosa e preparare il corpo alla reazione “di lotta o fuga”, una reazione fisiologica che si presenta in risposta ad un avvenimento percepito come pericoloso per la propria incolumità. Questo ormone, assieme alla noradrenalina, adrenalina e dopamina influenzano il modo in cui gli organismi reagiscono a situazioni di stress

Per cosa viene utilizzato il cortisone?

Il cortisone viene spesso utilizzato in ambito farmaceutico per il suo effetto antinfiammatorio e immunosoppressore, ovvero in grado di inibire la risposta immunitaria (utile per scongiurare il rigetto a seguito di un trapianto di organi). Viene utilizzato per gravi allergie, sclerosi multipla, problematiche della pelle, asma, artrite e altri numerosi disturbi.

Si trova generalmente destinato all’uso topico, orale, inalatorio, oftalmico o in preparazioni da iniettare ed è utilizzato come palliativo per svariate malattie autoimmuni, infiammatorie e allergiche di cui quindi ne allevia soltanto il dolore.

Tipi di farmaci contenenti cortisone

Il cortisone è presente in varie molecole, vediamone le principali:

  • cortisone (ad esempio nel Cortone acetato®);
  • desametasone (nel Decadron®);
  • idrocortisone (nel Flebocortid®);
  • metilprednisolone (nel Medrol®);
  • flunisolide (nel Forbest®);
  • betametasone (nel Bentelan®);
  • prednisone (nel Deltacortone®);
  • beclometasone (nel Clenil®).

Effetti collaterali del cortisone

Soprattutto per quanto riguarda terapie effettuate per un periodo di tempo prolungato, possono presentarsi i seguenti effetti collaterali:

  • aumento dell’appetito con conseguente aumento di peso;
  • mal di testa e/o capogiri;
  • aumento della glicemia e della ritenzione idrica (per questo è consigliata una dieta povera di zuccheri e di sale durante una terapia a lungo termine con il cortisone);
  • aumento della sudorazione;
  • insonnia (sarebbe bene infatti ridurre l’assunzione di altri stimolanti come caffeina o nicotina per favorire un sonno regolare);
  • osteoporosi, il cortisone causa un aumento della perdita di massa ossea, sarebbe quindi bene integrare sia il calcio che la vitamina B;
  • peggioramento dell’acne;
  • glaucoma;
  • cataratta;
  • sbalzi di umore legati anche alla difficoltà all’addormentamento;
  • difficoltà digestive;
  • ridistribuzione del grasso con tendenza al suo accumulo sull’addome e sul viso;
  • ritardo nella crescita in bambini e adolescenti.

Si può avere astinenza da cortisone?

La dose di cortisone da assumere varia in base alla patologia da trattare nel paziente, generalmente una dose più elevata comporta un’efficacia più spiccata.

Tuttavia l’assunzione di cortisone per un periodo di tempo prolungato può indurre le ghiandole surrenali a produrre meno ormoni steroidei, perciò il dosaggio andrebbe ridotto gradualmente per consentire ai surreni di ripristinare la loro fisiologica funzione e scongiurare un aggravamento della malattia per il quale era stato prescritto il medicinale.

Bisogna prestare molta attenzione ed evitare di modificare la dose o interrompere bruscamente il farmaco: se la dose viene ridotta troppo rapidamente, è possibile accusare tipici sintomi quali il sentirsi stanchi, doloranti e confusi.

Inoltre, durante l’assunzione di una dose ridotta di cortisone, potrebbero presentarsi sintomi tipici dell’astinenza da cortisone. Tra questi ci sono:

  • stanchezza
  • depressione
  • difficoltà respiratorie
  • dolore muscolare e/o articolare

La presenza di tali sintomi è totalmente normale, ma qualora dovessero peggiorare, oppure i sintomi della malattia dovessero ripresentarsi, contatta immediatamente un medico.

Si può bere alcol dopo l’assunzione di farmaci?

Ti potresti chiedere se durante una cura con dei farmaci sia possibile assumere una determinata quantità di alcol. Purtroppo, la risposta non è così immediata poiché dipende da molti fattori come la dose del farmaco, quant’è lungo il periodo della cura e quanto alcol si beve.

