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Nuda proprietà: cos’è?

24 Dicembre 2020 | Autore:
Nuda proprietà: cos’è?

Usufrutto: cos’è e in cosa consiste? Cosa può fare l’usufruttuario? Nudo proprietario: chi è e quali sono i suoi poteri?

Si può essere proprietari di un bene e non poterlo utilizzare a proprio piacimento. Sembra paradossale, ma è così: la legge prevede alcune ipotesi in cui il proprietario non può godere appieno delle sue cose. In genere questa situazione è rimessa alla volontà delle parti: si pensi ad esempio al contratto di locazione, con cui un bene viene messo a disposizione del conduttore, oppure all’usufrutto. Proprio con riferimento a quest’ultima situazione la legge prevede una vera e propria scissione del diritto di proprietà: da una parte c’è l’usufruttuario, che può godere del bene come se fosse proprio, e dall’altra il nudo proprietario. Cosa significa? Cos’è la nuda proprietà?

Per nuda proprietà si intende la situazione in cui si trova la persona che, pur essendo formalmente titolare di un bene, non può disporne come vorrebbe perché su di esso grava un diritto d’usufrutto. Per capire davvero cos’è e in cosa consiste la nuda proprietà occorre necessariamente spiegare innanzitutto cos’è l’usufrutto e come funziona. Solo successivamente si potrà avere un concetto chiaro di nuda proprietà. Se l’argomento ti interessa, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura.

Usufrutto: cos’è?

La nuda proprietà è strettamente collegata all’usufrutto. L’usufrutto è un diritto che consente a chi non è proprietario di godere di un bene in modo molto simile a chi ne è l’effettivo titolare. Si può tranquillamente affermare che l’usufrutto è quel diritto che più si avvicina alla proprietà.

Usufrutto: in cosa consiste?

Secondo la legge, l’usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica [1]. Facciamo un esempio per chiarire questo concetto.

Tizio, proprietario di un’abitazione, costituisce sulla stessa un usufrutto a favore del nipote, Caio. Caio è libero di vivere nella casa e di goderne come se fosse il proprietario; tuttavia, non può mutarne la destinazione, ad esempio trasformandola in un immobile adibito a un esercizio commerciale.

Sempronio concede il proprio vigneto in usufrutto a Mevio. Questi non può adibire il terreno ad altra coltivazione.

L’usufrutto si estende anche alle pertinenze della cosa e a tutti i suoi accessori. L’usufruttuario può godere perfino dei frutti della proprietà su cui vanta l’usufrutto. Di fatti, dunque, è come se l’usufruttuario fosse il vero padrone del bene.

Usufrutto: quanto dura?

L’usufrutto, proprio perché in grado di svuotare il diritto di proprietà, non può avere una durata indeterminata: al suo termine, la proprietà si riespande, tornando al suo stato originario.

Secondo la legge, l’usufrutto non può eccedere la durata della vita del suo titolare mentre, se è costituito a favore di una persona giuridica (come un’associazione o una società), non può durare più di trent’anni [2]. Ciò significa che l’usufrutto, anche se ceduto dall’usufruttuario, si estingue alla morte di quest’ultimo, in quanto non può eccedere la vita di colui che per primo ne ha beneficiato [3].

Il divieto di usufrutto successivo deriva dal fatto che, se l’usufrutto si trasmettesse agli eredi come qualsiasi altro diritto patrimoniale, il nudo proprietario rimarrebbe nell’impossibilità di riacquistare le sue piene facoltà sul bene che gli appartiene.

Cos’è la nuda proprietà?

Da quanto detto sinora si evince chiaramente come l’usufruttuario goda di poteri molto simili a quelli del proprietario vero e proprio. A fronte della costituzione di un usufrutto, le facoltà del proprietario si esauriscono quasi del tutto: ecco perché si parla di nudo proprietario. Il nudo proprietario è chi ha il diritto di proprietà su un immobile, ma non il diritto di goderne l’uso.

Detto in parole molto semplici, l’usufruttuario è un quasi-proprietario; ciò è confermato anche dal fatto che la persona che concede l’usufrutto viene definito nudo proprietario proprio a testimoniare come egli si ritrovi, a seguito della concessione, “a mani vuote”.

La nuda proprietà è ciò che rimane al proprietario che ha concesso l’usufrutto sul proprio bene. In presenza di un usufrutto, dunque, si avranno due posizioni distinte:

  • l’usufruttuario, che è colui che gode dell’usufrutto e di tutte le sue prerogative;
  • il nudo proprietario, che è il proprietario del bene su cui è stato costituito l’usufrutto.

Nudo proprietario: cosa può fare?

Quali sono i poteri del nudo proprietario? Cosa può fare la persona che ha concesso in usufrutto un proprio bene?

Innanzitutto, il nudo proprietario ha il potere di chiedere l’estinzione dell’usufrutto qualora le sua condizioni siano state violate. Si pensi all’usufruttuario che muti la destinazione economica del bene: in un caso del genere, il nudo proprietario può agire in tribunale per chiedere la cessazione dell’usufrutto, con conseguente riespansione dei suoi diritti.

Ma non solo: secondo la legge, si può chiedere la cessazione dell’usufrutto per ogni abuso che faccia l’usufruttuario, ad esempio vendendo i beni, deteriorandoli o lasciandoli andare in perimento per mancanza di ordinarie riparazioni [4].

Nudo proprietario e usufruttuario: come si dividono le spese?

Secondo la legge, le spese e, in genere, gli oneri relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa sono a carico dell’usufruttuario.

Sono pure a suo carico le riparazioni straordinarie rese necessarie dall’inadempimento degli obblighi di ordinaria manutenzione [5].

Al contrario, le riparazioni straordinarie sono a carico del proprietario. Le riparazioni straordinarie sono quelle necessarie ad assicurare la stabilità dei muri maestri e delle volte, la sostituzione delle travi, il rinnovamento, per intero o per una parte notevole, dei tetti, solai, scale, argini, acquedotti, muri di sostegno o di cinta [6].

La legge precisa inoltre che, se il proprietario rifiuta di eseguire le riparazioni poste a suo carico o ne ritarda l’esecuzione senza giusto motivo, è in facoltà dell’usufruttuario di farle eseguire a proprie spese e di ottenere successivamente il rimborso dal nudo proprietario. A garanzia del rimborso l’usufruttuario ha diritto di ritenere l’immobile riparato [7].


La nuda proprietà è ciò che rimane al proprietario che ha concesso l’usufrutto sul proprio bene.

note

[1] Art. 981 cod. civ.

[2] Art. 979 cod. civ.

[3] Art. 698 cod. civ.

[4] Art. 1015 cod. civ.

[5] Art. 1004 cod. civ.

[6] Art. 1005 cod. civ.

[7] Art. 1006 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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