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Come deve essere una firma

23 Ottobre 2020
Come deve essere una firma

Contratti e documenti: come devono essere la sottoscrizione, la scrittura, l’uso dello stampatello, la posizione della firma e il foglio da firmare. 

Firmare un documento è la cosa più spontanea e naturale che si possa fare, ma dietro questo gesto si nascondono numerose conseguenze giuridiche. La firma è infatti il più tradizionale sistema che esiste, dalla nascita della scrittura, per attribuire la paternità di una dichiarazione a una determinata persona. È il mezzo di riconoscimento più semplice mai inventato dall’uomo. 

Ma proprio perché la firma è facilmente alterabile da terzi, spesso da sola non basta; così, tutte le volte in cui l’atto da firmare coinvolge anche interessi di terzi (si pensi al trasferimento della proprietà immobiliare) è richiesta, oltre alla firma, anche un’attestazione di un pubblico ufficiale, di norma il notaio. 

Come deve essere una firma e che valore ha? Sicuramente, tutti siamo in grado di firmare un documento, ma non tutti lo facciamo nello stesso modo. Anzi, proprio questa diversità – ineliminabile – garantisce alla firma quella funzione di riconoscimento del suo autore che la legge le attribuisce.

Potrebbero, però, sorgere una serie di domande. Si può firmare in stampatello? La firma deve essere leggibile oppure può trattarsi di uno scarabocchio? Si può firmare a matita o bisogna usare necessariamente la penna? Di che colore deve essere la penna: blu, nera o anche rossa o di altre sfumature?

Le domande potrebbero moltiplicarsi a dismisura: la firma deve essere per forza alla fine del foglio o può essere apposta anche prima? Bisogna firmare ogni singola pagina di un documento o basta solo l’ultima? Si può firmare in modo diverso da quello che, di norma, si usa? E che succede se un giorno ci dovessimo accorgere che la sottoscrizione su un documento, per quanto riporti il nostro nome e cognome, non è la nostra?

Tutte queste domande meritano una risposta. Ma prima di spiegare come deve essere una firma è necessario chiarire che valore ha e come è possibile contestarla. Per quanto possano sembrare nozioni scontate, proprio da queste dipende tutto il discorso che faremo successivamente.

Ma procediamo con ordine.

A che serve la firma?

La firma serve per attribuire la paternità di un documento – e quindi delle dichiarazioni in esso contenute – a una determinata persona: quella cioè che ha apposto la firma sul documento stesso. Così, ad esempio, nel momento in cui una persona sottoscrive un contratto dichiara di volersi obbligare a quel determinato assetto di interessi. 

Non si può, di converso, ritenere che un determinato atto sia voluto da un soggetto che non lo ha mai firmato.

Che valore ha la firma? 

Se la firma viene riconosciuta come propria da colui che l’ha apposta, essa ha pieno valore e non può più essere contestata. 

Solo il presunto autore della firma potrebbe disconoscerla, non anche i terzi. 

Facciamo un esempio.

Se Mario conclude un contratto con Giovanni, Giovanni non potrebbe esimersi dall’eseguire le proprie prestazioni (ad esempio, il pagamento di un debito) solo deducendo che la sottoscrizione di Mario non appare essere autentica. Solo quest’ultimo potrebbe contestarla.

Per evitare che una persona possa, in un momento successivo, disconoscere come propria la firma apposta su un documento, si può ricorrere al pubblico ufficiale (ad esempio, il notaio) affinché esegua la cosiddetta autentica. Con l’autentica della firma, il notaio attesta che la sottoscrizione presente su un documento è sicuramente quella del suo presunto autore, sicché alcuna incertezza può più essere posta in merito.

Come deve essere la firma?

Veniamo ora alle modalità pratiche con cui si deve apporre la firma. La legge non dice nulla a riguardo. Attesa però la funzione della firma, è necessario che essa sia quella “tipica” del suo autore e, quindi, sia effettuata: 

  • di suo pugno (non è possibile far firmare, per conto proprio, altre persone);
  • con la propria grafia (non è necessario che sia una grafia particolare, ma deve essere quella tipica dell’autore).

La firma deve essere indelebile e non alterabile; il che significa che, se anche una firma a matita è valida, sarà sicuramente meglio che essa sia apposta a penna.

Anche sul colore della penna la legge non dice nulla. Tuttavia, i colori scuri, come il nero e il blu, hanno maggiore tenuta nel tempo. Pertanto, è del tutto lecito pretendere che un atto non sia firmato con una penna rossa o di altro colore, diverso da quelli che abbiamo appena indicato.

Dove deve essere posta la firma?

Se scopo della firma è fare propria una dichiarazione di volontà, quella cioè contenuta nel documento, è necessario che essa sia apposta alla fine del foglio, dopo l’ultima parola. Una firma apposta prima renderebbe vincolante solo il testo sopra di essa e non anche quello successivo.

Non è necessario che la firma sia per forza sul margine destro o sinistro del rigo, potendo essere anche centrale. 

Quando un documento è composto da più fogli, la firma deve essere apposta sull’ultimo foglio. Non è necessario firmare tutte le facciate, anche se si usa farlo per evitare che qualcuno possa, dolosamente, aggiungere del testo al documento che, in prima battuta, non era stato letto e, quindi, voluto. 

Per evitare di firmare ogni facciata è possibile, sull’ultimo foglio, indicare di quanti fogli e facciate è composto il documento, in modo che nessuno possa alterarlo in un momento successivo. 

Si firma prima con il nome o con il cognome?

La legge non dice se, nel firmare un documento, si debba prima scrivere il nome o il cognome. Di solito, però, quando le norme richiedono la sottoscrizione di un atto, un contratto o un qualsiasi altro foglio, parlano di apposizione di «nome e cognome». Ciò, quindi, induce a pensare che sia più opportuno inserire prima il nome e solo dopo il cognome.

La firma deve essere leggibile?

È preferibile che la firma sia leggibile ma non è necessario. L’importante è che sia quella “tipica” del suo autore. Pertanto, se questi è di norma abituato a firmare con uno scarabocchio o con una sigla, tale potrà essere la sua sottoscrizione in tutte le circostanze. 

Si può firmare in stampatello?

Anche a questa domanda bisogna rispondere secondo le regole appena indicate: la firma deve essere quella tipica del suo autore. Se questi ha sempre firmato in stampatello potrà continuare a farlo. Diversamente, non è ammessa. 

Che succede se una persona firma in modo diverso dal solito?

Potrebbe succedere che qualcuno, per fare il furbo e magari sottrarsi a determinati obblighi, firmi un documento in modo diverso dal solito (magari con una grafia differente o con la mano sbagliata) al solo fine di riservarsi la possibilità di contestare l’atto a proprio piacimento. In realtà, le cose non sono così semplici: grazie alle perizie calligrafiche, infatti, è possibile verificare se la firma appartiene a una determinata persona o no. Le perizie si basano su una serie di valori come la pressione della penna, la velocità di scrittura, gli elementi stilistici e così via.



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