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Si possono dare le dimissioni durante l’aspettativa?

24 Dicembre 2020
Si possono dare le dimissioni durante l’aspettativa?

In alcuni casi, il lavoratore può ottenere una sospensione del rapporto di lavoro al ricorrere di determinati presupposti.

Sei un lavoratore dipendente. Ti trovi in aspettativa non retribuita per gravi motivi familiari. Vorresti rassegnare le dimissioni e ti chiedi se è possibile il recesso dal rapporto di lavoro durante l’aspettativa.

La legislazione sul lavoro italiana prevede che, al ricorrere di determinate circostanze, il lavoratore possa richiedere al datore di lavoro un periodo di sospensione del rapporto di lavoro, con reciproco esonero dalle rispettive obbligazioni. Tale forma di “congelamento” del rapporto lavorativo viene detta aspettativa. Sono molti i quesiti che il lavoratore in aspettativa si pone. Alcuni lavoratori, ad esempio, si chiedono: «Si possono dare le dimissioni durante l’aspettativa?». La risposta è affermativa posto che la facoltà di recesso dal contratto di lavoro resta invariata anche se il lavoratore sta fruendo di un periodo di sospensione del rapporto di lavoro.

Che cos’è l’aspettativa?

Sono numerosi gli eventi della vita che possono determinare una temporanea impossibilità per il lavoratore di svolgere la prestazione di lavoro oggetto della lettera di assunzione.

Proprio per questo, in alcuni casi, la legge prevede la possibilità del dipendente di chiedere l’aspettativa. Dal punto di vista giuridico, l’aspettativa è un periodo di sospensione del rapporto di lavoro, con esonero delle parti dal rispetto delle reciproche obbligazioni previste dal contratto di lavoro. Durante l’aspettativa, dunque, il lavoratore è esonerato dallo svolgimento dell’attività di lavoro e il datore di lavoro non deve erogare la retribuzione al dipendente.

Le principali tipologie di aspettativa previste dal nostro ordinamento sono le seguenti:

  1. aspettativa per gravi motivi personali e/o familiari: può essere richiesta dal lavoratore pubblico e privato in caso di grave motivo personale o familiare per un periodo massimo di due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato [1];
  2. aspettativa per cariche elettive: i lavoratori che vengono eletti a ricoprire determinate cariche elettive (Sindaco, Presidente della Provincia, Presidente della Regione, assessore comunale, provinciale o regionale, membro del Parlamento nazionale o europeo) possono ottenere l’aspettativa non retribuita dal posto di lavoro;
  3. aspettativa per cariche sindacali: è prevista per i dirigenti delle organizzazioni sindacali;
  4. congedo parentale, per i lavoratori neo-genitori;
  5. congedo straordinario per l’assistenza di un familiare convivente con disabilità grave [2];
  6. ulteriori tipologie di aspettativa introdotte dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Con riferimento alle aspettative di fonte contrattuale collettiva, una delle forme più diffuse è l’aspettativa per malattia. Molti Ccnl, infatti, prevedono che il lavoratore assente per malattia, in prossimità del superamento del periodo di conservazione del posto di lavoro, possa chiedere un periodo di aspettativa non retribuita per malattia durante il quale continua a conservare il posto di lavoro.

Cosa sono le dimissioni?

Le dimissioni sono l’atto unilaterale recettizio con il quale il lavoratore comunica al datore di lavoro il recesso dal contratto di lavoro. Trattandosi di un atto recettizio, le dimissioni non devono essere accettate dal datore di lavoro ma si perfezionano nel momento stesso in cui entrano nella sfera giuridica del destinatario.

A differenza del licenziamento, che deve fondarsi necessariamente su una giusta causa o su un giustificato motivo, le dimissioni sono volontarie e libere, vale a dire, non devono essere motivate.

Il lavoratore, tuttavia, non può dimettersi in tronco ma deve attendere il periodo di preavviso di dimissioni previsto dal contratto collettivo di lavoro [3].

In caso di mancato rispetto del preavviso, il lavoratore potrà subire una trattenuta sulle spettanze finali pari all’importo della retribuzione relativa al periodo di preavviso (indennità sostitutiva di preavviso).

È possibile dimettersi durante l’aspettativa?

Anche durante un periodo di aspettativa, il lavoratore ha sempre la possibilità di recedere dal rapporto di lavoro, rassegnando le dimissioni.

Il fatto che il rapporto di lavoro si trovi in un periodo di sospensione, infatti, non esclude la facoltà del dipendente di dimettersi. In ogni caso, il lavoratore dovrà comunque rispettare il preavviso di dimissioni previsto dal contratto e seguire la procedura telematica di dimissioni online introdotta nel 2016 [4] per combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco.


note

[1] D. M. n. 278/2000.

[2] L. 104/1992.

[3] Art. 2118 cod. civ.

[4] D. Lgs. 151/2015.


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