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Quanto tempo si ha per rinunciare all’eredità?

25 Dicembre 2020 | Autore:
Quanto tempo si ha per rinunciare all’eredità?

Qual è il termine per rifiutare l’asse ereditario? La rinuncia si può revocare? Accettazione dell’eredità: entro quanto tempo va fatta?

Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, ricevere un’eredità non è sempre un evento felice per il patrimonio del destinatario. Ciò perché l’eredità potrebbe nascondere molti debiti; addirittura le passività potrebbero superare il valore degli altri beni, così che l’erede è chiamato sostanzialmente a pagare le obbligazioni del defunto. Per evitare che accada ciò, la persona chiamata a succedere può decidere di rifiutare l’eredità, scansando così la massa debitoria di cui è costituita. Quanto tempo si ha per rinunciare all’eredità?

Come vedremo, la rinuncia all’eredità è un atto solenne che necessita del rispetto di alcune formalità. In altre parole, non è possibile rinunciare all’eredità a voce oppure con una dichiarazione di proprio pugno. Affinché la rinuncia sia valida, occorre seguire una specifica procedura. Poiché il termine per rinunciare all’eredità è molto lungo, le persone interessate a sapere con certezza quale sarà la sorte dell’asse ereditario possono chiedere al giudice di fissare un termine entro cui l’erede sia chiamato a decidere se accettare o meno. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quanto tempo si ha per rinunciare all’eredità.

Cos’è la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità è la dichiarazione con cui la persona chiamata a succedere rifiuta la qualità di erede, evitando così di entrare a far parte della successione.

La persona che rinuncia all’eredità si tira fuori dalla successione, non acquistando affatto la qualità di erede. Infatti, una volta che si è diventati eredi non si può più rinunciare. Quindi, l’unico modo per effettuare la rinuncia è quello di rifiutarla del tutto sin dall’inizio.

Come si rinuncia all’eredità?

Come si rinuncia all’eredità? Secondo la legge [1], la rinuncia all’eredità deve farsi con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni.

Se la rinuncia non rispetta queste formalità, essa deve considerarsi nulla e, pertanto, completamente inefficace.

La rinuncia all’eredità è sempre totale: non si può rinunciare solamente a una parte dell’asse ereditario e accettare l’altra parte.

A differenza dell’accettazione, la rinuncia all’eredità deve essere necessariamente espressa: essa consiste in una dichiarazione nella quale si manifesta inequivocabilmente la volontà di rinunciare alla quota di eredità cui si è chiamati a succedere.

La rinuncia all’eredità deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale e può essere fatta solamente dopo che la successione si sia aperta; una rinuncia preventiva sarebbe priva di effetto [2]: la legge infatti reputa assolutamente nulli tutti quegli atti con cui qualcuno dispone della sua futura eredità.

La rinuncia, una volta fatta, deve essere iscritta all’interno del registro delle successioni: si tratta di un registro tenuto presso la cancelleria di ogni tribunale, a cura del cancelliere, in cui sono inseriti gli estremi degli atti e delle dichiarazioni indicati dalla legge (oltre alle rinunce, sono iscritte anche le accettazioni con beneficio d’inventario e i provvedimenti di nomina dei curatori delle eredità giacenti).

La revoca della rinuncia

È possibile tornare sui propri passi e revocare la rinuncia [3] fino a che l’eredità non sia stata accettata da ulteriori chiamati. In questo caso, se è stata già accettata dagli altri eredi chiamati in subordine al rinunciante, allora la rinuncia è definitiva e non più revocabile.

Termine per la rinuncia dell’eredità

La legge non prevede un termine entro il quale può essere effettuata la rinuncia; lo stesso, però, si desume da quello previsto per l’accettazione dell’eredità.

La legge dice che l’eredità può essere accettata entro il termine di dieci anni dall’apertura della successione. Di conseguenza, anche la rinuncia si prescrive nel termine di dieci anni decorrente dall’apertura della successione.

Se però il chiamato all’eredità è già nel possesso dei beni ereditari e non compie l’inventario entro tre mesi o, avendolo compiuto, non dichiari di accettare l’eredità con beneficio d’inventario nei quaranta giorni successivi, l’eredità si considera accettata puramente e semplicemente.

Trascorso tale termine il soggetto non può più rinunciare all’eredità; la rinuncia all’eredità deve intervenire, quindi, prima che siano trascorsi tre mesi dall’apertura della successione.

In pratica, il termine per rinunciare all’eredità è di:

  • tre mesi dall’apertura della successione, se si è in possesso di beni ereditari;
  • dieci anni (equivalente alla prescrizione del diritto di accettare) se non si è in possesso dei beni ereditari.

La fissazione di un termine per l’accettazione

Dall’apertura della successione, il chiamato all’eredità ha dieci anni di tempo per accettare o rifiutare l’eredità.

Atteso il lungo arco temporale che la legge concede all’erede, per ovviare a incertezze e dubbi il codice consente a chiunque ne abbia interesse (ad esempio, i chiamati in subordine oppure i creditori) di rivolgersi al giudice per ottenere la fissazione di un termine entro il quale l’erede deve dichiarare se intende accettare o rifiutare l’eredità. Si tratta della cosiddetta actio interrogatoria [4].

Trascorso questo tempo senza che si sia fatta alcuna dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare e, di conseguenza, la possibilità di diventare erede a tutti gli effetti. Si parla, in tal caso, di decadenza dal diritto di accettare.


Il termine per rinunciare all’eredità è di:

  • tre mesi dall’apertura della successione, se si è in possesso di beni ereditari;
  • dieci anni (equivalente alla prescrizione del diritto di accettare) se non si è in possesso dei beni ereditari.

note

[1] Art. 519 cod. civ.

[2] Art. 458 cod. civ.

[3] Art. 525 cod. civ.

[4] Art. 481 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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