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Violenza sessuale: la testimonianza del minore è valida?

23 Ottobre 2020 | Autore:
Violenza sessuale: la testimonianza del minore è valida?

Cos’è e come si verifica la capacità di testimoniare? Il minorenne vittima di atti sessuali può deporre contro l’autore del reato? Cos’è la Carta di Noto?

Tutti i reati sono odiosi e deprecabili, ma alcuni lo sono più degli altri. È il caso dei maltrattamenti e degli abusi sui minori, soprattutto quando tali angherie finiscono per sfociare in atti sessuali. In ipotesi del genere, il colpevole approfitta dell’evidente posizione di superiorità rispetto al minore per abusare di questi, magari confidando anche nel fatto che la testimonianza del minorenne non è attendibile. In realtà, non è così: anche il minore vittima di abusi può essere ascoltato dal giudice, ma a determinate condizioni. La testimonianza del minore vittima di violenza sessuale è valida?

Per legge, prima di chiamare sul banco dei testimoni un minore, può essere necessario valutare la sua concreta capacità di testimoniare, soprattutto quando questi sia vittima di un reato grave come la violenza sessuale. In casi del genere, occorre incaricare un perito che, dopo attento esame del minorenne, fornisca un’accurata relazione al giudice affinché questi possa procedere a raccogliere la testimonianza. Tutto ciò viene fatto con estrema prudenza e delicatezza, mettendo il minore a proprio agio, magari all’interno di un contesto familiare, senza necessità di chiamare il minore a testimoniare in una fredda aula di tribunale. Vediamo a quali condizioni è valida la testimonianza del minorenne nel caso di reato di violenza sessuale.

Capacità di testimoniare: cos’è?

Secondo la legge, ogni persona ha la capacità di testimoniare [1]. Cosa significa? Vuol dire che chiunque può essere chiamato a deporre al banco dei testimoni per riferire in ordine ai fatti a cui ha assistito.

Capacità di testimoniare: come si verifica?

Il fatto che ogni persona abbia la capacità di testimoniare è tuttavia una presunzione che può essere sconfessata ogni volta che ricorrano particolari condizioni: si pensi alla persona affetta da grave patologia mentale oppure al minorenne che, essendo ancora troppo piccolo, potrebbe non rivelarsi un teste particolarmente attendibile.

In questi casi, al fine di valutare le dichiarazioni del testimone, qualora sia necessario verificarne l’idoneità fisica o mentale a rendere testimonianza, il giudice può ordinare gli accertamenti opportuni con i mezzi consentiti dalla legge.

In pratica, Il giudice può procedere ad opportuni accertamenti qualora alcune caratteristiche fisiche (es., minore età) o mentali (es., malattie inficianti le capacità intellettive e/o volitive) del soggetto richiedono una particolare prudenza in sede di assunzione e di valutazione della testimonianza.

La legge ha cura di specificare che questi accertamenti possono essere fatti anche prima dell’assunzione della testimonianza, proprio al fine di verificare a priori se la persona è in grado o meno di riferire validamente sui fatti.

In questi casi, cioè quando l’accertamento precede la testimonianza, la deposizione può comunque essere resa validamente.

Violenza sessuale: la vittima minorenne può testimoniare?

Da quanto appena detto si evince che un minorenne può testimoniare anche se è la vittima di una violenza sessuale. In questo caso, la sua deposizione assume un particolare valore perché si tratta della stessa persona offesa, cioè dell’individuo che ha subito il reato.

È evidente che, in un’evenienza del genere, il giudice dovrà valutare attentamente, prim’ancora della deposizione, la capacità a testimoniare del minore, in quanto la sua versione dei fatti potrebbe essere determinante.

Secondo la Corte di Cassazione, è perfettamente valida la testimonianza resa dal minore vittima di violenza sessuale, anche se il suo racconto è già stato raccolto dal perito in sede di accertamento di capacità di testimoniare [2].

In altre parole, fa bene il giudice che non si accontenta di attestare la credibilità della persona offesa in base alle sole conclusioni del perito, correttamente valutate sull’idoneità della vittima a testimoniare.

È dunque legittima la condanna dell’imputato per abuso sessuale sul minore quando il giudice non si limita a ritenere credibile la persona offesa soltanto in base alle conclusioni del perito e, pertanto, procede all’audizione diretta del minore stesso.

La sentenza in commento, peraltro, è interessante non solo per aver ribadito la piena validità della testimonianza del minorenne vittima di violenza sessuale, ma anche per aver specificato quale sia il ruolo del perito che effettua l’accertamento della capacità di testimoniare. Vediamo di cosa si tratta.

La perizia sulla capacità di testimoniare del minore

Secondo la Carta di Noto (documento che raccoglie le linee guida per l’indagine e l’esame psicologico del minore), al perito chiamato ad accertare la capacità di testimoniare del minore non è consentito pronunciarsi sulla credibilità del teste.

Nel caso affrontato dalla Corte di Cassazione, l’imputato per atti sessuali su minore lamentava la violazione di questa specifica disposizione: il perito, infatti, all’interno della propria consulenza, non solo aveva dichiarato il minore pienamente capace di testimoniare, ma aveva anche concluso circa la veridicità del suo racconto.

Ebbene, secondo i Supremi giudici, nonostante la consulenza psicologica si fosse spinta oltre i limiti del consentito, ciò non pregiudicava la testimonianza resa dal minore innanzi al giudice.

In altre parole, non determina nullità o inutilizzabilità della prova l’inosservanza dei criteri dettati dalla Carta di Noto quanto all’esame dei minori persone offese di reati di natura sessuale; tuttavia, il giudice è tenuto a motivare perché ritenga attendibile la dichiarazione.

E infatti, il giudice che aveva condannato l’imputato, non accontentandosi di attestare la credibilità della persona offesa in base alle sole conclusioni del perito, aveva proceduto all’audizione diretta del minore, ritenendo la sua deposizione pienamente credibile.

Perizia sulla capacità di testimoniare: è necessaria?

In chiusura, non va dimenticato che la nomina di un perito che valuti la capacità di testimoniare del minore non è un obbligo per il giudice: il minorenne può tranquillamente e validamente testimoniare anche senza un preventivo accertamento peritale.

In questo senso, anche la giurisprudenza, secondo cui il mancato espletamento della perizia, allorquando si proceda per reati sessuali verso minori, non rende inattendibile la testimonianza della persona offesa, giacché un tale accertamento, seppure utile laddove si tratti di minori di età assai ridotta, non è tuttavia un presupposto indispensabile per la valutazione dell’attendibilità, ove non emergano elementi patologici che possano far dubitare della capacità di testimoniare [3].


note

[1] Art. 196 cod. proc. pen.

[2] Cass., sent. n. 29333 del 22 ottobre 2020.

[3] Cass., sent. n. 40342 del 15 ottobre 2012.

Autore immagine: Canva.com


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