Diritto e Fisco | Editoriale

Mediazione facoltativa e presenza dell’avvocato: il CNF e la falsa informazione corporativa

10 dicembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2013



È obbligatoria o non obbligatoria la presenza dell’avvocato nel caso di mediazione facoltativa? Il contrasto tra il CNF e il Ministero della Giustizia.

Il Cnf con una circolare inviata agli organismi di mediazione istituiti presso gli ordini forensi ha ricordato che è sempre obbligatoria la presenza dell’avvocato nei tentativi di mediazione. Sia quando il procedimento è obbligatorio che nei casi facoltativi. Il parere del Cnf va però nella direzione opposta rispetto a quella espressa dal Ministero della Giustizia. Il Guardasigilli, nella circolare diramata la scorsa settimana, aveva affermato l’esatto contrario, ossia che l’assistenza del legale è obbligatoria solo nel caso di mediazione obbligatoria, ma non anche in quella facoltativa. Del resto, sembra proprio questa l’interpretazione più corrispondente al tenore letterale della norma.

Anche l’Aduc, l’associazione di tutela dei consumatori, non si è lasciata sfuggire l’occasione per attaccare nuovamente il Consiglio nazionale forense (CNF), colpevole – a suo dire – di non perdere occasione per affermare l’obbligo dell’avvocato sempre e dovunque, persino dove non ce n’è bisogno, come appunto nella mediazione facoltativa.

“Di tutti i mali di cui soffre l’Italia, il corporativismo è forse uno dei più insidiosi non solo per i diritti dei consumatori, ma per l’economia e la libertà dei cittadini”, continua la nota critica di Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc.

“Grazie ad una politica debole che non riesce mai a dire no alle corporazioni, l’avvocato è stato reso obbligatorio anche per la mediazione civile (…). Lo strumento della mediazione poteva essere uno strumento valido per evitare una causa, e quindi evitare di dover pagare un avvocato. E invece, su fortissima pressione della corporazione, l’obbligatorietà dell’avvocato è stata estesa anche alla mediazione obbligatoria”. Con conseguenti costi e ricarichi per il cittadino. Forse che pagare un balzello, sia pure per una assistenza legale obbligatoria, non possa essere visto come un limite piuttosto che una garanzia per il diritto alla difesa?

Dal canto nostro, non possiamo che rilevare l’assoluta incertezza del diritto, male di cui da sempre soffre l’Italia. È mai possibile che neanche le istituzioni riescano a trovare una linea interpretativa comune? Possibile che il Parlamento lasci puntualmente spazio a zone d’ombra e dubbi interpretativi di questo tipo?

Ormai la legge di stabilità raccoglie in sé provvedimenti di tutti i tipi. Perché i partiti non presentano un emendamento per chiarire, una volta per tutte, questo aspetto? O forse è meglio lasciare le cose così come sono, nell’incertezza e nell’equivoco?

I cittadini che vogliono intraprendere la mediazione facoltativa sappiano che potranno avvalersene senza un avvocato, checché ne dica il CNF, ribadisce l’Aduc, insieme al Ministero della Giustizia. E, nel caso in cui tale possibilità fosse negata dall’organismo di mediazione cui ci si rivolge, l’Associazione di tutela dei consumatori consiglia ogni cittadino di presentare immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica.

Almeno per ora, per denunciare un illecito non è ancora obbligatorio l’avvocato.

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