Tuttavia, in generale, se la dose del farmaco è piuttosto ridotta e non si sta effettuando una cura a lungo termine, bere una piccola quantità di alcol non dovrebbe causare alcun disturbo. Dettò ciò è bene essere consapevoli del perché si sconsiglia di assumere alcol durante una cura farmacologica. Vediamone i motivi.

L’assunzione regolare di alcol aumenta l’attività degli enzimi del fegato, per questo l’alcol può interferire in vari modi con l’assorbimento del farmaco poiché il fegato, organo deputato alla metabolizzazione di entrambi, viene sovraccaricato.

L’alcol può, infatti, aumentare gli effetti collaterali del cortisone, dal momento che, essendo il fegato sovraccaricato, non è in grado di smaltire il medicinale e perciò esso permane nel sangue per troppo tempo, oppure può diminuire del tutto gli effetti del medicinale facendolo metabolizzare talmente velocemente dal fegato da non riuscire a raggiungere l’effetto desiderato.

L’interazione tra l’alcol e il farmaco può alterare considerevolmente le nostre percezioni e la nostra reazione (effetto che viene detto di depressione del sistema nervoso centrale) agli stimoli esterni, l’alcol quindi rafforzerebbe il potere sedativo del medicinale: si potrà dunque percepire un’eccessiva sonnolenza che infierisce con attività che richiedono un’estrema attenzione (ad esempio la guida).

Si può bere alcol dopo il cortisone?

Vediamo ora cosa succede nel caso particolare dell’assunzione di alcol in concomitanza con una cura cortisonica.

Sia il cortisone che l’alcol agiscono, come già accennato prima, da cosiddetti immunosoppressori: ciò significa che assumendo una delle due sostanze, il nostro corpo avrà difficoltà a combattere una qualche infezione; assumendole entrambe questa difficoltà sarà accentuata, rendendo il proprio corpo molto più vulnerabile alle infezioni.

Il cortisone può inoltre aumentare il livello glicemico all’interno del nostro sangue, effetto che si può ottenere anche bevendo dell’alcol a causa della presenza di zuccheri al suo interno, perciò bisogna tenere in considerazione il rischio di prendere peso quando si assumono entrambi, con possibilità di contrarre anche diabete. Infatti chi soffre già di diabete potrebbe aver bisogno di più insulina.

L’alcol e il cortisone possono irritare il tratto digestivo e causare ulcere peptiche (è consigliabile, infatti, assumere cortisone dopo aver mangiato un pasto completo). La combinazione dei due potrebbe essere fonte di problemi, soprattutto se si è già di per sé inclini a indigestione, bruciore di stomaco o qualsiasi altro disturbo dello stomaco.

Inoltre, il cortisone può far sì che le ossa si assottiglino diventando perciò più fragili, contribuendo all’insorgenza precoce dell’osteoporosi. Bere quantità eccessive di alcol per lunghi periodi durante l’assunzione di cortisone può aumentare il rischio di osteoporosi, dal momento che anche bere troppo alcol può ridurre la formazione delle ossa e aumentare la probabilità di apportarne fratture, a causa della mancanza di nutrienti all’interno dell’alcol.

Vantaggi del cortisone

In conclusione, i vantaggi del cortisone sono sicuramente molteplici, essendo un farmaco che agisce velocemente dopo la sua somministrazione e ciò lo rende spesso un farmaco in grado di salvare vite (un esempio lampante lo troviamo nelle reazioni allergiche che vengono facilmente bloccate dall’utilizzo di cortisone).

Tuttavia, i suoi vantaggi sono proporzionali ai suoi effetti collaterali, i quali sono appunto numerosi ed è quindi un bene consultare sempre un medico e farsi seguire dal suo consiglio su cosa mangiare o bere durante una cura cortisonica. Ma generalmente è importante tener presente che i suoi benefici sono superiori al rischio di eventuali effetti collaterali. Qualora questo farmaco venisse prescritto sbrigativamente senza un accurato studio della situazione clinica del paziente, è possibile incardinare una causa civile per ottenere il risarcimento danni, qualora se ne presentassero.



Di Alessia Pelella


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