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Quali sono i requisiti per avere una casa popolare?

25 Dicembre 2020
Quali sono i requisiti per avere una casa popolare?

I requisiti per entrare a far parte dell’edilizia residenziale pubblica: criteri soggettivi, preferenziali e bonus che guidano all’assegnazione delle case popolari.

Le ventate di crisi che hanno investito l’Italia negli ultimi anni hanno causato un aumento del tasso di povertà. Sempre più famiglie, infatti, fanno appello ai sussidi per fare la spesa, pagare le bollette o l’affitto di casa. Nel panorama di aiuti pubblici rientrano anche quei beni immobili di proprietà dello Stato assegnati alle famiglie disagiate con canoni agevolati. In altri termini, si tratta delle case popolari.

Se sei finito su questa pagina, probabilmente anche tu hai partecipato a un bando di assegnazione e forse ora vuoi orientarti nei risultati della graduatoria. Oppure, sei intenzionato a seguire gli sviluppi del tuo Comune perché vuoi concorrere al prossimo bando di gara. Ma quali sono i requisiti per avere una casa popolare? In questo articolo, affrontiamo proprio questo argomento con l’obiettivo di far capire al lettore che non tutti i requisiti sono uguali e che alcuni hanno più importanza di altri in sede di definizione della graduatoria.

I requisiti per avere una casa popolare 

I requisiti per ottenere una casa popolare vengono stabiliti da apposito bando di concorso pubblicato dai Comuni interessati. Questi, con una frequenza media di circa 4 anni, rendono nota l’assegnazione di appartamenti nell’edilizia residenziale pubblica (ERP).

Alla scadenza del bando, si riunisce una apposita commissione giudicatrice che è responsabile della distribuzione delle case a coloro che hanno partecipato al concorso. Per far sì che l’assegnazione avvenga in modo equo e trasparente, viene stilata una graduatoria, poi resa pubblica sia online sia in Gazzetta Ufficiale, che tiene conto di due diversi tipi di requisiti:

  • i requisiti soggettivi di base: si tratta di quelle qualità indispensabili per partecipare la bando e, in caso non fossero soddisfatti, non sarebbe possibile entrare in graduatoria;
  • i requisiti soggettivi preferenziali: sono caratteristiche accessorie e, in mancanza di esse, il candidato può comunque concorrere all’assegnazione delle case popolari; tuttavia, questi requisiti, se posseduti, forniscono ulteriori punti in graduatoria.

Dunque, lo strumento necessario al riconoscimento di un alloggio ERP è la classifica comunale e non è escluso che due o più partecipanti al bando possano arrivare ad avere un uguale numero di punti. Come si procede in caso di parità? Quando si verificano queste situazioni, la commissione assegnatrice è tenuta a prendere in considerazione ulteriori requisiti personali, in base ai quali è possibile sciogliere il pareggio a favore di un candidato.

Che siano requisiti di base, preferenziali o quelli che si considerano in caso di parità, è importante ricordare che è sempre il Comune a deciderli e fissare eventuali soglie. Quindi, per esempio, i requisiti di base fissati nel bando promosso dal Comune di Napoli potranno variare rispetto a quelli stabiliti dal Comune di Milano. A fronte di queste disparità, le case popolari appartengono a quelle operazioni edilizie volte ad aiutare le famiglie che si trovano in difficoltà economiche. Risulterà chiaro che il bando promulgato sarà particolarmente incline ai nuclei familiari bisognosi.

I requisiti soggettivi di base

I requisiti soggettivi per la partecipazione al concorso investono, in linea di massima, almeno cinque aspetti della vita economica di chi richiede una casa popolare.

Essenziale, per entrare in graduatoria, è la cittadinanza italiana o europea. Anche i candidati extracomunitari possono partecipare al bando di concorso per avere una casa popolare, ma in tal caso il candidato dovrà avere un permesso di soggiorno almeno biennale, quando non di lungo periodo.

Oltre alla cittadinanza, è fondamentale avere la residenza anagrafica all’interno dei confini comunali dell’ente pubblico che ha indetto il concorso. In alcuni bandi, può essere anche previsto che – in compartecipazione o in alternativa alla residenza – l’attività lavorativa principale venga svolta nel Comune assegnatario delle case popolari.

Dunque, per partecipare al bando di assegnazione ERP, i Comuni possono prevedere che il candidato risieda e lavori principalmente nell’ambito territoriale cui l’atto amministrativo si riferisce, oppure una sola delle due opzioni. Cosa significa questo? Innanzitutto, chiariamo che con attività lavorativa principale s’intende quella svolta per almeno due terzi del tempo complessivo dedicato al lavoro.

E ora prendiamo il caso di un commerciante munito di partita Iva, con residenza a Parma, ma che lavora 3 ore all’interno di un negozio di abbigliamento che si trova a Piacenza. Nel resto della giornata, il soggetto che abbiamo preso come esempio si occupa di rappresentanza e, quindi, gira per tutta l’Emilia. Il Comune di Piacenza rende noto un bando di assegnazione di case popolari. Il commerciante in questione può parteciparvi? La risposta è no, perché la sua residenza è a Parma e le ore lavorative svolte nel comune promulgatore non raggiungono i 2/3 dell’ammontare complessivo.

