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Come si scrive un parere legale: consigli

22 Ottobre 2020
Come si scrive un parere legale: consigli

Quali regole seguire per redigere un parere motivato su una questione giuridica.

Devi sostenere per la prima volta l’esame d’avvocato e sei letteralmente terrorizzato perché non hai una preparazione eccellente. La parte scritta dell’esame per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione forense consiste, infatti, nella redazione di un atto e di due pareri, uno di civile e uno di penale. Oppure hai conseguito l’abilitazione da poco tempo ed una società ti ha posto un quesito giuridico molto complesso. Ebbene, in entrambi i casi non devi preoccuparti perché in questo articolo ti spiego come si scrive un parere legale e quali consigli seguire per non sbagliare.

Innanzitutto, la cosa importante è sicuramente quella di conoscere gli istituti giuridici. Non occorre sapere tutto a memoria, ma almeno le nozioni basilari. Ricorda sempre che una buona preparazione è essenziale per risolvere il caso che ti viene prospettato. Altro aspetto da non sottovalutare è quello di scrivere bene in italiano, seguendo un filo logico dall’inizio alla fine. Purtroppo, all’università non ti insegnano la redazione degli atti, figuriamoci dei pareri. Per questa ragione, è bene imparare in fretta durante il praticantato ed esercitarsi giorno dopo giorno. Se l’argomento ti interessa non perdere altro tempo e prosegui nella lettura.

Cos’è il parere legale?

Prima di toccare il tema principale, devi sapere che il parere legale non è altro che l’esposizione ragionata della soluzione giuridica di un caso concreto. In pratica, quando si scrive il parere si suggerisce al proprio cliente la strada migliore da intraprendere nel suo interesse fornendo un’adeguata motivazione.

Di conseguenza, il parere non deve essere confuso con l’atto (ad esempio, una citazione, una comparsa di risposta, ecc.). Nel primo caso, si tratta di una classica consulenza, nel secondo caso si sostengono in tribunale le ragioni, in fatto e in diritto, del proprio assistito.

Chi può dare il parere legale?

Il parere legale, ossia la consulenza su una specifica questione, può essere fornita dall’avvocato iscritto all’albo o da un giurista con comprovata esperienza. Spesso e volentieri, a richiedere i pareri scritti sono le pubbliche amministrazioni oppure le società. L’importante è che il professionista sia competente nella materia oggetto del parere.

Come si scrive un parere legale: consigli

Ed eccoci arrivati all’aspetto pratico della questione, ossia come scrivere un parere legale. Cominciamo subito col dire che non si tratta di scrivere né un tema né una rassegna della giurisprudenza. Come ti ho già spiegato, il parere deve risolvere un caso concreto.

Quindi, il primo consiglio che mi sento di darti è quello di studiare, studiare e studiare. Attenzione però: deve trattarsi di uno studio ragionato non mnemonico. Quindi, recupera subito un manuale universitario per fare un ripasso generale. Ad esempio, se ti viene posta una domanda sull’usucapione, devi sapere di cosa si tratta, quali sono i suoi elementi, la durata, ecc. Occhio anche ad essere sempre aggiornato sulla giurisprudenza. Pertanto, è bene iniziare il parere partendo da un inquadramento normativo. Niente paura se non ricordi alcune cose, nel Codice trovi tutte le risposte che cerchi, basta saperlo usare partendo dall’indice.

Il secondo consiglio è quello di esercitarsi nella scrittura e nella bella grafia (quest’ultima è importante se si deve sostenere l’esame di abilitazione in cui al candidato viene chiesto di scrivere il parere o l’atto a mano). Quindi, presta massima attenzione alla sintassi, alla grammatica e all’ortografia. Evita le ripetizioni, le frasi troppo complesse, usa poche subordinate ed infine occhio ai tempi verbali. Spesso, infatti, si commette l’errore di riportare nell’elaborato una massima giurisprudenziale copiandola pari pari senza poi rileggere l’intera frase che magari non concorda con il periodo.

Terzo consiglio: cerca di curare lo stile del testo che andrai a scrivere. Quando si scrive è indispensabile seguire, oltre alle regole grammaticali, anche un ragionamento logico-giuridico.

In particolare, ricorda sempre che quello che scrivi deve essere:

  • chiaro: cioè facilmente comprensibile al lettore;
  • breve: in altre parole, il contenuto deve essere conciso. Devi illustrare gli aspetti essenziali e fondamentali della questione, senza dilungarti troppo su ciò che non conta ai fini della risoluzione del caso. Evita, quindi, le ripetizioni ed i giri di parole. Secondo Cicerone, la brevità sta laddove non vi è nulla da aggiungere e nulla da togliere;
  • logico: il testo deve contenere un’introduzione, uno svolgimento ed una conclusione. Tuttavia, il parere non è una dissertazione teorica, ma deve individuare, secondo un ragionamento preciso, gli istituti giuridici e le problematiche connesse alla questione prospettata per poi offrire le possibili soluzioni.

Parere legale scritto: quanto costa?

Vediamo adesso l’aspetto economico. Mettiamo che tu sia già un avvocato ed un cliente ti ha chiesto di redigere un parere legale su una determinata questione. Prima di procedere, devi preparare un preventivo che illustri dettagliatamente i costi della consulenza.

Con l’abolizione dei minimi tariffari, l’avvocato è libero di chiedere al proprio cliente qualsiasi cifra ritenga congrua sia per un’attività giudiziale che stragiudiziale (come appunto la redazione del parere).

In ogni caso, la parcella dipende dal tempo impiegato per la redazione, dalla complessità della questione prospettata dal cliente e dal vantaggio che quest’ultimo potrebbe ricavarne e dal valore dell’affare. Orientativamente, il compenso per un parere scritto va da un minimo di 100 euro ad un massimo di circa 700-800 euro, a cui occorre aggiungere l’Iva (al 22%) e la Cassa Avvocati (al 4%).



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