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Come difendersi in caso di aggressione

23 Ottobre 2020 | Autore:
Come difendersi in caso di aggressione

Legittima difesa: come tutelare la propria incolumità dalla violenza altrui? Quali armi possono essere utilizzate senza necessità del porto?

La legge non ammette mai l’uso della forza, a meno che non sia indispensabile per difendersi da un’offesa ingiusta. Ad esempio, se si viene aggrediti in strada da un balordo privo di buone intenzioni, è possibile difendersi utilizzando la forza o magari un oggetto che possa mettere in fuga il malintenzionato. Il rischio però è di passare dalla parte del torto, cioè di essere incriminati per un reato (ad esempio, quello di lesioni personali) nonostante le intenzioni fossero ben diverse. Ecco perché è molto importante sapere come difendersi in caso di aggressione.

L’argomento non può essere validamente affrontato senza parlare brevemente della legittima difesa e delle modalità con cui può essere attuata. Difendersi da un’aggressione significa mettere in salvo sé o altri dalla violenza altrui, riuscendo al contempo a non infrangere la legge. Insomma: difendersi senza violare le norme previste dall’ordinamento giuridico. Per fare ciò, è possibile adoperare anche le armi, ma soltanto se esse sono legalmente detenute. Come vedremo, poi, esistono degli strumenti di difesa che non necessitano del porto d’armi e che, pertanto, sono utilizzabili (entro certi limiti). Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo come difendersi legalmente in caso di aggressione altrui.

Legittima difesa: cos’è?

Per difendersi da un’aggressione occorre innanzitutto sapere cos’è e in cosa consiste la legittima difesa.

La legittima difesa è una causa di giustificazione; vuol dire che, al ricorrere di determinate circostanze, un fatto che normalmente costituirebbe reato viene tollerato dalla legge perché giustificato dalla necessità di difendere sé stessi o altri da un’offesa ingiusta.

Secondo il Codice penale, non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa [1].

Tizio viene aggredito in strada da Caio, il quale estrae un coltello e gli intima di dargli tutto ciò che ha con sé. Tizio, messo con le spalle al muro, per evitare la rapina, approfitta di un momento di distrazione del suo aggressore per colpirlo al viso con un forte pugno.

Nell’esempio appena riportato, la condotta di Tizio costituirebbe normalmente un reato (lesioni personali). Poiché, però, il gesto è stato giustificato dall’azione illegittima altrui, allora la legge ritiene che l’atto non sia antigiuridico e, pertanto, contro di esso non si potrà procedere penalmente.

Quando è legittima difesa?

Quando è legittima difesa? Perché la difesa possa essere legittima e, dunque, “scusare” la condotta di chi ha agito per difendersi da un’aggressione occorre che:

  • l’azione difensiva sia necessaria e non altrimenti evitabile. Se, ad esempio, c’è la possibilità di fuggire o di chiamare le autorità, la risposta violenta all’aggressione altrui non è lecita;
  • la condotta sia stata realizzata per difendere un diritto (non necessariamente l’incolumità fisica) proprio o altrui. Dunque, intervenire per difendere un’altra persona è lecito;
  • l’aggressione altrui sia attuale, nel senso che deve essere ancora in atto. Se il pericolo è scampato, non c’è mai legittima difesa;
  • la difesa sia proporzionata all’offesa. Non si può picchiare qualcuno che si è limitato a sfilare il portafogli dalla tasca dei pantaloni. La reazione violenta è giustificata solo se l’aggressione subita o che si sta subendo è altrettanto violenta.

Aggressioni: quando è legale difendersi?

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo affermare che è legale difendersi in caso di aggressione soltanto se:

  • l’aggressione è in atto o è imminente;
  • l’aggressione è ingiustificata e lede un diritto protetto dalla legge (l’incolumità personale, la proprietà privata, ecc.);
  • la difesa è proporzionata all’offesa;
  • non ci sono altri rimedi, nel senso che la difesa è l’unica soluzione.

Aggressioni: è legale difendersi con un’arma?

È legale difendersi da un’aggressione con un’arma? Sì, se l’arma è regolarmente detenuta. Peraltro, la legge prevede una specifica disciplina della difesa armata quando l’aggressione avviene in casa propria. Si tratta della cosiddetta legittima difesa domiciliare.

Per legge, nei casi di violazione di domicilio la difesa è sempre proporzionata all’offesa se si usa un’arma legittimamente detenuta o un altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o l’altrui incolumità oppure i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Inoltre, al ricorrere di una violazione di domicilio, agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone.

In pratica, quando ci si difende da un’aggressione in casa propria è possibile utilizzare l’arma che si detiene regolarmente, purché sussista un pericolo per la propria o per l’altrui incolumità fisica oppure se il malintenzionato sta cercando di introdursi in casa altrui con l’uso di violenza o di minaccia.

