Covid: tamponi rapidi ora più accessibili a tutti

22 Ottobre 2020
Covid: tamponi rapidi ora più accessibili a tutti

Il ministro della Salute Roberto Speranza annuncia l’inizio di una nuova sperimentazione.

Premere l’acceleratore sui test veloci: è l’intenzione del ministero della Salute. Roberto Speranza, titolare del dicastero, ha detto oggi, durante un vertice con le Regioni, che i tamponi rapidi si potranno fare in farmacia dove, peraltro, in alcune parti d’Italia «si fanno già i test sierologici. Proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia».

Lunedì conferenza Stato-Regioni e medici di famiglia si riuniranno per mettere a punto i dettagli. Un modo di rendere ancora più immediata l’attività di screening. Nei progetti del Governo, anche la velocizzazione delle attività di tracciamento, che diverse Regioni hanno chiesto.

Nel frattempo, continua il valzer delle ordinanze dei governatori, per approntare misure restrittive anticontagio. Dopo Lombardia e Campania, anche il Lazio ha optato per il coprifuoco (per approfondire leggi qui: Covid, coprifuoco: le restrizioni regione per regione): si tratta delle Regioni che, per ora, hanno scelto la linea in assoluto più stringente, in particolare la Lombardia.

Qui, la decisione di fare ricorso alla didattica a distanza in tutte le scuole secondarie superiori regionali non è piaciuta né alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, né al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Non è escluso un ripensamento: oggi, il presidente lombardo incontrerà i primi cittadini della regione per discuterne (per approfondire leggi: Covid: possibile dietrofront sulle scuole superiori).

La Sardegna potrebbe presto superare in severità Lombardia, Campania e Lazio. Il governatore Christian Solinas sta pensando a un lockdown di 15 giorni su tutta l’isola. Al momento, non c’è un provvedimento scritto, ma l’intenzione ci sarebbe e si tradurrebbe in un isolamento totale della regione che, per due settimane, sarebbe irraggiungibile via nave e aereo, oltre al blocco delle attività commerciali e al divieto di uscire di casa. Una decisione difficile, anticipata ieri dal presidente sardo a causa dell’incremento dei contagi sull’isola e degli ospedali allo stremo.

Altre novità sono rappresentate dai provvedimenti in Basilicata e Puglia. Nella prima, il governatore Vito Bardi, allineandosi a Piemonte e Liguria, ha disposto il ritorno alla didattica a distanza nelle scuole superiori per almeno il 50% degli studenti. Nella seconda, invece, stop alle lezioni in presenza per tutti gli studenti della regione che frequentano l’ultimo triennio di scuola superiore.

Si valuta, inoltre, un divieto di spostarsi dalla propria regione, ipotesi ventilata nel corso della riunione tra il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, il ministro della Salute Roberto Speranza, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e i presidenti delle Regioni. Contrario il governatore del Veneto Luca Zaia: «Fermare i passaggi tra regioni vuol dire fare il lockdown. Meglio la mascherina per i cittadini, anziché pensare ai confini delle Regioni o ai mini-lockdown per mettersi il cuore in pace».



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