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Ecobonus: i lavori detraibili

22 Ottobre 2020 | Autore:
Ecobonus: i lavori detraibili

Gli interventi che hanno diritto allo sconto fiscale tra il 50% ed il 75% per il miglioramento energetico degli edifici.

Guai a confonderlo col superbonus del 110%: l’ecobonus riconosce una detrazione fiscale su alcuni interventi mirati al miglioramento energetico degli immobili, ma non sono gli stessi che rientrano nella maxi-agevolazione. Tuttavia, la percentuale di sconto fiscale riconosciuta, pur senza arrivare ai livelli del superbonus, è di tutto rispetto: con l’ecobonus, i lavori detraibili garantiscono un recupero dal 50% al 75% della spesa sostenuta.

In linea di massima, ha diritto all’ecobonus chi effettua interventi di riqualificazione energetica in un edificio già esistente. Significa che restano esclusi gli immobili in costruzione. Si parla, ad esempio, di lavori sull’involucro dell’edificio, sull’impianto di climatizzazione, di posa di schermature solari, ecc. Lavori che, come vedremo di seguito, non sono gli stessi per i quali è possibile fruire del superbonus.

Ecco, allora, i lavori detraibili con l’ecobonus.

Ecobonus: che cos’è?

L’ecobonus consiste in una detrazione dalla percentuale, diversa a seconda dell’intervento realizzato, per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Ne hanno accesso sia i soggetti Irpef sia i soggetti Ires.

Nella sostanza, l’ecobonus garantisce una detrazione fiscale dal 50% al 75% con massimali diversi in base al lavoro effettuato e al tipo di edificio interessato.

Nel dettaglio, i pilastri dell’ecobonus sono:

  • l’intervento effettuato: riqualificazione dell’involucro, sostituzione del sistema che genera il calore, efficientamento dell’edificio, installazione di pannelli solari termici, di schermature o di sistemi tecnologici di automazione, sistemi per la riduzione del consumo energetico o per la messa in sicurezza antisismica;
  • la spesa massima: a seconda dell’intervento realizzato, esiste un tetto massimo di spesa per il calcolo della percentuale di detrazione, compreso di Iva, costi tecnici e oneri economici legati ai lavori;
  • il tipo di fabbricato: il valore dell’ecobonus cambia se si tratta di un edificio unifamiliare, autonomo, plurifamiliare o condominiale;
  • i requisiti sulle prestazioni: per accedere all’ecobonus bisogna fare un intervento di riqualificazione energetica garantendo una determinata prestazione agli elementi che danno diritto all’agevolazione.

È possibile recuperare quella parte di spesa sia attraverso la dichiarazione dei redditi, con la detrazione diretta, oppure con la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura.

Ecobonus: quali sono i lavori detraibili?

Danno diritto all’ecobonus i seguenti interventi:

  • riqualificazione energetica globale di edifici o di singole unità immobiliari: ecobonus del 65% e detrazione massima di 100mila euro;
  • opere sull’involucro edilizio di edifici o di parti di edifici: ecobonus dal 50% al 75% e spesa massima detraibile a seconda del tipo di intervento.

Nel dettaglio, sono compresi nella detrazione:

  • interventi su strutture opache verticali e orizzontali, come pavimenti e coperture;
  • sostituzione di finestre e infissi;
  • posa di schermature solari;
  • lavori sulle parti comuni dei fabbricati condominiali e, in particolare, sull’involucro con incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda;
  • installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda.

Rientrano nell’ecobonus anche gli interventi sugli impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria. La percentuale oscilla tra il 30% ed il 65% e la spesa massima varia a seconda dell’intervento.

I lavori ammessi alla detrazione sono:

  • sostituzione in tutto o in parte degli impianti di riscaldamento con altri dotati di caldaia a condensazione appartenenti alle classi V, VI o VIII;
  • sostituzione in tutto o in parte di impianti di riscaldamento con quelli dotati di generatori d’aria calda a condensazione o pompe di calore ad alta efficienza o, ancora, apparecchi ibridi;
  • sostituzione in tutto o in parte di impianti di riscaldamento con quelli dotati di micro-cogeneratori di potenza elettrica non superiore a 50kWe;
  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore, per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • installazione di impianti di riscaldamento con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • installazione e messa in opera nelle abitazioni di dispositivi e sistemi di building automation.


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