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Siti scommesse esteri: sono legali in Italia?

31 Ottobre 2020
Siti scommesse esteri: sono legali in Italia?

Vorrei dei chiarimenti riguardo i siti di gioco (scommesse) esteri. Ho appreso, proprio sul vostro sito, che connettersi e giocare su siti esteri non normati Aams costituisce reato anche per il giocatore. Oltre all’evasione fiscale.

Vorrei chiedervi se c’è una differenza al riguardo connettendosi ad un Broker che faccia da intermediario. Io ne avevo sentito parlare come qualcosa di legale, ma mi sembra strano che lo sia. In pratica, l’utente si iscrive al loro sito, e poi sono loro a fornire all’utente i dati per accedere ai bookmaker asiatici.

Vorrei sapere se questo è legale e, nel caso lo sia, cosa bisogna dichiarare riguardo alla vincita.

Come giustamente riportato nel quesito, il gioco d’azzardo su piattaforme estere può costituire reato anche per il giocatore. Per legge (art. 1, Decreto legislativo n. 496/1948), l’organizzazione e l’esercizio di giochi di abilità che prevedono una vincita di qualsiasi tipo e per la cui partecipazione sia richiesto un pagamento in denaro sono riservati allo Stato.

Pertanto, il gioco d’azzardo è legale ogni volta che ottiene l’assenso dello Stato; ciò accade soltanto in due circostanze:

  1. il gioco è gestito dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams, ora Adm, cioè Agenzia delle dogane e dei monopoli), un organo che ha il compito di controllare i giochi più praticati, come il Lotto, il Superenalotto, il Gratta&Vinci, i giochi online, le slot machine, ecc.;
  2. il gioco è gestito da privati (normalmente grandi società) autorizzati dallo Stato. Si tratta delle case da gioco vere e proprie, ovvero dei casinò (in Italia sono solo quattro: Venezia, Saint Vincent, Sanremo e Campione d’Italia).

Secondo la legge (Art. 4, comma tre, l. n. 401/1989), chiunque partecipa a concorsi, giochi, scommesse gestiti oppure organizzati che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 51 a 516 euro.

Detto ciò, lo scrivente ritiene che dette norme debbano applicarsi anche a chi si affidi a broker esteri (o comunque non autorizzati in Italia) che facciano da intermediari. E, infatti, la sostanza non cambia: sia che si partecipi direttamente che tramite broker, la normativa che disciplina il gioco d’azzardo verrebbe comunque violata. Lo scopo della legge, infatti, è quello di impedire che, mediante la gestione illegale del gioco d’azzardo, si possano irretire persone ignare del rischio che si cela dietro questo tipo di attività.

Dunque, sebbene non esista una norma ad hoc per le piattaforme estere, si deve sempre ritenere valido il principio per cui ogni forma di gioco d’azzardo è legale solo se gestita, organizzata o autorizzata dalla legge italiana. Basti solamente pensare ai più recenti orientamenti giurisprudenziali (ad esempio, Cons. di Stato, sent. del 15 maggio 2018) che vietano perfino l’organizzazione di tornei di poker nei circoli privati che non abbiano ottenuto l’autorizzazione dalla pubblica amministrazione.

Tirando le somme: In Italia il gioco d’azzardo online è legale quando la piattaforma virtuale ha ottenuto la licenza dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams). In caso contrario, nonostante non vi sia, allo stato, una disciplina ad hoc per i giocatori online sulle piattaforme estere, è ipotizzabile che per tutti questi utenti si integri il reato di partecipazione a gioco non autorizzato, punito dall’articolo 4, comma 3, della legge numero 401 del 1989.

Per quanto possa sembrare inverosimile, tutti i guadagni vanno dichiarati, anche quelli che sono il provento di un’attività illecita. Di conseguenza, anche le vincite sulle piattaforme estere non autorizzate al gioco d’azzardo vanno dichiarate all’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le vincite realizzate su siti esteri non autorizzati dai Monopoli di Stato sono soggette a tassazione per intero, senza cioè tener conto delle spese sostenute per la loro produzione. Cosa che non avviene sui siti autorizzati da Aams, in cui le tasse vengono versate alla fonte, motivo per cui le vincite non vanno dichiarate.

Le vincite conseguite per effetto della partecipazione a giochi online rientrano tra i cosiddetti redditi diversi («le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte»), concorrendo alla formazione del reddito complessivo per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta (Art. 67, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 917/1986 del 22/12/1986.).

Questo regime non si applica nel caso in cui gli utenti ottengano vincite giocando sui siti che non hanno una licenza per il gioco a distanza rilasciata dall’Aams. In questo caso, i soldi vinti vanno dichiarati dal contribuente al momento della dichiarazione dei redditi indicandoli nel modello Unico alla voce “redditi diversi”.

In sintesi: le vincite sulle scommesse sportive fatte su siti esteri è tassata in Italia, ed è onere del giocatore dichiarare annualmente il premio ricevuto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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