Viceversa, se il commerciante avesse lavorato almeno 6 ore al giorno e il bando avesse previsto come requisito la residenza nel comune di Piacenza o lo svolgimento di un’attività lavorativa principale in quel territorio, allora l’esercente avrebbe potuto parteciparvi.

Nella maggior parte dei casi, i bandi di concorso per avere diritto a una casa popolare sono rivolti a coloro che vivono in un appartamento in affitto. Infatti, i requisiti soggettivi di base tendono a escludere i candidati che abbiano diritti di proprietà, uso e abitazione o usufrutto su qualsiasi tipo di immobile.

Come abbiamo già avuto modo di vedere, le case popolari rientrano tra quelle forme di sostegno offerte dal settore pubblico per aiutare le famiglie indigenti. Per questo motivo, tutti coloro che hanno avuto accesso a finanziamenti pubblici agevolati (si pensi, per esempio, al prestito d’onore), potrebbero essere esclusi dal bando EPR.

Infine, chiude l’elenco di requisiti soggettivi di base, la questione reddito. Non esiste una soglia unica, riconosciuta a livello nazionale, oltre la quale non ci si può candidare. Essa, invece, viene stabilita di volta in volta nel bando pubblicato.

Il Comune di Matera, nel 2017, ha indetto un bando per assegnare case popolari a nuclei familiari con reddito inferiore a 14.385,50 euro. Invece, a Pianiga, nel Veneto, lo stesso tipo di bando prevedeva un reddito non superiore a 20.210 euro.

I requisiti soggettivi preferenziali

Generalmente, questi requisiti sono appannaggio di categorie speciali che presentano urgente necessità di un alloggio stabile.

All’interno di quella famosa graduatoria che dà l’accesso alle case popolari, hanno diritto ad avere più punti:

  • gli anziani con più di 65 anni, da soli o in coppia;
  • i disabili;
  • coloro che hanno una invalidità superiore al 66%;
  • le ragazze madri;
  • le persone divorziate o in stato di vedovanza.

A questi, vanno aggiunti anche i membri delle famiglie di nuova formazione. Sono chiamate in questo modo le famiglie che si costituiranno entro un anno dalla pubblicazione del bando di assegnazione delle case popolari, ovvero quelle formatesi entro i due anni antecedenti.

Se un Comune ha indetto un bando il 22 settembre 2020, le famiglie di nuova formazione saranno quelle che si costituiranno entro il 21 settembre 2021, oltre a quelle nate dopo il 22 settembre 2018.

Molti concorsi per accedere all’EPR, ampliano poi la categoria di persone particolarmente meritevoli, includendo anche quelle che, al momento della pubblicazione, risultano abitare in ricoveri temporanei come i dormitori, oppure vivono in situazioni di sovraffollamento.

Anche le famiglie che risiedono in abitazioni prive di servizi igienici e quelle che hanno subito uno sfratto possono avere un surplus di punti in graduatoria.

Al di là delle diverse tipologie di requisiti preferenziali, bisogna ricordare che è sempre e soltanto l’ente amministrativo promulgatore – il Comune, nel nostro caso – a decidere quali saranno i criteri in base al quale verrà stesa la graduatoria. Quindi, la cosa importante da non perdere mai di vista, è collegarsi al portale del Comune di residenza e scaricare il bando di concorso ai fini della graduatoria di assegnazione di alloggi ERP.

I requisiti in caso di parità

Veniamo ora all’ultima categoria di requisiti utili alla determinazione della classifica di chi ha diritto alle case popolari. Come abbiamo già annunciato, si tratta di quelli che vengono presi in considerazione dalla commissione esaminatrice solo in caso di parità tra due o più soggetti (il termine è qui da intendersi sia come singolo individuo sia come nucleo familiare).

Dunque, in caso di parità:

  • il soggetto con il reddito più basso ha più punti rispetto a quello con il reddito più alto;
  • un nucleo familiare più grande ha la priorità su quello con minor numero di componenti;
  • la presenza di un disabile all’interno della famiglia è motivo di preferenza rispetto a un nucleo tra i cui componenti non si ravvisi alcun soggetto affetto da disabilità;
  • il numero di minori a carico e il numero di persone over 65 anni permette di ricevere punti bonus;
  • l’anzianità di residenza nel comune presso il quale è stato indetto il bando permette di ottenere più punti.

Prendiamo ad esempio il caso di un ipotetico Comune che abbia indetto un bando per l’assegnazione di una casa popolare. Alla gara risponde un certo numero di candidati, ma ai vertici della classifica si piazzano due soggetti a parimerito:

  • Tizio: con un reddito pro-capite di 18.000 euro, membro di una famiglia di neo-formazione con due minori a carico che vive in un alloggio sovraffollato e antigenico;
  • Caio: il cui reddito è pari a 20.000 euro, con una moglie disoccupata e un figlio maggiorenne a carico.

Tra Tizio e Caio, la casa popolare verrà assegnata a Tizio perché ha un reddito inferiore, ha più minori a carico ed è membro di un nucleo familiare più grande. E cosa accade, invece, a Caio? Per lui viene predisposta una apposita lista di attesa a scorrimento: se entro i 4 anni dal successivo bando di assegnazione dovesse liberarsi una casa popolare oppure ne fosse costruita una nuova, Caio sarebbe il destinatario diretto.



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