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Covid, De Luca: se non chiude il Governo chiudiamo noi

23 Ottobre 2020
Covid, De Luca: se non chiude il Governo chiudiamo noi

Il governatore della Campania è pronto a blindare la Regione. Oggi, entra in vigore l’ordinanza sul coprifuoco, ma per il presidente è già superata.

Provvedimenti più restrittivi, senza perdere altro tempo. È quello che anticipa Vincenzo De Luca, governatore della Campania, la regione che più sta soffrendo questa seconda ondata di Coronavirus, insieme alla Lombardia. Sul territorio, da oggi, sarà coprifuoco: tutto chiuso dalle 23 alle 5, ma il presidente sa già che non basterà.

«Oggi dobbiamo fare l’ultimo tentativo per bloccare l’esplosione del contagio, quindi dobbiamo chiudere tutto per un mese, per 40 giorni, per frenare l’esplosione del contagio – ha detto De Luca in conferenza stampa -. Poi si vedrà tra un mese, ma è evidente che senza decisioni drastiche non si può reggere, e dobbiamo farlo oggi perché siamo ancora in condizioni di reggere, domani non sarà più possibile».

Contagi alle stelle in Campania

Il presidente della Regione ritiene che gli assembramenti della movida abbiano «portato a una diffusione enorme del contagio». Da qui, l’esigenza di prendere «decisioni forti, definitive ed efficaci, per far fronte a una situazione che è diventata pesante». De Luca, al momento, non ha adottato un’ordinanza in merito. Anticipa, però, rivolgendosi all’Esecutivo, che i dati del contagio sono diventati preoccupanti al punto da dover fare scelte drastiche: «Io credo che dobbiamo decidere oggi, non domani, non fra una settimana, perché davvero non abbiamo più davanti tempo da perdere».

De Luca ha fatto sapere che comunicherà «al Governo non solo la mia richiesta di lockdown su tutta Italia, ma per quel che riguarda la Campania procederemo in direzione della chiusura di tutto. Per l’Italia deciderà il Governo, per la Campania faremo quello che riteniamo giusto per noi. Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive».

Lombardia: per ora niente lockdown, ma Fontana non lo esclude

Intanto, l’esigenza di contenere l’escalation dei nuovi casi si fa pressante anche in altre regioni. Stamattina il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha detto che, nel caso in cui l’andamento della pandemia dovesse peggiorare, bisognerebbe prendere decisioni dolorose e gravi (per approfondire leggi qui: Covid: Fontana minaccia il lockdown in Lombardia). L’allusione al lockdown era ben percepibile, tant’è che, nel pomeriggio, l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha precisato che, in Lombardia, al momento, non è in corso «nessun lockdown sanitario, ma una rimodulazione organica e funzionale delle attività sanitarie negli ospedali lombardi».

«La rapida evoluzione epidemiologica e il conseguente aumento del numero dei ricoveri hanno determinato la necessità di un ampliamento della disponibilità dei posti letto Covid intensivi, per acuti e sub acuti, e delle degenze di sorveglianza», ha proseguito Gallera.

Calabria: nuova ordinanza con coprifuoco

Al momento, restano in vigore le ordinanze regionali emesse nei giorni scorsi (per approfondire: Covid: tamponi rapidi ora più accessibili a tuttiCovid, coprifuoco: le restrizioni regione per regione). In Calabria, il presidente della Regione facente funzioni, Nino Spirlì, ha firmato oggi un provvedimento che dispone la sospensione delle attività scolastiche secondarie di secondo grado dal 26 ottobre 2020 e delle attività didattiche universitarie (ad eccezione delle lezioni e di tutto ciò che riguarderà la presenza fisica degli studenti), con attivazione della didattica a distanza.

L’ordinanza calabrese prevede anche lo stop agli spostamenti su tutto il territorio regionale dalle 24 alle 5 del giorno successivo. In pratica lo stesso coprifuoco attualmente in vigore nel Lazio (e anche in Lombardia e Campania, con la differenza che qui non ci si può muovere da casa dalle 23).

Nel documento è previsto anche il divieto agli accompagnatori dei pazienti di restare nelle sale d’attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei Pronto soccorso e l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che deve adottare ogni misura di prevenzione possibile.

Il provvedimento resta in vigore fino al 13 novembre.

Coprifuoco anche in Piemonte

Il governatore Alberto Cirio ha deciso di ricorrere al coprifuoco nella sua regione. Si inizierà da lunedì: stop agli spostamenti dalle 23 alle 5. La decisione è stata presa a seguito della riunione tra Cirio e le associazioni di categoria.

Il Piemonte aveva già deciso con ordinanza la chiusura dei centri commerciali non alimentari nel weekend. Resteranno aperti solo negozi di alimentari, medicine e generi di prima necessità.



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