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Dove fare i lavori socialmente utili?

24 Dicembre 2020
Dove fare i lavori socialmente utili?

I lavoratori che percepiscono delle indennità a carico dello Stato possono essere chiamati a svolgere lavori di pubblica utilità.

Agli inizi degli anni ’80, sono stati introdotti i lavori socialmente utili al fine di coinvolgere i lavoratori che percepiscono degli emolumenti a carico dello Stato in attività utili per la collettività. Nel corso del tempo, la disciplina degli LSU è cambiata ma è comunque ancora possibile essere coinvolti in attività di pubblica utilità.

Ma dove fare i lavori socialmente utili? Come vedremo, nel corso del tempo, la legge ha previsto la possibilità di svolgere attività di pubblica utilità a favore di diversi enti utilizzatori.

Cosa sono gli LSU?

LSU è acronimo di lavori socialmente utili. L’idea di coinvolgere i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso o che percepiscono indennità di integrazione al reddito a carico dello Stato in attività di pubblica utilità risale agli anni ’80 [1].

In un primo momento, la possibilità di utilizzare gli LSU era prevista solo per il Mezzogiorno ma, successivamente, tale facoltà è stata estesa a tutto il territorio nazionale.

Il principio su cui si fonda la disciplina degli LSU è il seguente: se un lavoratore percepisce un’indennità a carico dello Stato è giusto che si metta a disposizione per lo svolgimento di attività di interesse collettivo.

Quali sono le tipologie di LSU?

All’inizio, i lavoratori socialmente utili venivano retribuiti attraverso le risorse del Fondo per l’occupazione.

Successivamente, è stata prevista la possibilità per gli enti utilizzatori di avviare progetti di pubblica utilità finanziando gli assegni da erogare ai lavoratori socialmente utili con risorse proprie.

Proprio per questo, i lavoratori socialmente utili possono essere distinti in due tipologie:

  1. LSU transitoristi: sono quei lavoratori che continuano a percepire l’assegno per attività socialmente utili (Asu) con fondi a carico del Fondo sociale occupazione e formazione;
  2. LSU autofinanziati: sono quei lavoratori che, invece, ricevono l’assegno Asu con risorse proprie dell’ente utilizzatore.

Gli LSU transitoristi sono una tipologia in corso di esaurimento in quanto avevano diritto a far parte di questa categoria solo i lavoratori che avevano cumulato almeno 12 mesi di permanenza nelle attività socialmente utili nel biennio 1998/1999. Si tratta, quindi, di una platea di lavoratori cristallizzata nell’anno 2000 ed in corso di esaurimento.

Dove fare i lavori socialmente utili?

Nell’attuale contesto normativo [2], si prevede che i percettori di ammortizzatori sociali come cassa integrazione straordinaria a zero ore o indennità di disoccupazione, possono essere impiegati in attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione ed il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune in cui siano residenti.

Oggi, dunque, è possibile svolgere lavori socialmente utili, tra gli altri, presso i seguenti enti utilizzatori:

  • Regioni;
  • Comuni;
  • Istituti scolastici;
  • enti pubblici;
  • case di riposo;
  • asili;
  • cooperative sociali.

Il requisito indefettibile che deve sempre sussistere è che l’attività di pubblica utilità venga svolta nel comune di residenza e sotto la responsabilità del Comune o dell’ente pubblico che abbia richiesto l’utilizzo.

LSU: quale compenso percepiscono?

Il lavoratore socialmente utile può essere impiegato in attività di lavoro per un monte ore settimanale pari a 20 ore e per un massimo di 8 ore giornaliere.

A fronte di tale attività lavorativa il lavoratore LSU riceve l’assegno per i lavori socialmente utili Asu che viene erogato dall’Inps ed il cui importo viene rivalutato annualmente. Per quanto concerne l’anno 2020, l’importo dell’assegno Asu è pari ad euro 595,93.

Se al lavoratore LSU viene richiesta una prestazione di lavoro che supera le 20 ore settimanali, egli avrà diritto a ricevere un’integrazione dell’assegno a carico dell’ente utilizzatore.

Inoltre, il lavoratore socialmente utile ha diritto all’accredito della contribuzione figurativa che vale, però, solo ai fini del requisito assicurativo per il diritto a pensione. Dal punto di vista della materiale erogazione dell’emolumento, l’assegno Asu viene erogato dall’Inps sulla scorta dei fondi messi a disposizione dall’ente utilizzatore.


note

[1] L. 390/1981.

[2] Art. 26, D.lgs. 150/2015.


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