Tizio, svegliato nel cuore della notte da alcuni rumori, impugna la pistola per cui ha il porto d’armi e scende al piano di sotto per controllare. Qui, trova due malviventi che, armati di bastoni di ferro, cercano di scassinare la porta. Tizio può usare l’arma se i delinquenti non vanno via e minacciano di entrare.

Non è invece possibile difendersi con le armi se non c’è una vera e propria aggressione personale, né una minaccia della stessa. In altre parole, non si può sparare a chi sta rubando in casa e non mostra alcuna intenzione di voler fare del male alle persone.

In pratica, le armi sono consentite per la difesa personale solamente nel caso di pericolo concreto per la propria incolumità fisica o per quella di chi ci è accanto e soltanto al ricorrere di tutte le condizioni previste dalla legge.

Armi per difendersi dalle aggressioni: quali sono?

Nei casi previsti dalla legge, ogni arma può essere utilizzata per difendersi dalle aggressioni; occorre però essere in regola con il relativo porto d’armi.

Esistono delle armi antiaggressione che possono essere tenute con sé anche senza licenza. Si tratta di strumenti di difesa che chiunque può utilizzare visto il loro scarso potenziale offensivo.

Le principali armi antiaggressione sono:

  • lo spray al peperoncino;
  • la pistola al peperoncino;
  • lo storditore elettrico.

Spray al peperoncino

Lo spray al peperoncino (o spray urticante) è senza dubbio un’ottima arma per difendersi dalle aggressioni. Lo spray è un comodo strumento di difesa per diversi motivi:

  • è semplice da utilizzare;
  • può essere portato con sé anche fuori di casa;
  • non necessita di alcuna licenza, visto che lo spray urticante non è considerato un’arma, purché la capacità della bomboletta non sia superiore ai 20 ml.

Lo spray al peperoncino può essere utilizzato solamente in caso di legittima difesa: ciò vuol dire che non può essere adoperato come mezzo d’offesa.

Pistola al peperoncino

La pistola al peperoncino è praticamente equivalente allo spray urticante, se non fosse per la sua maggior gittata: la pistola contiene un gel irritante con un getto in grado di colpire l’aggressore fino a tre metri di distanza.

Per la pistola al peperoncino non è necessario il porto d’armi, essendo uno strumento di difesa legale, facile da utilizzare e più sicuro del normale spray urticante: a differenza di quest’ultimo, infatti, la pistola può essere utilizzata in qualsiasi ambiente, aperto o chiuso, non essendovi il rischio che, in presenza di determinate condizioni ambientali (vento, pioggia, ecc.) la sostanza urticante possa tornare verso l’utilizzatore.

Storditore elettrico

Non c’è bisogno del porto d’armi nemmeno per lo storditore elettrico. Trattasi di strumento di dimensioni e peso contenuti, alimentato con batterie, in grado di emettere scariche elettriche capaci di indebolire l’aggressore.

Lo storditore elettrico non va confuso con il taser, cioè con la pistola elettrica che, al contrario dello storditore, è qualificata come un’arma vera e propria (anche se non da fuoco) e per la quale occorre il porto d’armi.

Lo storditore elettrico non necessita di alcun porto d’armi, è liberamente acquistabile ma, come per il noccoliere, è vietato portarlo con sé quando si è in strada o, comunque, fuori della propria abitazione.

Aggressione: come difendersi?

In caso di aggressione, ci si può difendere solamente se non c’è alternativa per salvarsi. Se c’è la possibilità della fuga o di chiamare le autorità, la difesa violenta non è giustificata.

Dall’aggressione altrui ci si può difendere con le armi, ma solo se sono regolarmente detenute e soltanto se v’è un rischio concreto per la propria o altrui incolumità fisica. Non è possibile difendere il proprio patrimonio con le armi, se ciò significa mettere a repentaglio l’incolumità dell’aggressore. Ciò perché la salute e l’integrità di qualsiasi persona sono più importanti dei beni materiali.

È possibile difendersi dall’aggressione altrui con strumenti che non necessitano del porto d’armi, tipo lo spray e la pistola al peperoncino o lo storditore elettrico, sempre rispettando le norme di legge (ad esempio, lo storditore non può essere portato con sé).


In caso di aggressione, ci si può difendere solamente se non c’è alternativa per salvarsi. Se c’è la possibilità della fuga o di chiamare le autorità, la difesa violenta non è giustificata.

Dall’aggressione altrui ci si può difendere con le armi, ma solo se sono regolarmente detenute e soltanto se v’è un rischio concreto per la propria o altrui incolumità fisica. Non è possibile difendere il proprio patrimonio con le armi, se ciò significa mettere a repentaglio l’incolumità dell’aggressore. Ciò perché la salute e l’integrità di qualsiasi persona sono più importanti dei beni materiali.

È possibile difendersi dall’aggressione altrui con strumenti che non necessitano del porto d’armi, tipo lo spray e la pistola al peperoncino o lo storditore elettrico, sempre rispettando le norme di legge (ad esempio, lo storditore non può essere portato con sé).

note

[1] Art. 52 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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